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Wiki-Pd, le 100 proposte di Renzi

Attenzione, con certe idee siamo finiti nei guai

02 novembre, 07:52
Matteo Renzi
Matteo Renzi
Wiki-Pd, le 100 proposte di Renzi

FIRENZE - Il primo punto è sulla costituzione di una sola Camera con non più di 500 eletti, l'ultimo sul sequestro rapido e la gestione efficiente dei patrimoni delle azienda. Le cento proposte sulle quali il sindaco di Firenze Matteo Renzi chiama al confronto prima di tutto il Pd, sono da oggi pubblicati sul sito di Big Bang www.leopolda2011.it, la convention conclusa ieri a Firenze. Tanti i temi toccati nel documento offerto adesso alla discussione attraverso una pratica che lo stesso sindaco rottamatore ha definito Wiki-Pd: ritorno ai collegi uninominali, abolizione delle province e del Cnel, unione di piccoli comuni, azzeramento dei contributi alla stampa di partito, via i vitalizi, ma anche due canali Rai (dalla quale devono 'uscire' i partiti) finanziati esclusivamente dalla pubblicità ed il riconoscimento, regolamentato, delle unioni civili.

Le Cento idee coprono quasi tutte le aree di intervento politico: per il welfare la riforma delle pensioni con la parificazione da subito dell'età pensionabile per uomini e donne, un "modello danese" per gli ammortizzatori sociali e l'introduzione del quoziente familiare; per la sanità la chiusura di tutti gli ospedali con meno di cento posti letto che non abbiano servizi di rianimazione 24 ore su 24; per l'economia l'abolizione dell'Irap tagliando i sussidi alle imprese e la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dove i dirigenti nelle aziende pubbliche devono essere a termine. Il capitolo sulla giustizia prevede che gli avvocati siano pagati solo su preventivo e che i magistrati non osservino più di 30 giorni all'anno di sospensione dell'attività giudiziaria. Prevista anche un'amnistia condizionata per i politici corrotti: per ottenerla devono confessare, fare i nomi dei complici, restituire il maltolto ed impegnarsi ad abbandonare la politica. Infine la cultura: al cavallo di battaglia dell'abolizione del valore legate del titolo di studio c'é anche l'impegno a non erogare mai meno dell'1% del Pil alla cultura, per la quale i contributi privati devono essere defiscalizzati.

RENZI: MANTENIAMO IL PARTITO MA CAMBIAMO FACCE
di Domenico Mugnaini

FIRENZE - La sua candidatura sul piatto ancora non c'e', ma Matteo Renzi sembra avere la strada spianata almeno per un posto tra gli sfidanti alle primarie del centrosinistra, sempre che alla fine si facciano. Non farle, per il sindaco fiorentino, sarebbe ''peggio di un crimine'', un ''errore madornale''. Dalla tre giorni del Big Bang alla Stazione Leopolda, la seconda edizione dei ''rottamatori'', Renzi porta come dote 100 idee, da stasera su internet su una WikiPd ''a cui tutti possono dare il loro contributo'', per portare ''una speranza nuova'' senza piu' un partito dove vince la burocrazia, ''fatto di slogan''. Una speranza che deve avere il volto del Pd ''che abbiamo'', ma cambiando ''le facce dei politici''. Per realizzare l'obiettivo servono le primarie, senza le quali il pd dovrebbe cambiare nome: ''non piu' democratico ma totalitario'', aggiunge ospite di Fabio Fazio, a che Tempo che fa'.

L'immagine del ''rottamatore'' ora sembra andargli un po' stretta: ''Tutti usano questa parola''. Ma non sara' lui ad abbassare la testa nella polemica a distanza con il segretario Pierluigi Bersani, tornato ad attaccarlo. Non e' un problema di anagrafe, ''senza il Presidente Giorgio Napolitano, il Paese sarebbe a carte quarantotto''. Quello che Renzi e i suoi nuovi compagni, primo fra tutti Matteo Richetti, vogliono e' un partito nuovo, non la riproposizione di un modello del '900, nel quale gli elettori scelgono i dirigenti e chi deve contrapporsi al candidato del centrodestra, un partito fatto da ''pionieri e non da reduci''. Pionieri che non sembrano poter annoverare Nichi Vendola, al quale da' una nuova stoccata: ''Con il suo tradimento a Prodi uccise la speranza aprendo alla stagione degli inciuci''. Dal palco della Leopolda che non sara' replicata il prossimo anno, ma da dove molti lo invitano a candidarsi (il premio Strega Edoardo Nesi, l'economista Luigi Zingales, Martina Mondadori), Renzi non parla molto di Berlusconi e spiega il motivo: ''Siamo qui per parlare del futuro e lui non e' il futuro''.

Pero' non risparmia l'attuale premier, accusandolo non tanto per le leggi ad personam quanto per ''aver portato il nostro Paese, nell'immaginario collettivo, a essere come la sede della volgarita' e della banalita'''. E per chi non avesse capito il riferimento, il primo cittadino di Firenze lo chiarisce quando dice di soffrire pensando che i suoi figli ''possano avere una visione della donna o dell'uomo in cui si paga per avere una donna, in cui si fa politica semplicemente partecipando a degli incontri particolari''. Il sindaco per il momento non si candida alla segreteria del Pd, ''non so se alla fine lo faremo'' dice, ma con le 100 idee e' convinto che le oltre 10.000 persone che sono circolate alla Leopolda, e gli oltre 500 mila contratti via streaming, hanno fatto un piacere all'Italia ''restituendo dignita' alla politica'', e vuole che l'Italia torni a essere ''patria della bellezza e non della volgarita'''. Una situazione nella quale il centrosinistra non puo' non vincere, ''se accadesse saremmo da Tso, da trattamento sanitario obbligatorio''. Il suo auspicio non e' che nel pd non si litighi piu' ma che ''si litighi meglio'', sui contenuti: ''Non si ferma il vento con le mani, non si ferma il desiderio di chi ha voglia: apriamo, spalanchiamo le porte della politica'', conclude rivolgendosi ancora a Bersani.

BERSANI: IDEE NUOVE? NO, DA ANNI '80 - Basta con ''l'idea che un giovane per andare avanti deve scalciare e insultare''. Non fa nomi, Pier Luigi Bersani. Ma mentre a Napoli il segretario lancia i duemila giovani ''ricostruttori dell'Italia'' della scuola politica del Pd, le sue parole rimbalzano in un attimo a Firenze, dove e' in corso il 'big bang' del ''rottamatore'' Matteo Renzi. Che replica a muso duro: ''Non sono un asino e non scalcio. Certo, non sono abituato a fare la fila con i capicorrente''. All'ombra del Vesuvio Bersani inaugura il percorso di formazione politica per i giovani democrat del Sud che durera' un anno. ''Ricostruttori'', li definisce. Perche' l'obiettivo e' ''ricostruire l'Italia'' partendo proprio ''da qui'', dal Sud.

E allora il segretario ne approfitta per rimbrottare il giovane sindaco di Firenze che vuole mandarlo in pensionamento anticipato. Basta con i giovani che scassano, ''scalciano, insultano'': la contrapposizione ''giovani-adulti e' una stupidaggine di dimensioni cosmiche - dice il segretario - Anche perche' e' chiaro che tocca ai giovani, a chi deve toccare?''. E ancora: ''Guai a un ricambio senza cambiamento, guai a un ricambio secondo lo slogan: 'vai via tu che arrivo io che son piu' giovane''', avverte Bersani. Il Pd e' un ''collettivo'': ''da soli non si salva il mondo''. ''Il mestiere della politica non e' il mestiere della comunicazione. Non bisogna essere subalterni'', dice il segretario a una platea gremita di giovani che lo acclamano, ma che, osserva, sono stati snobbati dai media. Il ragionamento del segretario e' rivolto a tutti (''nessuna personalizzazione'', dice Davide Zoggia, della segreteria). Ma alla stazione Leopolda, dove il 'big bang' annunciato da Renzi ha catalizzato l'attenzione dei media, certe frasi risuonano come stilettate. E provocano una dura risposta: ''Non so a chi si riferisca Bersani, io non sono un asino e non scalcio'', tuona il sindaco di Firenze. Dal segretario ''mi aspetto risposte sui contenuti'', aggiunge puntuto. ''Noi non stiamo rompendo il Pd - dichiara - Parliamo di cose concrete, di contenuti'' e ''farmi passare come un marziano funziona poco''. Ma Bersani non e' il solo a essere poco tenero con il sindaco di Firenze. ''Renzi sei vecchio quanto e' vecchio il liberismo'', interviene Nichi Vendola, che tra il 'vecchio' Bersani e il 'giovane' sindaco ''di destra'' ha gia' scelto il primo, con cui sta costruendo un'alleanza e avverte ''una sensibilita' comune''. Ma anche a lui Renzi risponde per le rime: ''Io ero all'universita' quando Vendola con Bertinotti mandava a casa Prodi...''.

Assai piu' indulgente verso il sindaco, invece, Pier Ferdinando Casini: ''I giovani hanno sempre scalciato'', dice. Mentre dall'interno del Pd un gruppo di deputati 30-40enni scrive al segretario per mettere ''in un'assemblea 'tutti dentro', per confrontarsi tutti insieme''. Intanto, sullo sfondo resta la partita delle primarie per la premiership del centrosinistra. Sergio Chiamparino, Pippo Civati e lo stesso Renzi (che pronuncia un sibillino ''poi vediamo''), dalla Leopolda iscrivono il loro nome tra i possibili candidati. Sfidanti di Di Pietro, Vendola e soprattutto Bersani. Che pero' continua a ribadire come prioritario rispetto ai nomi, il programma di ''ricostruzione dell'Italia'' che rilancera' la prossima settimana dalla manifestazione di San Giovanni.

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