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Omofobia, nuovo no al testo da maggioranza e Udc

Paola Concia si dimette da relatoe

20 maggio, 12:39
Il ministro per le Pari opportunita' Mara Carfagna
Il ministro per le Pari opportunita' Mara Carfagna
Omofobia, nuovo no al testo da maggioranza e Udc

ROMA - Il deputato del Pd, Paola Concia, ha depositato ieri sera un nuovo testo contro l'omofobia che di fatto riproduce fedelmente la normativa europea in materia. Ma la maggioranza ha bocciato anche questa nuova soluzione che estendeva l'aggravante non solo a chi commetteva reati contro omosessuali e transessuali, ma anche nei confronti di categorie come i più anziani e i disabili.

"Questa nuova proposta - spiega Enrico Costa (capogruppo in commissione del Pdl) - ci piace di più, ma non ci convince del tutto. Per questo, ora che questo tema andrà in Aula, lavoreremo ad una sua correzione". "Il risultato però - sostiene Paola Concia - è che Lega, Pdl e Udc hanno di nuovo bocciato un testo di legge contro l'omofobia".

Paola Concia, per protesta, ha dato le dimissioni da relatore (restando solo relatore di minoranza) e la presidenza della Commissione Giustizia della Camera ha dato mandato a Costa a riferire in Aula sul provvedimento.

Il prossimo 23 maggio, così, il testo che andrà in Aula sarà quello che era stato presentato originariamente da Antonello Soro (Pd) con la possibilità, per maggioranza e opposizione, di presentare emendamenti per modificarlo.

"La cosa inspiegabile - sottolinea il responsabile Giustizia del Pd, Andrea Orlando - è che loro in Aula assicurano di volerlo cambiare 'in meglio', ma qui in Commissione hanno votato, invece, gli emendamenti soppressivi. Perché?". "Io avevo fatto un ulteriore sforzo per arrivare ad un testo davvero condiviso - sottolinea Paola Concia - e avevo ripreso il vecchio testo, che loro ieri avevano bocciato, inserendo però delle modifiche che lo rendevano identico al Trattato di Lisbona, che l'Italia ha recepito. Gli ho dunque chiesto di ritirare gli emendamenti soppressivi e di votare, insieme a noi, questa nuova proposta che si rifà interamente alla normativa europea. E invece loro non hanno minimamente ascoltato ribocciando tutto un'altra volta. Così mi sono trovata costretta a dare le dimissioni da relatore. Voglio vedere ora Enrico Costa se riuscirà davvero, per l'Aula, a trovare una mediazione tra i suoi. In Comitato dei nove avranno la possibilità di rimediare a questo loro 'no'. Voglio vedere proprio se lo faranno, anche alla luce delle critiche del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna".


CARFAGNA, PDL HA PERSO UNA OCCASIONE
- "Il Popolo della libertà, col voto di oggi in Commissione, ha perso un'occasione. Il testo, infatti, non prevedeva il reato di omofobia, ma introduceva aggravanti per i reati commessi a scopo discriminatorio; una norma di stampo europeo. Voterò a favore del provvedimento non appena arriverà in Aula". Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, dopo il voto in Commissione alla Camera.

CONCIA, MAGGIORANZA CONTRO TUTELA DIRITTI MINORANZE 
- Quando la parlamentare del Pd Paola Concia esce dall'aula della Commissione Giustizia della Camera per comunicare ai cronisti che il suo testo unificato contro l'omofobia è stato respinto dalla maggioranza, è davvero su tutte le furie. "Hanno avuto 959 giorni di tempo per discutere ed esaminare un provvedimento che è di soli due articoli. E oggi hanno avuto anche la faccia tosta di venire a chiedere una proroga per poter approfondire la questione. Quando noi, però, ci siamo opposti ad un ulteriore rinvio, sono dovuti uscire allo scoperto per quello che sono: persone che dicono no ad una battaglia di civiltà, per la tutela dei diritti delle minoranze". "Peraltro - prosegue la parlamentare del Pd - si trattava di un testo che era già il frutto di una mediazione politica. E' davvero una vergogna. E' bene che la gente sappia la verità: il centrodestra ha detto no ad una battaglia di civiltà come quella contro l'omofobia a favore della quale si era espresso anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano". "Nel mettere a punto questo testo - sottolinea - avevamo tenuto conto dell'intera legislazione europea. Ora a livello internazionale ci rideranno dietro perché siamo gli unici a non voler contrastare il reato dell'omofobia che viene invece punito severamente in mezza Europa". "In Italia, da qualche anno, siamo di fronte ad un'emergenza omofobia che allarma anche il Parlamento Europeo: centinaia i casi registrati soprattutto nei confronti dei giovani. E' proprio per loro - aveva scritto ieri Paola Concia in una lettera inviata a tutti i componenti della Commissione Giustizia - che dovremmo approvare questa legge. Non solo per i giovani omosessuali, ma per tutti. Per indicare chiaramente quale paese vogliamo costruire: un paese coeso socialmente che rifiuti la violenza e la deriva dell'odio. Omofobia, razzismo e misoginia sono in realtà la stessa cosa e la paura del diverso rende tutti più poveri".

SCALFAROTTO, STOP E' BOCCIATURA A CIVILTA' - "La bocciatura della legge Concia in Commissione è uno schiaffo alla civiltà di questo Paese. Il presidente della Repubblica, quello della Camera e il Ministro per le pari opportunità ieri avevano auspicato una risposta chiara che invece la maggioranza oggi in commissione non ha voluto dare, rappresentando l'immagine di un Paese medievale". Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Partito Democratico, che in questi giorni ha avuto uno scambio di lettere con il Presidente della Repubblica proprio sul tema dell'omofobia e del rischio che l'Italia corra di rimanere nel baratro dei diritti e delle tutele negate, è molto duro nel commentare la bocciatura in Commissione del testo della legge contro l'omofobia presentato dall'onorevole Paola Concia. "La maggioranza ancora una volta va contro le parole del Capo dello Stato, ma ancora di più contro il buonsenso e contro il sentimento e la civiltà dei cittadini italiani. Non accettare questo testo, di per sé già prudentissimo - continua Scalfarotto - significa non compiere un piccolo ma significativo passo in avanti nel progresso di questo Paese e negare la dignità e la tutela dell'incolumità fisica a migliaia di cittadine e cittadini". Il Vicepresidente dei democratici, però, non demorde dicendo: "Spero che nell'esame parlamentare l'impegno delle più alte cariche dello Stato e soprattutto del Ministro Carfagna, che da tempo ha compreso l'importanza e la necessità di questa legge, sia tenuto in considerazione dalla sua stessa maggioranza. Se così non fosse, sono certo che il Ministro ne trarrà le dovute conseguenze".

LO PRESTI, PDL E LEGA SONO FORZE ESTREMISTE 
- "Anche con questa votazione Pdl e Lega hanno dimostrato di essere forze estremiste, di un estremismo becero e inaccettabile". Il deputato di Fli Nino Lo Presti commenta così la decisione della maggioranza di bocciare il testo contro l'omofobia messo a punto dalla relatrice Paola Concia. "Quello dell'omofobia - prosegue - è un reato odioso per il quale deve essere prevista un'aggravante. E' evidente, ormai, che i trinariciuti non sono più solo a sinistra".

NAPOLITANO, OSTENTARLA E' INAMMISSIBILE - L'omofobia è un sentimento da combattere. Da sradicare e sconfiggere una volta per tutte. A livello "culturale", ma anche a livello normativo. E soprattutto - avverte il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - è un sentimento che non deve essere "ostentato". Nella Giornata internazionale contro l'omofobia, quando ancora un italiano su quattro ammette che preferirebbe non avere un gay come vicino di casa, lo stop alla violenza contro chi è considerato diverso a causa dell'orientamento sessuale è bipartisan: arriva dalle più alte cariche dello Stato, dalla politica e dalle associazioni e movimenti lgbt. Di diverse estrazioni politiche è anche il nutrito gruppo che chiede una rapida approvazione della legge contro l'omofobia, che arriverà in aula alla Camera il 23 maggio. Tra i supporters, il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna e la proponente, la democratica Anna Paola Concia. "L'ostentazione in pubblic o di atteggiamenti di irrisione nei confronti di omosessuali è inammissibile in società democraticamente adulte", ha puntualizzato Napolitano in un messaggio. "Non bisogna sottovalutare i rischi che l'abitudine all'uso nel discorso pubblico di allusioni irriverenti, lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno sul quale l'omofobia si radica". Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha ricordato che "i principi dell'inviolabilità della persona e della dignità umana sono alla base della nostra Costituzione", mentre il presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante una cerimonia alla Camera, ha affermato che "l'omofobia deve essere combattuta a livello culturale, rimuovendo quel pregiudizio ancora molto diffuso che impedisce agli omosessuali di vivere nella vita i loro diritti fondamentali". In più, Fini ha auspicato che in occasione della prossima Giornata, nel 2012, si possa festeggiare anche l'approvazione della legge contro l'omofobia. Un provvedimento che, secondo Carfagna, "non crea contrapposizioni, ma marca il disvalore di una serie di atti socialmente riprovevoli; un testo che non sminuisce il ruolo di alcuno e che mi auguro possa diventare presto legge dello Stato". Per il ministro "l'orientamento sessuale non può essere causa di disuguaglianza sociale" e l'omofobia è un problema che "attraversa tutta la schiera politica, non è di destra né di sinistra". Anche il leader del Pd, Pierluigi Bersani auspica una "rapida approvazione della legge per contribuire a costruire un paese inclusivo, accogliente verso ogni individuo, indipendentemente dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere". Sulla stessa linea anche la pd Concia secondo cui bisogna andare oltre alle ideologie e approvare "insieme", destra e sinistra, la legge. Un coro di approvazione per le posizioni manifestate dalle istituzioni è giunto anche dai movimenti lgbt. Arcigay però chiede "risposte degne di democrazia", Gay Center "interventi concreti", mentre Imma battaglia (DiGay Project) incoraggia alla "trasversalità". Per Franco Grillini (Idv) l'omofobia è "una pericolosa patologia sociale da combattere con tutte le forze, a partire delle istituzioni", mentre per Vladimir Luxuria "vuol dire anche essere contrari alle unioni civili. Per questo chiedo a Fini e a Carfagna di chiarire la propria posizione su diritti e doveri delle coppie conviventi omosessuali".

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