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Papa: educazione sessuale minaccia per la fede

No leggi per monopolio statale su scuola

10 gennaio, 16:32
Benedetto XVI
Benedetto XVI
Papa: educazione sessuale minaccia per la fede

CITTA' DEL VATICANO - Nel suo discorso ai rappresentanti del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, Benedetto XVI ha sottolineato di non poter "passare sotto silenzio" quella ha ha definito come "un'altra minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei", là dove, ha spiegato, "é imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtà riflettono un'antropologia contraria alla fede e alla retta ragione".
Fornendo ai giornalisti alcuni chiarimenti al discorso di Benedetto XVI al Corpo diplomatico, il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha spiegato che il riferimento del Papa ai corsi di educazione sessuale come "minaccia alla libertà religiosa" riguarda in particolare "quanto è accaduto in Spagna".

NO A LEGGI PER ISTITUIRE MONOPOLIO STATALE SU SCUOLA - Per Benedetto XVI è "preoccupante" che il "servizio che le comunità religiose offrono a tutta la società, in particolare per l'educazione delle giovani generazioni, sia compromesso o ostacolato da progetti di legge che rischiano di creare una sorta di monopolio statale in materia scolastica, come si constata ad esempio in certi Paesi dell'America Latina". "Riconoscere la libertà religiosa - ha detto il Papa durante l'udienza al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede - significa anche garantire che le comunità religiose possano operare liberamente nella società, con iniziative nei settori sociale, caritativo od educativo. In ogni parte del mondo, d'altronde, si può constatare la fecondità delle opere della Chiesa cattolica in questi campi". "Esorto tutti i governi - ha aggiunto - a promuovere sistemi educativi che rispettino il diritto primordiale delle famiglie a decidere circa l'educazione dei figli e che si ispirino al principio di sussidiarietà, fondamentale per organizzare una società giusta"

PAESI M.ORIENTE GARANTISCANO SICUREZZA CRISTIANI - Le autorità dei Paesi dell'area mediorientale, tra cui l'Iraq, e i "capi religiosi musulmani" devono "operare affinché i loro concittadini cristiani possano vivere in sicurezza". E' l'appello lanciato da Benedetto XVI, che ha parlato "dell'urgente necessità per i governi della regione di adottare, malgrado le difficoltà e le minacce, misure efficaci per la protezione delle minoranze religiose".

"Guardando verso l'Oriente - ha detto il Papa -, gli attentati che hanno seminato morte, dolore e smarrimento tra i cristiani dell'Iraq, al punto da spingerli a lasciare la terra dove i loro padri hanno vissuto lungo i secoli, ci hanno profondamente addolorato". "Rinnovo alle Autorità di quel Paese e ai capi religiosi musulmani - ha proseguito - il mio preoccupato appello ad operare affinché i loro concittadini cristiani possano vivere in sicurezza e continuare ad apportare il loro contributo alla società di cui sono membri a pieno titolo". "Anche in Egitto, ad Alessandria - ha aggiunto il Pontefice -, il terrorismo ha colpito brutalmente dei fedeli in preghiera in una chiesa". Secondo papa Ratzinger, "questa successione di attacchi è un segno ulteriore dell'urgente necessità per i Governi della Regione di adottare, malgrado le difficoltà e le minacce, misure efficaci per la protezione delle minoranze religiose".

BENE RICHIESTA A UE DI DIFENDERE CRISTIANI MO- "Apprezzo l' attenzione per i diritti dei più deboli e la lungimiranza politica di cui hanno dato prova alcuni Paesi d'Europa negli ultimi giorni, domandando una risposta concertata dell'Unione Europea affinché i cristiani siano difesi nel Medio Oriente".

NO BANDO FESTE E SIMBOLI PER RISPETTO ALTRE FEDI - Benedetto XVI ha definito oggi come una "manifestazione dell'emarginazione della religione e, in particolare, del cristianesimo" il fatto di "bandire dalla vita pubblica feste e simboli religiosi, in nome del rispetto nei confronti di quanti appartengono ad altre religioni o di coloro che non credono". "Agendo così - ha detto il Papa  -, non soltanto si limita il diritto dei credenti all'espressione pubblica della loro fede, ma si tagliano anche radici culturali che alimentano l'identità profonda e la coesione sociale di numerose nazioni"

CROCIFISSO: GRAZIE A PAESI CHE APPOGGIATO RICORSO ITALIA - Benedetto XVI ha ringraziato oggi i Paesi e le istituzioni che hanno dato appoggio al ricorso del governo italiano contro la sentenza europea che bandiva il crocifisso dai luoghi pubblici. "L'anno scorso, alcuni Paesi europei si sono associati al ricorso del Governo italiano nella ben nota causa concernente l'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici", ha detto il Papa durante l'udienza al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, dedicando in gran parte il suo discorso al tema della libertà religiosa. "Desidero esprimere la mia gratitudine alle Autorità di queste nazioni, come pure a tutti coloro che si sono impegnati in tal senso, Episcopati, Organizzazioni e Associazioni civili o religiose, in particolare il Patriarcato di Mosca e gli altri rappresentanti della gerarchia ortodossa, come tutte le persone - credenti ma anche non credenti - che hanno tenuto a manifestare il loro attaccamento a questo simbolo portatore di valori universali", ha aggiunto.

PAKISTAN ABROGHI LEGGE SULLA BLASFEMIA - Benedetto XVI ha "incoraggiato" oggi le "autorità" del Pakistan "a compiere gli sforzi necessari per abrogare" la legge sulla blasfemia, "tanto più che è evidente - ha detto durante l'udienza al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede - che essa serve da pretesto per provocare ingiustizie e violenze contro le minoranze religiose". Secondo il Pontefice, "il tragico assassinio del Governatore del Punjab mostra quanto sia urgente procedere in tal senso".

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