Casini crede nel terzo polo, se si vota ci saremo
ULIVO INTERLOCUTORE, PREMIER NON AFFOSSI SISTEMA GIUDIZIARIO
03 settembre, 21:52di Paola Spadari
ROMA - In caso di voto anticipato Pier Ferdinando Casini crede sempre che la carta da giocare per i centristi sia quella del terzo polo. Il giorno dopo l'appuntamento con l'Api di Rutelli, con il quale ha verificato ''ampie convergenze'', il leader dell'Udc, intervistato da Repubblica Radio tv, ci ha tenuto a sottolineare tuttavia che qualcosa potrebbe accadere anche con i democratici se nel Pd la musica cambiasse. Casini si riferisce infatti a quell'alleanza tra Bersani, l'Idv di Pietro e la sinistra estrema che rendono indigeribile per i centristi la presa in considerazione di scenari diversi. Stesso discorso vale per lo schieramento di centrodestra con la presenza della Lega di Bossi. Una scelta quindi, quella di un terzo polo (oggi bocciata da Beppe Pisanu favorevole piuttosto alla nascita di un nuovo partito) che appare obbligata in uno scenario che fatica ad assestarsi nel giorno in cui Rosy Bindi, sollevando un vespaio fuori e dentro il Pd, si spinge a non escludere alleanze con i finiani, anche se solo in una situazione estrema di difesa del sistema democratico. Per il momento dunque i centristi continuano a ripetere di non essere interessati ad aggiungere un posto alla tavola del governo e che ''non c'e' mai stata alcuna disponibilita''' in tal senso. Il bipolarismo e' in crisi e ''in questo contesto in cui si e' confermato il successo delle nostre tesi - dice Casini- dovremmo aggiungerci agli uni o agli altri? Non esiste questa cosa nel novero dello possibilita', nemmeno per quanto riguarda la sinistra''. E a Bersani Casini, non interessato a ipotesi di Nuovo Ulivo, chiede di chiarire se il ''modello Marche'' in cui i centristi sono alleati con il centrosinistra (la sinistra estrema aveva un suo candidato) sia un esempio da replicare. ''Noi siamo impegnati da tempo nella nostra operazione - dice Mauro Libe', uomo vicino al leader centrista - e osserviamo con attenzione quanto sta accadendo. Quando sara' il momento di andare al voto si valuteranno lo scenario e le alleanze possibili. Ma il nostro interesse - precisa - non e' la vittoria alle elezioni ma la governabilita' del paese che ha bisogno di riforme''. Intanto, i centristi si attendono dal premier l'illustrazione dei cinque punti programmatici in parlamento augurandosi che siano ''seri e analitici''. Anche se non voteranno mai una nuova fiducia al Governo, cosi' come ribadiscono il loro no al testo sul processo breve. Ed in proposito Casini avverte Berlusconi: non affossi il sistema giudiziario per liberarsi dai processi che lo riguardano.






