Gheddafi a Roma: Avvenire, show che diventa boomerang
Avvenire tira le somme della visita del leader libico a Roma: ''Incresciosa messa in scena''
31 agosto, 17:58Correlati
ROMA - ''La questione dei 5 miliardi (richiesti dal leader libico Muammar Gheddafi per arginare l'immigrazione clandestina, ndr) non e' mai stata esaminata, mai discussa. La affronteremo in sede europea e io immagino che sara' trattata al vertice euro-africano di novembre proprio in Libia''. Lo ha detto Franco Frattini commentando le parole di ieri di Gheddafi a Roma.
AVVENIRE, SHOW CHE DIVENTA BOOMERANG - Un' ''incresciosa messa in scena'' firmata dal colonnello Gheddafi o ''forse solo un boomerang'', ''certamente e' stata una lezione, magari pure per i suonatori professionisti di allarmi sulla laicita' insidiata''. Il quotidiano dei vescovi, Avvenire, in un editoriale firmato dal direttore Marco Tarquinio tira le somme della visita del leader libico a Roma, tra affari e provocazioni.
''Incontrarsi serve comunque e sempre'', premette Tarquinio lodando la ''nuova stagione'' e la ''riconciliazione'' tra Roma e Tripoli. Pero' - sottolinea il giornale della Cei - non si possono sottacere ''aspetti sostanziali e circostanze volutamente folkloristiche'' della visita cosi' come ''momenti incresciosi e urtanti'' quali l'incontro per ''una sessione di propaganda islamica (a sfondo addirittura europeo) tra il leader libico e hostess appositamente reclutate''.
5 MILIARDI ALL'ANNO DALL'UE CONTRO I CLANDESTINI - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi esalta l'amicizia tra Italia e Libia durante la cerimonia per il secondo anniversario del Trattato di Bengasi e afferma che ''tutti dovrebbero rallegrarsene'' e chi critica ''e' prigioniero di schemi superati''.
Gheddafi: ''Saluto il grande coraggio del mio grande amico''. La giornata di ieri, segnata dalla richiesta di 5 miliardi all'anno per fermare l'immigrazione clandestina in Europa e da nuove polemiche sulla visita del leader libico, si e' conclusa con una cena di gala.
Gheddafi ha lasciato la tavola verso le due, mentre il premier italiano e' rimasto a festeggiare l'evento con gli 800 invitati e diversi ministri. Sulla Padania titolo a tutta pagina: ''L'Europa sia cristiana''.
TERZO SHOW, SOLDI CONTRO CLANDESTINI O UE NERA
- Terzo show in due giorni del leader libico Muhammar Gheddafi che si spinge fino a chiedere 5 miliardi di euro all'Unione europea per contrastare una ''pericolosa'' immigrazione che puo' far diventare ''nera'' l'Europa. E' stato un intervento fiume di oltre quaranta minuti quello del colonnello, tutto incentrato sulla pagina del colonialismo e su inquietanti scenari disegnati dall'avanzata dell'immigrazione africana. Un lunghissimo discorso pronunciato di fronte al premier e a una folta delegazione del governo presso la caserma 'Salvo D'Acquisto', teatro delle celebrazioni per il secondo anniversario del Trattato di Amicizia italo-libico. Non appena presa la parola, Gheddafi ha subito fatto presente ''i drammi e le sofferenze'' subite dal popolo libico a causa dell'invasione italiana, drammi rtuttora presenti tra la popolazione del Paese. Anche Berlusconi, ha raccontato il Colonnello, si e' oggi commosso ''al punto di piangere'' alla visione delle fotografie ''ufficiali'' esposte nella mostra inaugurata oggi pomeriggio dai due leader e che documentano la dolorosa pagina del colonialismo italiano. Era un'altra Italia, ha aggiunto Gheddafi. Oggi c'e' il Trattato di amicizia e nuove sfide da affrontare insieme, prima fra tutte, quella della ''pericolosa'' immigrazione africana che spetta alla Libia, ''ponte'' privilegiato tra l'Africa e l'Europa, contrastare con l'aiuto economico dell'Unione europea. Cinque miliardi di euro e' la cifra richiesta da Gheddafi per impedire che ''l'Europa - cosi' ha prospettato il colonnello - un domani potrebbe non essere piu' europea e diventare addirittura nera perche' - ha spiegato - in milioni vogliono venire in Europa''. ''Attualmente - ha affermato dipingendo uno scenario fosco - subiamo una immigrazione dall'Africa verso l'Europa ma in questo momento si tratta di una cosa molto pericolosa: non sappiamo che cosa succedera', quale sara' la reazione degli europei bianchi e cristiani di fronte a questo movimento di africani affamati e non istruiti''. ''Non sappiamo - ha insistito Gheddafi - se l'Europa restera' un continente avanzato e coeso o se si distruggera' come avvenne con le invasioni barbariche''. ''Dobbiamo immaginare che questo possa succedere - ha sottolineato a sostegno del proposta da lui stesso avanzata - e prima che succeda dobbiamo lavorare insieme, fermare l'immigrazione sulle frontiere libiche''. ''L'Europa - ha scandito - ci deve ascoltare'' mentre tocca all'Italia sostenere in sede europea la richiesta di Gheddafi di fare della Libia l'avamposto chiave nel contrasto all'immigrazione clandestina. Berlusconi da parte sua ha ricordato come con la stipulazione del Trattato di amicizia fra i due Paesi si sia ''voltato pagina'' e chiuso per sempre la pagina nera del colonialismo. Gheddafi lo ha piu' volte lodato menzionando il ''grande coraggio'' del presidente del Consiglio per le scuse presentate dal premier per il passato coloniale italiano in Libia, ''un errore - ha sottolineato il Colonnello - commesso dall'Italia fascista, non dall'Italia''. Da qui anche la richiesta avanzata alla comunita' internazionale affinche' sia l'Italia ad avere un seggio al consiglio permanente di sicurezza dell'Onu. Un ''diritto'' dell'Italia, secondo Gheddafi, che ha avuto, al contrario della Germania, la forza e il coraggio di liberarsi da sola del fascismo ''impiccando Mussolini per le strade''. Nell'Italia di oggi poi, il leader libico, ha incoraggiato ad investire i suoi stessi connazionali che dispongono di risorse economiche e finanziarie.








