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Bossi, Lega in piazza in caso di governo tecnico

Napolitano: i governi sono solo 'politici'. Irritazione Pdl

15 agosto, 15:41
Umberto Bossi
Umberto Bossi
Bossi, Lega in piazza in caso di governo tecnico

di Marco Dell'Omo e Federico Garimberti

ROMA - Il governo tecnico non esiste, ogni governo è politico. L'importante è che abbia la maggioranza delle Camere. Un colloquio di Giorgio Napolitano con il 'Corriere della Sera' provoca dispiaceri nel centrodestra, che di governi diversi da quello nato dalla vittoria elettorale del 2008 non vuole sentire parlare. Come già aveva fatto il giorno precedente in un'intervista all'Unità, e con ancora più forza, il presidente della Repubblica rimbecca chi dà per scontato che di fronte a una crisi di governo l'esito sia un inevitabile ricorso alle urne. Non è possibile dire, aggiunge Napolitano, "in modo sbrigativo e strumentale" che la legislatura si chiude senza che sia chiaro a chi compete davvero dichiararne la fine.

"A queste cose - chiarisce nel colloquio col Corriere - ho reagito". Gli inviti di Napolitano a interrompere il clima da "resa dei conti" e la "delegittimazione" del presidente della Camera, sono altrettanti bocconi indigesti per i 'berluscones'. Ma soprattutto fa intravedere al Pdl scenari foschi il passaggio del colloquio in cui il capo dello Stato sembra avallare l'idea che un governo tecnico (o di altra denominazione, perché in definitiva si tratta di "nominalismi") possa vedere la luce dopo Berlusconi. Ed è a questo scenario che reagisce Umberto Bossi quando, dalla sua vacanza di Ponte di Legno, si dice pronto alla mobilitazione popolare insieme a Berlusconi per portare in piazza "milioni di persone incazzate".

La Lega vede come fumo negli occhi un nuovo governo costruito con il concorso del "terzo polo" : sarebbe "rischiosissimo", perché bloccherebbe le leggi sull'immigrazione "che non interessano Fini e Casini". L'unico motivo per essere tranquilli è che "un matto per fare un governo tecnico non si troverà mai", visto che la nuova maggioranza sarebbe molto fragile. Ma meglio tenere gli occhi aperti, senza farsi illusioni su un accordo con i finiani: "Con questo casino, come si fa a ricucire?", si chiede il senatur tra un sorso di menta e uno sbuffo di sigaro toscano. Dal Pdl c'è piena condivisione dell'analisi leghista . Per Daniele Capezzone, tecnico o non tecnico, un governo con una maggioranza diversa da quella che ha vinto le elezioni "sarebbe una ferita". Anche per il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto andare al voto in caso di crisi sarebbe semplice "buonsenso". E persino il mite Gianfranco Rotondi immagina piazze ribollenti di sdegno che scacciano il governo usurpatore "come accadde a Tambroni".

L'unico che non si lascia andare a scenari di crisi è Ignazio La Russa, che commenta: "Finché si governa, nessuno pensa di andare al voto". Ma il clima è ugualmente di scontro, e l'opposizione fa il suo mestiere nel censurare gli appelli alla piazza, giudicati come uno schiaffo alla Costituzione e alle prerogative del capo dello Stato, come osserva il capo della segreteria Democratica Maurizio Migliavacca bollando come "gravissima" la mobilitazione annunciata dal centrodestra. L'Idv fa un passo avanti e chiede a Berlusconi di andare in Parlamento e certificare la crisi del suo governo. E Di Pietro conferma la sua apertura al governo tecnico: si può fare a patto che abbia una durata predeterminata, e nasca "sotto la garanzia di Napolitano". Pier Ferdinando Casini, ecumenico, non vuole escludere le forze dell'attuale maggioranza: il nuovo governo non può essere fatto contro nessuno, ma bisogna "uscire insieme dalla melma cercando di ricucire un paese diviso".

CALDEROLI: CON IL GOVERNO TECNICO IL NORD SE NE VA - "Noi abbiamo l'obbligo di realizzare le riforme e il programma. L'alternativa sono le elezioni, diversamente altro che piazza, per me il Nord se ne va". Lo ha detto il ministro Roberto Calderoli parlando alla Festa di Pontida. Alla domanda se quindi la Lega ritorna a parlare di secessione, Calderoli ha replicato: "Non sto parlando di una cosa che dice la Lega ma di una cosa che potrebbe nascere spontaneamente. Stiamo perseguendo le riforme e vogliamo realizzarle con questo governo. L'alternativa sono le elezioni e se qualcuno vuol fare un colpo di stato poi paga le conseguenze". Sull'intervento del presidente della Repubblica, Calderoli ha quindi commentato: "La Lega sta proponendo la proposta di mediazione per le riforme. D'accordo con lui ma l'alternativa non può essere un governo che blocca le riforme".

CALDEROLI: VEDRO' FINI, PER PADANIA PATTO CON DEMONIO - Il ministro delle riforme Roberto Calderoli ha annunciato di avere preso appuntamento con Gianfranco Fini. "Per la libertà della Padania - ha detto - se serve fare il patto con il demonio io trombo anche con il demonio".

NAPOLITANO: NON ESISTONO GOVERNI TECNICI, SOLO POLITICI - Non esistono governi tecnici che nascano dalla volonta' del Capo dello Stato, ma esecutivi, qualunque sia la loro composizione, che nascono dal fatto che il Parlamento da' loro, a maggioranza, la fiducia. E' il ragionamento che fa il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un colloquio con il Corriere della Sera, all' indomani delle polemiche animate dalla sua intervista all' Unita', in cui chiedeva di fermare le ''rese dei conti'' e sottolineava che un ''vuoto politico'' e un eventuale ''durissimo scontro elettorale'' sarebbero un pericolo per il Paese. Nel colloquio con il quotidiano di via Solferino, il Capo dello Stato chiarisce di essersi ''limitato a far capire a quanti si esercitano in continue congetture sul voto, indicando persino qualche data tra novembre e dicembre prossimi, che e' bene che si astengano perche' questo non e' di loro competenza''. Non e' possibile dire, aggiunge Napolitano, ''in modo sbrigativo e strumentale'' che la legislatura si chiude senza che sia chiaro a chi compete davvero dichiararne la fine. ''A queste cose - chiarisce nel colloquio col Corriere - ho reagito''. Napolitano non entra pero' nel merito delle polemiche: ''Lascio parlare, io non posso e non debbo fare considerazioni sulla possibile composizione del conflitto interno alla maggioranza''. Ma ribadisce che bisogna smettere con la campagna ''di pura pressione delegittimante'' come quella in corso nei confronti del presidente della Camera, perche' figura che ''garantisce l'attivita' legislativa'' che ''va preservata da speculazioni e attacchi politici''. Anche perche', a differenza di cio' che accade per i membri del governo e per il presidente del Consiglio, per i quali ''c'e' un luogo dove puo' avvenire il confronto e dove si possono prendere decisioni, che e' il Parlamento'' attraverso ''mozioni di sfiducia, o al contrario, voti di fiducia'', per i presidenti delle Camere un simile sbocco non c'e' perche' ''non esiste una procedura di revoca''.
 
GOVERNO: MIGLIAVACCA (PD), MAGGIORANZA IN PIAZZA? GRAVISSIMO - ''La Sinistra e i Democratici italiani non sono mai scesi in Piazza contro la Costituzione, ma sempre per difenderla. Questa la differenza tra noi e loro. Se le parole irresponsabili di alcuni esponenti del Pdl fossero confermate saremmo di fronte a un fatto gravissimo. Per la prima volta in Italia dal dopoguerra forze politiche al governo sceglierebbero il ricorso alla piazza per mettere in discussione alcuni dei principi fondamentali della nostra Repubblica''. Lo afferma in una nota Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria del Pd.
 
GOVERNO: CASINI, IMPOSSIBILE CONTRO PARTE PAESE E PARLAMENTO - Per il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ''non e' possibile immaginare governi contro una parte del Paese, contro la volonta' di una parte del Parlamento''. Casini lo ha dichiarato ad Otranto, dove ha partecipato ad una cerimonia di commemorazione dei martiri cristiani dell'eccidio compiuto nel 1480 dai saraceni nella cittadina salentina. ''E' molto difficile - ha ribadito Casini - e dubito anche che possa essere utile. Giustamente il presidente della Repubblica ha richiamato le procedure di carattere istituzionale, che vanno sempre rispettate. Io ho parlato di responsabilita' nazionale perche' credo che quello che serve non e' schierare una parte contro l'altra, ma riconsegnare l'Italia agli italiani, uscire da questa melma insieme, cercando di ricucire un Paese diviso''.

NAPOLITANO:CALDERISI,NON HA RISERBO, DESTABILIZZA GOVERNO -''L'assenza di riserbo'' da parte del presidente della Repubblica sull'ipotesi di scioglimento delle Camere ''rischia di essere un fattore di destabilizzazione dell'esecutivo e di fatto favorisce, all'interno della maggioranza, l'azione degli incendiari e dei facinorosi''. Lo scrive Peppino Calderisi, deputato del Pdl, in una lettera pubblicata su 'Il Foglio'. ''Le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica sulle elezioni anticipate (''Napolitano ferma la corso al voto'', ha titolato il Corriere della Sera) rischiano di conseguire una eterogenesi delle finalita''', scrive l'esponente del centrodestra nella missiva pubblicata sul giornale diretto da Giuliano Ferrara. ''In tutti i sistemi parlamentari, non solo in Gran Bretagna - aggiunge Calderisi - il potere di scioglimento e' nella disponibilita' dell'esecutivo e rappresenta un formidabile potere deterrente contro l'instabilita' e le fibrillazioni delle maggioranze di governo (esso serve prevalentemente a 'non' sciogliere anticipatamente il Parlamento). In Italia - prosegue Calderisi -, dopo il 1953, si e' affermata una interpretazione dell'articolo 88 della Costituzione che attribuisce questo potere al solo Capo dello Stato. Ma anche in base all'interpretazione che e' poi prevalsa sulla titolarita' del potere di scioglimento, l'articolo 88 della Costituzione postula il riserbo preventivo da parte del Capo dello stato sull'eventualita' di uno scioglimento anticipato delle Camere. L'assenza di tale riserbo rischia di essere un fattore di destabilizzazione dell'esecutivo e di fatto favorisce, all'interno della maggioranza, l'azione degli incendiari e dei facinorosi (perche' ritengono minore il rischio di scioglimento). Pertanto, se il Presidente della Repubblica vuole evitare il rischio che le sue dichiarazioni abbiamo conseguenze opposte rispetto alle sue intenzioni, recuperi appieno il riserbo sullo scioglimento anticipato delle Camere. E' la strada maestra - conclude - per svolgere il ruolo di garante e non essere coinvolto nell'agone politico''.

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