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Costituito il gruppo dei finiani al Senato

Confermate indiscrezioni che vedevano dieci senatori uscire da gruppo Pdl a palazzo Madama

02 agosto, 20:46
Il presidente della Camera Gianfranco Fini
Il presidente della Camera Gianfranco Fini
Costituito il gruppo dei finiani al Senato

di Teodoro Fulgione

ROMA - Dieci senatori, il minimo in base ai regolamenti, grazie alle adesioni di Barbara Contini e Candido De Angelis: anche al Senato nasce il gruppo parlamentare "Futuro e Libertà per l'Italia", composto da 'fuoriusciti' del Pdl fedeli a Gianfranco Fini, che sancisce anche formalmente la completa 'divisione' tra il presidente della Camera e Silvio Berlusconi. Era l'ultimo tassello mancante di un disegno che vede gli ex alleati su posizioni a dir poco conflittuali, malgrado le dichiarazioni non belligeranti provenienti a corrente alterna da una parte e dall'altra. Un disegno che vede i fedelissimi del presidente della Camera arrivare a 43 parlamentari, dieci a Palazzo Madama e 33 a Montecitorio. A Palazzo Madama la formazione del gruppo finiano era incerta fino all'ultimo malgrado i contatti andati a buon fine con senatori incerti ai quali non è poi escluso che si possa unire a breve qualcun altro. Per ora la pattuglia finiana al Senato è guidata da Mario Baldassarri, presidente della commissione Finanze e spesso critico sulla politica economica del Governo. Con lui le senatrici Contini e Germontani e i senatori Saia, De Angelis, Digilio, Valditara, Pontone, Viespoli e Menardi. La nascita del gruppo viene sancita con una riunione nello studio di Baldassare a Palazzo Madama, meta di un continuo andirivieni di senatori. Tra loro anche Enrico Musso, impegnato in concitate telefonate al cellulare dal quale si è staccato solo per dire che al gruppo non aderisce. La nascita di Fli al Senato crea trambusto ma per Pierluigi Stiffoni della Lega Nord "non c'é da spaventarsi perché non faranno cadere il governo". A Palazzo Madama c'é anche spazio per qualche siparietto comico, come quando Baldassarri incrocia Pietro Longo, senatore del Pdl, e Dorina Bianchi dell'Udc: "presidente", dice Longo salutando il neo capogruppo del Fli. "Non ci possiamo incrociare", scherza la senatrice centrista. Diverso il clima alla Camera, dove Fini ha numeri molto più rassicuranti, 33 deputati per la precisione, e anche membri del governo come Andrea Ronchi, Adolfo Urso, Roberto Menia e Antonio Buonfiglio. della pattuglia fanno parte chiaramente i 'ribelli' Italo Bocchino, Fabio Granata e Carmelo Briguglio. Finiani anche Ruben, Ronchi, Lamorte, Buongiorno, Scalia, Lo Presti, Perina, Conte, Bellotti, Polidori, Moffa, Tremaglia, Consolo, Angeli, Sbai, Paglia, Raisi, Barbareschi, Siliquini, Della Vedova, Napoli, Proietti, Di Biagio, Santo Patarino, Cosenza, Divella e Barbaro. Martedì sera, intanto, Fini terrà a battesimo i due nuovi gruppi con una cena alla Fondazione Farefuturo per salutare i parlamentari e valutare il da farsi sul voto sulla mozione di sfiducia al sottosegretario Giacomo Caliendo.

LA RUSSA, NUMERI CHE TUTTI CI ASPETTAVAMO - "Non sono numeri a sorpresa ma quelli venuti fuori sono i numeri che avevamo prospettato tutti al presidente Berlusconi, almeno noi ex di An". E' quanto ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sulla composizione del nuovo gruppo parlamentare 'Futuro e liberta''. La Russa ha spiegato che dal nuovo gruppo si aspetta comunque un sostegno al governo Berlusconi. "Hanno dichiarato unanimemente di voler continuare a sostenere il governo - ha aggiunto - e, se dovessero non essere sinceri, conteremo quelli che oggi dicono bugie e quelli che sono sinceri".

URSO, FINI CACCIATO COME NEL PCI CON RADIAZIONE MANIFESTO - Gianfranco Fini, che ha fondato insieme con Berlusconi il PdL con un patto politico si ritrova dopo due anni ad essere espulso o almeno così si dice, cacciato é il termine più esatto, con un documento approvato a maggioranza dall'ufficio di presidenza. Non si era mai visto nella storia politica italiana se non nel PCI con la vicenda della radiazione del gruppo del Manifesto. Questa è la realtà dei fatti. Di fronte a questa espulsione dal partito che aveva fondato su un patto che è stato stracciato in termini etici, morali, politici e non solo, noi abbiamo avuto il diritto ed anche il dovere, per tutelare il patrimonio della destra italiana e se vogliamo anche gli interessi generali del Paese, di formare un gruppo parlamentare come lo stesso Berlusconi aveva suggerito, in pubblico ed in privato, nell'ambito ed all'interno del patto che abbiamo sottoscritto con gli elettori che riteniamo sacro". Queste le parole di Adolfo Urso, vice ministro allo Sviluppo, nel corso del programma "Nove in punto" su Radio 24.

STORACE, FINI SPREGIUDICATO, DESTRA FEDELE - La Destra di Francesco Storace, che ha riunito il suo esecutivo per esaminare la situazione politica creatasi con il divorzio tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, "intende collaborare lealmente alla costruzione di un progetto politico comune al centrodestra, ponendosi come barriera politica, culturale e morale alle contraddittorie derive ideologiche dell'onorevole Fini e dei suoi seguaci". E' quanto scrive sul suo blog il segretario della Destra, Storace, che invita il presidente del Consiglio "a parlare direttamente al Paese e a organizzare una grande manifestazione popolare tra settembre e ottobre". "Tre anni fa indicammo all'Italia la spregiudicatezza di Fini - ricorda Storace - e oggi, in assoluta coerenza con il nostro percorso iniziale, invitiamo il presidente del Consiglio a mobilitare quella vasta e maggioritaria area del nostro popolo che si riconosce nell'alternativa alla sinistra". Secondo Storace, "se i giochi di Palazzo dovessero comportare problemi politici alla Camera, i nemici della sovranità non hanno possibilità di creare maggioranze alternative al Senato e questo porterebbe direttamente al voto anticipato, come soluzione definitiva rispetto alle troppe ambiguità che caratterizzano un sistema politico che vorrebbe tornare al passato". In caso di necessità, comunque, "siamo pronti a collaborare direttamente al governo del Paese e comunque a presentarci al prossimo appuntamento elettorale con la nostra lista", conclude Storace, rivolgendo un appello "a tutti quegli uomini e quelle donne che hanno militato nel Msi e in Alleanza Nazionale a non disperdere un patrimonio storico e ideale ad unirsi sotto le bandiere de La Destra, quale unico movimento politico idoneo a ricostruire la casa comune degli Italiani come sognata da nostri Padri".

FINOCCHIARO, FINI HA FATTO PROPRI TEMI "NOSTRI" - Rispetto della democrazia, concezione delle istituzioni e questione morale sono i tre temi su cui il Pdl si sta sfaldando. Lo ha detto la presidente del gruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro parlando nel suo intervento introduttivo alla riunione del suo gruppo a Palazzo Madama. "Sono tre questioni - ha sottolineato la Finocchiaro - su cui noi del Pd ci siamo impegnati in questi anni". E dunque, ha concluso, "Fini ha fatto propri temi su cui noi abbiamo insistito in questi anni".

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