'Fini su Caliendo ha idee chiarissime'
Lo precisa il portavoce del presidente della Camera, Fabrizio Alfano
01 agosto, 20:20
Di Alessandro Galavotti
ROMA - Il primo delicato banco di prova per la maggioranza che sostiene il governo Berlusconi potrebbe essere piu' vicino del previsto. La conferenza dei capigruppo, convocata alla Camera per domani pomeriggio, dovra' decidere se calendarizzare per la settimana la mozione di sfiducia al sottosegretario Giacomo Caliendo, nella bufera per il suo coinvolgimento nell'inchiesta sulla P3. Un primo test per la nuova, e tribolata, alleanza tra il Pdl e i transfughi di Futuro e Liberta' per l'Italia, il gruppo creato dai finiani che della questione morale hanno fatto il loro cavallo di battaglia. ''Gianfranco Fini ha le idee chiarissime su Caliendo'', fa sapere il portavoce del presidente della Camera, Fabrizio Alfano. Quali siano queste idee, non e' pero' ancora dato saperlo ufficialmente, anche se il presidente della Camera non ha mai nascosto il suo pensiero rispetto all'opportunita' che gli indagati continuino a mantenere incarichi politici e pubblici:''Le discutera' con il suo gruppo - si limita a dire Alfano - un attimo prima dell'eventuale voto sulla mozione di sfiducia''. Parole che tengono sulla graticola il Pdl, anche se il premier Silvio Berlusconi si e' detto sicuro che la mozione ''non passera'''.
Le posizioni dell'ex leader di An sulla legalita', pero', sono note. Ed stata proprio la terza carica dello Stato a sollevare con forza la ''bandiera'' della questione morale nel Popolo della liberta'. Una linea che, se rispettata alla lettera, dovrebbe far pendere i finiani dalla parte della sfiducia, come sembra far credere la posizione di Santo Versace - ''chi ha problemi con la giustizia faccia un passo indietro'' - o di Maurizio Saia, che parla di ''schiena dritta''. E come gli chiede il leader Idv, Antonio Di Pietro. ''Sfido Fini, ci faccia capire se davvero la sua e' una battaglia in nome della legalita''', e' il messaggio che l'ex magistrato di Mani Pulite ha recapitato al presidente della Camera, chiedendogli di votare la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario Caliendo. ''Vedremo domani'', dice un evasivo Italo Bocchino, annunciando la costituzione del nuovo gruppo anche al Senato per ''domani o al massimo martedi'''. Anche perche', se il governo dovesse rinunciare alla conversione in legge dei decreti sul trasporto marittimo e sul nucleare, la Camera potrebbe anche chiudere fino a settembre. ''Nessuna trattativa - e' la posizione del presidente dei deputati Pd, Dario Franceschini - se la prossima settimana ci sara' Aula per i decreti, si votera' anche la mozione di sfiducia a Caliendo''. ''Il Parlamento ha l'obbligo di votarla'', ribatte da Cortina d'Ampezzo Altero Matteoli. Secondo l'ex colonnello finiano, pero', ''non si puo' usare l'istituto delle dimissioni quando fa comodo e poi non tenerne conto in altre circostanze''.
Lo scontro sulla sfiducia a Caliendo, insomma, sembra inevitabile anche dopo le vacanze, visto che ''l'annunciata lealta' nei confronti del governo - osserva il deputato Pdl Amedeo Laboccetta - e' tutta da verificare''. E molto probabilmente non sarebbe l'unico: attorno al tema della giustizia ruotano anche i casus belli delle intercettazioni, del processo breve e del lodo Alfano. E tra i tanti argomenti di discussione ci sono anche il federalismo e la proposta di legge sulla cittadinanza, sui quali Fini ha dimostrato piu' volte di pensarla diversamente dalla Lega. Quella di domani, insomma, potrebbe essere soltanto la prima di una lunga serie di battaglie che rischiano di rendere la maggioranza instabile e, alla faccia delle dichiarazioni di fedelta' all'esecutivo, minacciano la tenuta del governo.







