Eolico: Sardegna, fiducia a Cappellacci ma subito rimpasto
Bocciata in aula la mozione delle opposizioni, tensioni in maggioranza
27 luglio, 22:39
CAGLIARI - Il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, incassa la fiducia - scontata nei numeri - dalla sua maggioranza, dopo una giornata di bordate in Aula da parte delle opposizioni di centrosinistra che hanno chiesto a gran voce le sue dimissioni. Sullo sfondo la questione morale intrecciata all'inchiesta sull'eolico, in piena luce, invece, l'offensiva della minoranza per l'incapacita' a guidare la Sardegna imputata al presidente. ''Accuse becere - replica Cappellacci - per screditare chi governa. Per noi parlano i fatti: abbiamo bloccato l'eolico sporco e ogni forma di speculazione. Gli atti non le parole dimostrano che non c'e' stata alcuna influenza dei gruppi affaristici''. In totale disaccordo l'ex governatore Renato Soru (Pd) che in sede di controreplica va all'attacco di Cappellacci: ''Con la sua troppa cortesia lei ha portato in Sardegna le imprese contigue alla mafia''. Tardano le prese di posizione del centrodestra contro Soru e Cappellacci chiede una sospensione per dare la sveglia ai suoi, che poi ribattono. Un ulteriore segnale delle tensioni nella maggioranza, sottotraccia negli ultimi mesi ed esplose con lo scandalo giudiziario che coinvolge lo stesso governatore, tensioni che quindi irrompono nell'emiciclo di via Roma. L'area dissidente del Pdl si salda con il resto degli alleati: premono per un immediato rimpasto di Giunta (fuori i tecnici, dentro i politici) per favorire un rilancio, non piu' rinviabile, dell'azione di governo. Il piu' esplicito e' stato il sardista Paolo Maninchedda: ''Azzeramento dell'esecutivo e cambio di passo per emanciparsi da Roma, non vogliamo fare i servi di nessuno''. E' una fiducia condizionata quella che arriva al governatore, anche se i capigruppo si esprimono con una ''fiducia piena'' (''nessun atto scorretto e' stato messo in campo da Giunta e presidente'', sottolinea Mario Diana, Pdl) e Cappellacci, nella replica, riconosce alla coalizione di essere stata leale e di aver risposto puntualmente alle accuse del centrosinistra. Una fiducia ''condizionata al cambiamento - spieghera' il consigliere dell'Udc Roberto Capelli - perche' non abbiamo iniziato bene, non stiamo andando bene e non voglio - dice l'esponente centrista rivolgendosi al presidente - che fra tre anni lei e noi veniamo bocciati''. Prima la fiducia, ''perche' parlano gli atti'', poi il rilancio dell'azione di governo, ''senza perdere un minuto'', conferma in Aula il leader dell'Udc, Giorgio Oppi, che ha comunque difeso il presidente della Regione: ''Sono convinto che niente di illecito e' stato fatto''. Il caso giudiziario tiene banco. ''E' un brutto melodramma con pessimi cantanti'', dice a proposito delle intercettazioni il consigliere del Pdl Ignazio Artizzu, ex An molto vicino a Fini. ''Ci sono stati errori che non costituiscono crimini - precisa - e da cui ora bisogna ripartire ma non per proseguire una legislatura fine a se stessa''. Sull'inchiesta insiste il capogruppo del Pd, Mario Bruno: ''Abbiamo un presidente che non trova tempo e modo di venire in Consiglio, ma trova il tempo di incontrare faccendieri ed esponenti del suo partito. Per il bene di tutti e' giusto porre fine all'agonia di questa maggioranza''. ''Anche il rimpasto - chiarisce l'ex assessore della Giunta Soru, Gian Valerio Sanna (Pd) - non sara' una medicina miracolosa, si torni alle urne''.







