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P3: Dell'Utri in procura a Roma

Il coordinatore del Pdl interrogato per nove ore in procura a Roma: non ho motivo per lasciare

27 luglio, 15:10
Dell'Utri
Dell'Utri
P3: Dell'Utri in procura a Roma
ROMA - Il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri è arrivato in Procura a Roma dove sarà ascoltato nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3. Dell'Utri, indagato per violazione della legge Anselmi sulla costituzioni di società segrete, è accompagnato dagli avvocati Pietro Federico e Giuseppe Di Peri.
 
Una "normale" giornata di lavoro. All'indomani del lungo interrogatorio davanti ai magistrati che indagano sui casi eolico e P3, e soprattutto delle reiterate richieste di dimissioni dai vertici del Pdl, Denis Verdini è tornato nel suo ufficio di via dell'Umiltà. "Oggi non parlo", dice in modo cortese ma fermo il coordinatore del partito del premier Berlusconi, che ha da poco lasciato il palazzo in cui Don Sturzo fondò il Partito Popolare, e che oggi ospita il quartier generale del Pdl, per la pausa pranzo. Quella di oggi è per lui, nonostante i continui attacchi di una parte del suo partito, soltanto una giornata di lavoro. "Normale", si limita ad aggiungere Verdini.
 
"O si rompe con chi è invischiato nella questione morale o si rimane conniventi. Ci auguriamo che si passi dalle parole ai fatti e chi denuncia il malaffare faccia venire meno la propria fiducia al governo, votando una mozione di sfiducia da costruire insieme". Lo afferma in una nota il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "La realtà politica italiana è marcia dalla testa, e la conferma arriva anche da quanto emerge dalle inchieste di questi giorni. C'è un marciume politico e affaristico che fa capo direttamente al presidente del Consiglio e al suo governo. Per questo, l'Italia dei Valori chiede che si torni alle urne al più presto, per ridare al Paese una classe dirigente politica degna di questo nome. Per noi è motivo di orgoglio sapere che la questione morale che, in questi anni, abbiamo chiesto che venisse posta al centro dell'azione politica, nonostante siamo stati derisi, irrisi e umiliati, oggi finalmente fa parte delle istanze anche di altri. Adesso è importante che tutti ne prendano atto e coscienza, e agiscano di conseguenza".
 
INTERROGATORIO FIUME PER VERDINI - Interrogatorio di nove ore per il coordinatore del Pdl Denis Verdini, ascoltato dai pm della Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per gli impianti dell'eolico in Sardegna e sulla cosiddetta P3, una societa' segreta che, secondo le motivazioni del Riesame che ha negato la scarcerazione a Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, ''e' in grado di interferire con le scelte delle istituzioni''. Verdini entrato nella stanza del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo alle 15, con i suoi avvocati Marco Rocchi e Franco Coppi, ne e' uscito a mezzanotte. Il coordinatore del Pdl è indagato assieme a Marcello dell'Utri, Flavio Carboni e Massimo Lombardi per violazione della legge sulla costituzione di società segrete nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3 ed e' iscritto nel registro degli indagati nell'indagine sugli appalti per l'eolico. Verdini e' indagato anche a Firenze nell'inchiesta sui rapporti economico finanziari tra il Credito cooperativo fiorentino (Ccf), la banca di cui non è più presidente da venerdì scorso, e la Baldassini Tognozzi Pontello (Btp) dell'amico Riccardo Fusi, dimessosi mesi fa dalla presidenza del suo gruppo. Al termine dell'atto istruttorio l'avvocato Coppi ha spiegato che nel corso dell'interrogatorio ''non si è parlato dell'associazione segreta perché neghiamo in radice qualsiasi partecipazione a società segreta o pubblica''. E il coordinatore del Pdl ha replicato a chi, come Fini, ha chiesto le sue dimissioni ribadendo che non si dimettera'. ''La richiesta di Fini e' impropria -ha detto- non ho nessun motivo per dimettermi, al momento sono solo indagato''. Poi ha puntato il dito contro i giornalisti ''che hanno esercitato una pressione mediatica senza eguali''. ''Voi giornalisti violate le regole del segreto istruttorio -ha concluso Verdini- i cittadini vengono sbatacchiati: meno male che c'e' Berlusconi'' Quanto all'interrogatorio Coppi ha precisato che ''a posizione di Verdini è assolutamente chiara, è stato minuziosissimo nelle risposte a tutti gli argomenti che costituiscono oggetto di accusa". Coppi ha aggiunto che Verdini non ha esercitato "nessuna pressione per la nomina di Ignazio Farris all'Arpas della Regione Sardegna" e, rispondendo a domande sulla movimentazione di denaro attribuita a Verdini ha aggiunto che "non ci sono stati grandi movimenti se non un'operazione del 2004 che abbiamo spiegato". Circa i rapporti con Flavio Carboni, Coppi ha sottolineato che il suo assistito ha fornito elementi "che possono essere riscontrati con documentazione bancaria e testimonianze". E i giudici del Riesame motivano il rigetto delle istanze di scarcerazione per Carboni e Lombardi ''in quanto appare necessario impedire la prosecuzione dell'attivita' delittuosa della 'societas sceleris''' e per "per garantire l'affidabilità di istituzioni pubbliche tra cui gli uffici giudiziari". Domani prosegue l'attivita' istruttoria. Previsto l'interrogatorio del senatore del Pdl Marcello dell'Utri.
 
FINI: CHI E' INDAGATO SI DIMETTA - ''La difesa della legalita' deve essere una bandiera dell'azione politica del Pdl. In questo senso occorre distinguere la giusta tutela del garantismo, perche' si e' innocenti fino al terzo grado, dall'opportunita', in certi casi, di continuare a mantenere incarichi politici quando si e' indagati''. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini, in collegamento telefonico con la convention campana dei circoli di Generazione Italia.

Parlando dell'inopportunita' di mantenere incarichi quando si e' indagati, Gianfranco Fini ha detto di ''non aver compreso'' la scelta di Nicola Cosentino, dimessosi da sottosegretario ma non da coordinatore campano del Pdl. E' Italo Bocchino a chiarire ai cronisti, nella sala dove si svolge la convention regionale di Generazione Italia, un passaggio delle dichiarazioni del presidente della Camera giunto poco chiaro alla platea a causa di disturbi nel collegamento telefonico. Dopo questo passaggio disturbato, Fini ha chiosato: ''Evidentemente sulla legalita' ci sono delle interferenze...''.

VERDINI: IMPROPRIA RICHIESTA DI FINI DI DIMETTERMI - ''Bisogna vedere le motivazioni della richiesta di Fini. E' una richiesta largamente impropria e penso di non avere nessun motivo per dimettermi''. Lo ha detto il coordinatore Denis Verdini al termine dell'interrogatorio davanti ai magistrati romani. ''Fini conosce il procedimento giudiziario? - ha aggiunto Verdini - al momento io sono solo indagato, ci sono tre gradi di giudizio, bisogna ascoltare anche la difesa. Cio' vale per Fini e per quelli come lui''.
 
PDL, BOCCHINO: CHIARIMENTO BERLUSCONI-FINI O ROTTURA - ''O Berlusconi e Fini si chiudono in una stanza e trovano le ragioni di un nuovo patto fondativo o si va alla rottura''. E' quanto afferma il deputato finiano del Pdl, Italo Bocchino, che ha parlato delle tensioni interne al partito durante il programma In Onda de La7. ''E se sara' rottura - aggiunge - sara' traumatica''. Bocchino ha spiegato che ''se si scatena la guerra'' contro la componente finiana ci sara' una reazione, ma e' anche tornato a ribadire che ''dal partito non ci possono cacciare, non possono espellere Fini e noi non ce ne andremo. O pace - ha scandito - o guerra: nessuna sperazione consensuale''.
 

 

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