Intercettazioni, accordo vicino. Berlusconi: ce la faremo
Il premier: nel Pdl solo piccole incomprensioni; governo laborioso
20 luglio, 11:18(di Anna Laura Bussa)
ROMA - ''Un accordo e' vicino, ma ancora non c'e' niente di ufficiale''. Cosi' un deputato del Pdl sintetizza la giornata di oggi. Una giornata di trattative sul fronte del ddl intercettazioni destinata a 'chiudersi' molto tardi. Ma sul cui esito il premier Silvio Berlusconi ostenta ottimismo: ''vedrete che ce la faremo'', dice ricordando che tra gli obiettivi del governo c'e' anche quello di tutelare la privacy. Fino ad ora, si racconta nella maggioranza, tra il Guardasigilli Angelino Alfano e il presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno ci sarebbero stati contatti telefonici anche se nessuno esclude che un incontro tra loro possa avvenire in tarda serata. I finiani, insomma, continuano nel loro impegno 'anti-bavaglio' come assicura il presidente della Camera Gianfranco Fini a Palermo a chi gli chiede notizie sul ddl: ''Vedete cosa sto facendo...'' risponde. Come a dire che lui ce la sta mettendo tutta per 'parare' gli 'affondi' dei berlusconiani al testo. Ma che non si tratta di una partita facile anche se da ''Presidente della Camera - ha poi spiegato - ho fiducia nel Parlamento''. Allo stato, quello che si sa, e' che gli emendamenti messi a punto dalla Bongiorno potrebbero essere accolti e che il governo potrebbe presentare un emendamento che riduca di fatto il 'bavaglio' alla stampa. Il principio e' quello contenuto nell'emendamento scritto dal capogruppo del Pd in commissione Donatella Ferranti: le intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini potrebbero essere pubblicate subito dopo l'udienza 'filtro', quella nella quale il magistrato, presenti le parti, fa la selezione tra gli 'ascolti' estranei alle indagini e quelli invece 'rilevanti'. I primi non potranno mai essere pubblicati, i secondi si'. Il Pdl, pero', spiegano alcuni esponenti del partito, non avrebbe mai potuto accettare che si votasse un emendamento dei Democratici su un tema cosi' rilevante. Ne' i berlusconiani volevano che a presentarlo fosse Giulia Bongiorno. Avrebbe dato troppo il senso della ''resa incondizionata al volere dei finiani'', spiegano. Cosi' e' molto probabile che la proposta di modifica che recepisce di fatto anche i suggerimenti che sarebbero arrivati dal Colle venga 'fatta propria' dal governo. Alfano pero' oggi e' irrintracciabile e la sua agenda di impegni fittissima: sbarcato a Roma nel tardo pomeriggio, ha preso parte alla messa privata al ministero in ricordo di Falcone e Borsellino. Ma, sino ad ora, si e' tenuto a 'distanza di sicurezza' dai cronisti. Il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo invece sembra che sia stato chiuso a Via Arenula per buona parte della giornata. Molto probabilmente, pero', a 'studiare' anche le carte relative all'inchiesta che lo riguarda. E in molti nel centrosinistra sono pronti a scommettere che domani in commissione Giustizia Caliendo non verra' visto che nel Pd si starebbe preparando una sorta di azione di protesta contro il sottosegretario indagato nell'inchiesta 'Eloico-P3'. La Consulta della Giustizia del Pdl, che era stata convocata per la serata non si terra', avverte uno dei 'tecnici' che abitualmente vi prende parte, ed ''e' stata spostata a mercoledi'''. ''Questo - osserva - potrebbe avere un duplice significato: o e' ancora tutto ancora in alto mare oppure stanno mettendo nero su bianco la proposta o le proposte di modifica che potrebbe depositare il governo''. L'unica cosa certa, al momento, e' che la commissione Giustizia della Camera e' convocata per domani mattina alle 10 e che, al massimo nella seduta che riprendera' dopo i lavori dell'Aula, un parere sugli emendamenti presentati sino ad ora dovra' essere dato da governo e relatore. Certo, commenta Ferranti, incontri cosi' decisivi come quello tra Alfano e Bongiorno ''dovrebbero avvenire alla luce del sole''.






