(di Stefano Fabbri)
TORINO - Dopo il riconteggio si rivota? Nessuno dice ufficialmente di crederci. Ma si tratta di una delle possibilita' aperte dalla decisione con cui il Tar ha accolto i ricorsi contro due liste di sostegno al governatore Roberto Cota. Ma se si dovesse davvero ricominciare tutto daccapo, difficilmente si assisterebbe ad un remake della bollente campagna elettorale che ha visto fronteggiarsi l'ex governatore del centrosinistra Mercedes Bresso e l'attuale governatore leghista Roberto Cota. Se per quest'ultimo non sembrano esserci dubbi che, in caso di nuovo voto, sarebbe ancora lui a guidare la coalizione di centrodestra, pare invece improbabile che il centrosinistra riproponga candidato governatore Mercedes Bresso, mentre salgono le quotazioni del sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Il diretto interessato non e' mai intervenuto nella vicenda dei ricorsi e tantomeno sull'ipotesi di candidarsi per un eventuale secondo tempo elettorale regionale. Ma i tempi non brevi che si prospettano, tra ulteriori decisioni che il Tar dovra' prendere a ottobre e l'esito dei ricorsi gia' annunciati da Cota al Consiglio di Stato, potrebbe giocare a favore - sempre nel caso del 'rivoto' - a favore del presidente dell'Anci, che potrebbe cosi' riuscire a completare, di fatto, il suo secondo mandato di sindaco: le elezioni per il primo cittadino del capoluogo piemontese sono in programma per la prossima primavera ed il centrosinistra gia' e' alla ricerca di un successore. Mercedes Bresso, che di recente ha detto che non sarebbe certo stata lei a ''mettersi di traverso sul nome di Chiamparino'', stamani ha pero' precisato che non uscirebbe comunque di scena: se ci fossero nuove elezioni si ricandiderebbe, magari non come presidente. Anche perche' se decadesse dal ruolo di consigliere regionale rischierebbe di veder sfumare la carica di presidente del Comitato delle Regioni Ue per la quale ha avuto il via libera dalla Lega proprio dopo aver ritirato la firma da alcuni dei ricorsi contro le liste di sostegno a Cota. Quanto a Chiamparino, dice Bresso, ''di nomi se ne possono fare tantissimi, ma questo non รจ il momento''. Anche per il segretario regionale del Pd non sembra il momento: ''Ne parleremo se e quando saranno indette nuove elezioni'', dice Gianfranco Morgando aggiungendo pero' di sapere ''che il partito puo' contare su alcune disponibilita', tra cui quelle di Chiamparino e della stessa Bresso'' In verita' nel centrosinistra si accarezza, dopo la sentenza del Tar, un altro scenario e cioe' quello di una ''vittoria a tavolino'' alla Bresso nel caso in cui gli esiti delle verifiche accertassero che il vantaggio di circa 9.000 voti con il quale il suo avversario e' diventato presidente non esiste piu'. Uno scenario possibile, ma ritenuto non probabile. Anche se per Morgando ''e' un'ipotesi che ha una certa forza''. Ed in quel caso ci sarebbe da fare i conti con i mal di pancia del centrosinistra post-elettorale nei confronti di Bresso. E Chiamparino non avrebbe alcuna fretta di chiudere il suo mandato di sindaco.
COTA: HO VINTO CON I MIEI VOTI, BRESSO: SI', MA TAROCCATI
CENTRODESTRA SULLE BARRICATE, SINISTRA RIPRENDE CORAGGIO
(di Barbara Paloschi)
TORINO - All'indomani dell'inattesa sentenza del Tar che portera' al riconteggio di circa 15 mila schede di due liste del centrodestra, il governatore leghista del Piemonte Roberto Cota non arretra di un millimetro, e all'opposizione che ritiene ''indebolito'' il suo governo replica che ''la sentenza del Tar e' incomprensibile'', ''il riconteggio illegittimo'', e che governera' ''con rinnovato slancio''. L'estenuante giornata e l'afosa nottata di ieri, trascorse ad attendere una sentenza che nessuno nel centrodestra avrebbe previsto negli attuali termini, non hanno svigorito il presidente del Piemonte. E mentre il suo partito e gli esponenti del Pdl salgono sulle barricate, la sinistra riprende coraggio e lancia l'affondo: ''Cota e' indebolito - afferma il Pd - ora si apre una nuova fase politica''. L'ex presidente del Piemonte Mercedes Bresso, come sempre e' la piu' tranchant: ''quando per vincere si e' disponibili a scendere a patti con noti taroccatori - dichiara - questo' e' il rischio che si corre''. ''Evidentemente - aveva detto Cota poco prima ai giornalisti convocati in conferenza stampa - per qualcuno non dovevo governare. Ma questa vicenda non mi fiacca, anzi mi da' nuove energie, e governero' con rinnovato slancio''. Il governatore, il cui legale Luca Procacci ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato e il congelamento del riconteggio dei voti, ha affermato che ''il Tar ha emesso una sentenza assolutamente incomprensibile'', e che sarebbe ''illegittimo'' un riconteggio che non assegnasse al presidente anche il voto espresso con una sola croce sulla lista che lo sostiene. ''Pure io - ha affermato Cota - mi sono votato tracciando una sola croce sul simbolo della Lega. L'ho fatto per chiarezza, e cosi' ho chiesto di fare ai miei elettori. In questa vicenda - ha sostenuto - sono vittima due volte. Ma non ho mai preso in considerazione le dimissioni, perche' costano e i piemontesi hanno appena votato''. Piu' colorito il linguaggio di uno dei diretti interessati, l'ex capogruppo dell'Udc in Regione Piemonte, Deodato Scanderebech, che con la la sua lista 'Insieme con Scanderebech' ha portato in dote a
Cota oltre 12 mila voti. ''Questa e' una sentenza politica - ha detto - degna di Cuba''. Nel Pdl, oltre al coordinatore regionale Enzo Ghigo, e' sceso in campo il presidente dei deputati Fabrizio Cicchitto. E se per il primo '''l'attuale governo del Piemonte e' del tutto legittimato'', per il secondo ''la vicenda e' incredibile''. ''La sinistra - ha detto Cicchitto - tenta di ribaltare il voto. Ha perso le elezioni e ora prova con la via giudiziaria''. Il centrosinistra, i cui esponenti ieri notte affollavano la palazzina del Tar molto piu' numerosi rispetto ai rappresentanti dello schieramento avverso, dal pronunciamento del Tribunale hanno tratto nuovo coraggio. Il Pd ha subito chiesto ''un cambio di rotta'' e ''un nuovo atteggiamento'' da parte di ''un governatore la cui autorevolezza politica e' ridotta''. Il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli si e' dichiarato ''molto soddisfatto'' ma ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato contro la mancata esclusione della lista 'Verdi Verdi'. La vicenda ha fatto registrare anche un botta e risposta fra il ministro Roberto Calderoli, che ha parlato di ''sentenza non serena'', e Bresso, che gli ha replicato di ''andarsi a rileggere la Costituzione''.
BERLUSCONI: A QUALCUNO VA DI TRAVERSO VITTORIA COTA - ''L'attacco a Roberto Cota dimostra che il governatore del Piemonte sta lavorando bene, e' persona onesta e impegnata per il bene della Regione. Evidentemente a qualcuno va di traverso che abbia vinto le elezioni regionali''. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi in una nota. ''Abbiamo il riscontro di una forte indignazione popolare in Piemonte verso un provvedimento ingiustificato che potrebbe provocare anche un'instabilita' di governo nonche' un grave danno economico per le casse della Regione. Siamo certi - conclude il premier - che il presidente Cota e l'alleanza di governo che lo ha portato alla vittoria hanno l'affetto e il sostegno di tutti i piemontesi''
BOSSI: E' MANOVRA PER RIMETTERE IN SELLA BRESSO - ''Con questa manovra vogliono rimettere in sella la Bresso. Un tentativo che ha dell'incredibile''. Umberto Bossi commenta su 'La Padania', che sara' in edicola domani, la vicenda della sentenza del Tar del Piemonte che ha accolto i ricorsi contro la vittoria elettorale di Roberto Cota. Sempre sul giornale della lega il governatore del Piemonte dice tra l'altro: ''diciamoci la verita', il problema e' che io ho vinto le elezioni. Mentre per qualcuno non le dovevo vincere. La lega e il Pdl non dovevano governare. Ma i miei avvocati faranno ricorso al consiglio di Stato e io continuero' a governare con slancio rinnovato''