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P3, Cosentino si dimette: "E' una persecuzione"

Berlusconi condivide la sua scelta ma lo difende: è totalmente estraneo alle accuse

15 luglio, 19:24
Silvio Berlusconi e Nicola Cosentino
Silvio Berlusconi e Nicola Cosentino
P3, Cosentino si dimette: "E' una persecuzione"

(di Francesco Bongarra')

ROMA - Alla fine, Nicola Cosentino si dimette. Dopo un vertice a Palazzo Chigi con Silvio Berlusconi lascia il posto di sottosegretario all'Economia restando pero' coordinatore del Pdl in Campania. L'opposizione, che aveva ottenuto la calendarizzazione alla Camera di una mozione di sfiducia da Gianfranco Fini (duramente contestato da Lega e Pdl) canta vittoria, incassando un successo analogo a quello, pochi giorni fa, ottenuto con le dimissioni di un altro sottosegretario del Pdl, Aldo Brancher. Denunciando di essere un ''perseguitato'', Cosentino spiega di aver deciso ''di concerto con il presidente Berlusconi di rassegnare le mie dimissioni da sottosegretario per potermi completamente dedicare alla vita del partito, particolarmente in Campania, anche al fine di contrastare tutte quelle manovre interne ed esterne poste in essere per fermare il cambiamento'', scrive Cosentino. Che attacca la scelta di Fini nel calendarizzare una mozione contro di lui ''con solerzia degna di miglior causa, basandosi soltanto su indimostrate e inconsistenti notizie di stampa''. E lancia un siluro contro il presidente della Camera: ''E' risibile che voglia far passare le sue decisioni come se derivassero da una sorta di tensione morale verso la legalita' quando si tratta soltanto di un tentativo, anche assai scoperto, di ottenere il potere nel partito tramite Bocchino''. Stoccata che Fini non raccoglie, dicendosi ''indifferente'' a quelle parole. Alle dimissioni si arriva dopo una riunione a Palazzo Chigi tra Silvio Berlusconi il coordinatore del Pdl Denis Verdini e Cosentino (entrambi coinvolti nell'inchiesta sugli appalti per l'eolico e sulla cosiddetta P3), i capigruppo di Camera e Senato Cicchitto e Gasparri, il ministro La Russa e Gaetano Quagiarello. Alla fine, Berlusconi spiega di aver condiviso la scelta di Cosentino, dicendosi al contempo convinto della sua ''totale estraneita''' alle accuse di cui e' stato fatto segno, e sicuro della sua ''massima lealta' e al massimo impegno per ottenere la vittoria di Stefano Caldoro'' alle ultime regionali in Campania. Gianfranco Fini apprezza le dimissioni: ''Dimettersi anche per potersi meglio difendere in sede giudiziaria era per Cosentino un atto indispensabile e doveroso di correttezza istituzionale per una evidente e solare questione di opportunita' politica'', dice subito dopo aver ribadito la necessita' di ''una politica durissima e intransigente con chi non ha un'etica del comportamento pubblico''. L'opposizione esulta. ''La maggioranza e' nei guai'', sentenzia da Washington il segretario del Pd Pier Luigi Bersani che parla senza mezze misure di una ''vittoria netta dell'opposizione''. ''La maggioranza e' alle corde'', gli fa eco il vicesegretario del partito, Enrico Letta, che parla di ''rivincita del Pd e di Fini che dimostra di poter mettere sotto politicamente Berlusconi piu' di quanto i ragionamenti sui numeri dei mesi scorsi lasciavano intendere''. E Dario Franceschini, oggi protagonista di una battaglia in capigruppo a Montecitorio per la calendarizzazione della mozione di sfiducia sul sottosegretario, rivendica il risultato delle dimissioni e annuncia: ''la nostra battaglia per la legalita' e la trasparenza continuera' senza tregua''. Dall'Udc, Casini legge le dimissioni di Cosentino come ''un gesto di ragionevolezza, ma resta il rammarico che abbia aspettato la presentazione della mozione di sfiducia''. E canta vittoria l'Idv con Di Pietro: ''Era ora. Avrebbe dovuto dimettersi da tempo. Ora la Camera ne autorizzi l'arresto'', aggiunge, scatenando l'ira di Fabrizio Cicchitto che parla di ''barbarie''. E l'Idv annuncia ''una mozione contro l'intero Governo Berlusconi''. Nel Pdl c'e' chi, come Osvaldo Napoli reclama ''un chiarimento definitivo tra Berlusconi e Fini'', e Generazione Italia che parla di 'buona notizia, mentre il finiano Italo Bocchino ringrazia Berlusconi ''per aver ascoltato il nostro grido d'allarme rispetto al danno elettorale che la permanenza al governo di Nicola Cosentino stava provocando al Pdl''. La Russa sottolinea che alle dimissioni si e' giunti ''per evitare che la vicenda venisse strumentalizzata e che ci fossero contrasti''.

 

BERLUSCONI CEDE SU COSENTINO, E' ALTA TENSIONE CON FINI
PREMIER:PRIMA RAFFORZO PARTITO POI VEDREMO, ORA NON POSSO NULLA
(di Federico Garimberti)
 
ROMA - Sacrifica Nicola Cosentino, pur dicendosi certo della sua ''totale estraneita''' rispetto alle accuse mossegli dalla magistratura; e cosi' facendo, pur costretto, disinnesca la mina piazzata dall'opposizione, con il contributo di Gianfranco Fini, sul voto di sfiducia al sottosegretario all'Economia. Ma di fatto Silvio Berlusconi, dopo aver ceduto sulle intercettazioni e su Aldo Brancher, concede al presidente della Camera un nuovo motivo per cantare vittoria. Cosa che al premier risulta particolarmente indigesta. Per questo tutti quelli che hanno avuto modo di vedere il Cavaliere lo descrivono ''furibondo''. L'idea che i 'finiani' potessero votare la sfiducia a Cosentino insieme alle opposizioni lo aveva gia' mandato su tutte le furie. La notizia che il presidente della Camera aveva calendarizzato la mozione per la prossima settimana, lo ha definitivamente convinto di quello che pensa da tempo: e cioe' che il cofondatore del Pdl sta facendo una guerriglia interna, un gioco al massacro che di fatto lo pone gia' fuori dal partito. Con i fedelissimi ha parlato di ennesima forzatura da parte di Fini, di ennesima ricerca di visibilita', di ennesimo smarcamento. Poi, ha lasciato che fosse lo stesso Cosentino a sparare a zero sulla terza carica dello Stato: ''Il suo e' soltanto un tentativo di ottenere potere nel partito'', ha sentenziato il sottosegretario dimissionario in una nota che, riconoscono tutti, era concordata con il premier. Anche se, si e' consolato in privato, si tratta di una vittoria di Pirro. Non solo e non tanto perche' il passo indietro di Cosentino era chiesto da molti 'berlusconiani', e forse persino da lui se e' vero che, al di la' delle dichiarazioni pubbliche, si era convinto che la sua permanenza al governo fosse ormai troppo ingombrante. Ma anche perche' alla fine Cosentino restera' alla guida del partito in Campania. Ma al di la' di questi (piccoli) motivi di consolazione, la partita su Cosentino ha mostrato che la pattuglia finiana ha piu' risorse del previsto. Ora il premier deve decidere cosa fare. Come al solito 'colombe' e 'falchi' si sono dati da fare per convincerlo della bonta' delle rispettive tesi. Il redde rationem ci sara', e' solo rinviato, assicura un dirigente pidiellino che vorrebbe chiudere definitivamente la partita con Fini. Sull'altro fronte, quelli meno inclini allo scontro, lo invitano a ragionare sul fatto che le truppe del presidente della Camera, nonostante i tentativi di divisione, restano compatte. E in attesa di un redde rationem, per ora piu' volte annunciato ma mai arrivato, Berlusconi sembra temporeggiare. Anche perche', come viene riferito, con Fini ora non si puo' fare nulla. Il suo obiettivo, al momento, e' quello di rafforzare il partito, eliminando le divisioni e le correnti fra quelli che sostengono la sua leadership. Solo cosi', forti e uniti - ha spiegato ai fedelissimi - potremo affrontare la 'questione Fini'. Ecco perche', il ruolo di Denis Verdini (anche lui, come Cosentino, coinvolto nell'inchiesta) all'interno del Pdl non e' stato messo in discussione. ''Berlusconi sa perfettamente che se cambiasse i vertici dovrebbe trattare con i 'finiani', ed e' l'ultima cosa che vuole fare'', spiega un dirigente del partito visto che il prossimo obiettivo dei finiani e' proprio la poltrona del coordinatore unico. Ed ecco perche' il Cavaliere ha detto a tutti di tenersi liberi in agosto, avanzando l'ipotesi di un conclave per riorganizzare il Pdl. Sullo sfondo della partita con il presidente della Camera, il braccio di ferro sulle intercettazioni. In serata, sempre a palazzo Chigi, il premier ha incontrato il Guardasigilli Alfano. E anche su questo fronte i motivi di insoddisfazione non mancano. Il rinvio dovuto alle ulteriori richieste di modifiche dei 'finiani' non lo hanno certo rallegrato. Anzi. Solo nelle prossime ore si sapra' se accettera' l'ennesimo compromesso pur di adottare un testo che, tuttavia, sembra piacergli sempre meno.

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