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Pedofilia, il papa sostituisce vescovo reo confesso in Belgio

Mons. Jozef De Kesel alla diocesi di Bruges

25 giugno, 19:33

CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI ha nominato vescovo di Bruges, in Belgio, mons.Jozef De Kesel, finora vescovo di Bulna e ausiliare di Malines-Bruxelles, la diocesi da ieri oggetto di perquisizioni da parte della polizia belga nell'ambito di un'inchiesta su casi di pedofilia. De Kesel è stato chiamato a sostituire l'ex vescovo di Bruges Roger Vangheluwe, reo confesso di abusi le cui dimissioni sono state già accolte dal Papa. La nomina di De Kesel, che è stato anche ausiliare del card. Danneels, l'ex primate del Belgio in questi giorni indagato per il sospetto di avere occultato abusi su minori da parte di religiosi nella sua diocesi, è stata annunciata questa mattina dalla sala stampa vaticana.

De Kesel, 63 anni, nato a Gent, ha studiato filosofia e teologia ed è stato ordinato sacerdote nel 1972 nella stessa diocesi, dove ha a lungo insegnato in vari istituti religiosi. Eletto alla sede titolare di Bulna e nominato ausiliare di Malines-Bruxelles il 20 marzo 2002, ha ricevuto poco dopo l'incarico di vicario generale a Bruxelles. Nella Conferenza episcopale ricopre a tutt'oggi gli incarichi di responsabile della commissione interdiocesana per la pastorale liturgica fiamminga e francofona, e di delegato presso la Commissione degli episcopati della comunità europea (Comece). All'epoca della rinuncia per motivi di età da parte del card. Godfried Danneels alla guida della diocesi di Malines-Bruxelles, avvenuta nel 2009, si era parlato di una possibile successione di De Kesel, ma, secondo indiscrezioni circolate a suo tempo, fu giudicato troppo "progressista" e comunque troppo in linea con il vescovo uscente. Papa Ratzinger aveva lasciato intendere di voler cambiare corso, nominando,nel gennaio scorso, André-Mutien Léonard, un "moderato" a lui più vicino.

VERSO COMMISSIONE INCHIESTA SU ABUSI CHIESA BELGA - I casi di abusi ai minori commessi all'interno della Chiesa potrebbero diventare oggetto di una commissione di inchiesta parlamentare. Il ministro belga uscente della giustizia Stefaan De Clerck si è dichiarato favorevole alla sua istituzione. "Può essere un'iniziativa utile e positiva", ha dichiarato il ministro parlando a reti televisive. Quanto all'inchiesta giudiziaria in corso e alla polemica sulle perquisizioni, il ministro ha ribadito che in Belgio "esiste una separazione di poteri tra Stato e chiesa". "Il giudice istruttore agisce in modo indipendente e se ritiene che certe perquisizioni sono necessarie, lui può assumere questa decisione", ha dichiarato de Clerck.

SDEGNO PER VIOLAZIONE TOMBE- La "violazione delle tombe" avvenuta in Belgio durante le perquisizioni a Bruxelles ha suscitato "sdegno" nella Segreteria di Stato vaticana, che, in una nota ufficiale, torna a condannare l'abuso di minori da parte di religiosi, esprimendo però "vivo stupore" per le modalità in cui sono avvenute le perquisizioni". La segreteria di Stato vaticana ha ribadito, in una nota ufficiale riferita alle perquisizioni all'arcivescovado di Malines-Bruxelles, "la ferma condanna di ogni atto peccaminoso e criminale di abuso di minori da parte di membri della Chiesa, come pure la necessità di riparare e di affrontare tali atti in modo conforme alle esigenze della giustizia ed agli insegnamenti del Vangelo"

CONVOCATO L'AMBASCIATORE - Il segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, mons. Dominique Mamberti, ha espresso "personalmente" all'ambasciatore del Belgio presso la Santa Sede, Charles Ghislain, il suo "sdegno" e lo "sgomento" per la violazione delle tombe di alcuni alti ecclesiastici durante le perquisizioni in Belgio.

PROCURA, APERTA UNA SOLA TOMBA  - "Posso confermare che nel corso delle perquisizioni è stata aperta una tomba". E' quanto ha affermato la portavoce della procura di Bruxelles Estelle Arpigny contattata dall'ANSA. La portavoce ha quindi precisato di non avere alcun commento da fare alle affermazioni di sdegno del Vaticano circa la violazione delle tombe.

Il dossier, legato alle perquisizioni di ieri nell'arcivescovado di Mechelen-Bruxelles, "é stato istruito con la sola imputazione di attentato al pudore". E' quanto ha detto il portavoce della procura, Jean-Marc Meilleur, precisando che "non viene presa in considerazione l'associazione criminale", come invece era stata ipotizzata da una fonte giudiziaria citata stamani dal quotidiano De Morgen. Nelle perquisizioni nell'arcivescovado sono stati sequestrati un gran numero di documenti d'archivio, mentre nella cattedrale di Saint Rombout, dove una tomba è stata aperta parzialmente, non è stata trovata alcuna prova.

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