Legittimo impedimento per Brancher, infuria la polemica
Il Gup di Milano ha sospeso il processo per tutti i dodici imputati
24 giugno, 19:17
MILANO -La necessità di organizzare il nuovo ministero. E' questo il motivo del legittimo impedimento eccepito in base alla legge a Milano dai legali del ministro per l'Attuazione del federalismo Aldo Brancher, imputato con la moglie in uno stralcio del processo per il tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi in calendario per dopodomani. Con il legittimo impedimento il ministro chiede la sospensione del processo fino al prossimo 7 ottobre e non per sei mesi. Per quella data, salvo altri impegni, Brancher potrà essere in aula.
Sabato prossimo in aula, davanti al giudice Anna Maria Gatto, si discuterà della questione del legittimo impedimento e non è escluso che il pm Eugenio Fusco sollevi l'eccezione di legittimità costituzionale e possa chiedere anche lo stralcio della posizione di Brancher (per il quale sono sospesi i termini di prescrizione) da quella della moglie, anche lei imputata. Il problema della separazione delle due posizioni sarà comunque uno dei nodi da affrontare anche se non dovesse essere eccepita l'illegittimità della legge. Il giudice dovrebbe decidere per il 5 luglio, giorno in cui è già stata fissata da tempo un'altra udienza. Brancher è imputato di appropriazione indebita e la moglie, Luana Maniezzo, di ricettazione.
"Come volevasi dimostrare, l'inutile Ministero è stato inventato solo per consentire al neoministro Brancher di avvalersi del legittimo impedimento e sottrarsi al processo sul tentativo di scalata Antonveneta. Una squallida farsa, l'ennesimo colpo di mano di Berlusconi". Lo afferma il capogruppo dell'Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario. "Ormai - conclude - essere indagati e amici di Berlusconi assicura un posto al governo. Sempre peggio, senza nessuna vergogna".
L'eurodeputato dell'Idv Luigi De Magistris lo definisce "uno schiaffo verso il Paese". "Si è passato il limitre della decenza", commenta Bonelli (Verdi). Mentre per il Pdci si tratta di una "vergogna senza limiti". Il senatore Pedica commenta ironico: "Anche Riina avanzi la candidatura a ministro".
"Non ho nulla da rimproverarmi; ho intenzione di proseguire il mio impegno", replica Brancher.
PROCESSO MEDIATRADE, ATTI A CONSULTA SU LEGITTIMO IMPEDIMENTO - Il gup di Milano Marina Zelante ha inviato gli atti del processo Mediatrade in cui è imputato anche il presidente del consiglio Silvio Berlusconi alla Consulta per la legge sul legittimo impedimento.
Il giudice Marina Zelante ha eccepito d'ufficio l'illegittimità costituzionale relativa alla legge sul legittimo impedimento che congela i processi per 180 giorni per le più alte cariche dello Stato e i ministri e ha quindi inviato gli atti alla Corte Costituzionale. Ora il giudice è in camera di consiglio per decidere se stralciare o meno la posizione del premier e andare avanti con l'udienza preliminare per gli altri imputati.
Per le prerogative ai ministri e al presidente del Consiglio come quelle previste dalla norma sul legittimo impedimento ci vuole una legge costituzionale. E' questo il fulcro della decisione del gup di Milano Marina Zelante che oggi Milano nell'ambito dell'udienza preliminare per la vicenda Mediatrade ha eccepito d'ufficio l'illegittimità costituzionale della legge sul legittimo impedimento e ha inviato gli atti alla Consulta. La decisione di tenere unito il processo è stata invece motivata dal giudice con l'esistenza di vincoli probatori tali da far sì che sia impossibile separare la posizione di un solo imputato, in questo caso il premier, dalle altre.
GUP SOSPENDE PROCESSO PER TUTTI GLI IMPUTATI - Il Gup di Milano Marina Zelante ha sospeso il processo Madiatrade per tutti i dodici imputati tra cui il premier Silvio Berlusconi, il figlio Piersilvio e il presidente di Mediaset fedele Confalonieri. Il giudice ha deciso di non stralciare la posizione del presidente del consiglio dalla altre dopo aver eccepito l'illegittimità costituzionale della legge sul legittimo impedimento e avere trasmesso gli atti alla Corte costituzionale.
GHEDINI, E' DECISIONE FUORI DA PRINCIPI CONSULTA - "E' una decisione che appare al di fuori dai principi della Consulta sulla leale collaborazione". E' il commento dell'avvocato Niccolò Ghedini che insieme al collega Piero Longo difende Silvio Berlusconi e il figlio Pier Silvio, imputati a Milano con altre dieci persone all'udienza preliminare per la vicenda Mediatrade. Ghedini, in relazione all'ordinanza con cui il gup ha eccepito l'illegittimità costituzionale della legge sul legittimo impedimento e trasmesso gli atti alla Consulta, ha voluto sottolineare che "indipendentemente dal non condividere l'ordinanza, il giudice si è dimenticato di valutare l'impedimento odierno, che era pacificamente legittimo, e che la difesa aveva offerto una data ravvicinata", in merito alla disponibilità del premier ad essere in aula. Ghedini ha inoltre sottolineato che oggi all'udienza al giudice era anche stato offerto "di articolare un adeguato calendario dopo la sospensione dei termini feriali. Da parte nostra quindi - ha proseguito - c'era la massima disponibilità a fare il processo".







