Scontro tra Bossi e Fini sul federalismo
Il presidente della Camera ribadisce: "Padania non esiste. Il Sud lavora e paga le tasse"
22 giugno, 21:16
ROMA - "Perdere tempo a discutere di una cosa che non esiste (la Padania) ci mette fuori strada rispetto al problema vero: come permettere al motore economico dell'Italia di essere competitivo e vincente nell'economia globalizzata. E quindi meno tasse, meno burocrazia, meno lacci e lacciuoli. Queste sono le esigenze reali del Nord. Non sventolare una bandiera verde". Lo scrive il presidente della Camera sul sito di Generazione Italia rispondendo a una lettera di un giovane iscritto all'associazione.
"Ieri ho avuto modo di dire quello che tanti pensano, anche al Nord, anche nella tua Brianza. La Padania non esiste, come ci ha ricordato anche la Società geografica italiana. C'é solo la nostra Italia. Che avrà problemi, differenze tra Nord e Sud, ma è la nostra Nazione. E dobbiamo esserne fieri, non solo quando gioca la Nazionale". Lo scrive sul sito di Generazione Italia il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, rispondendo ad una lettera di Stefano Basilico, giovane iscritto lombardo dell'associazione 'finiana' interna al Pdl. "Non si può dire - aggiunge - che è 'Padania' quella parte del Paese che lavora e paga le tasse. Per due motivi: non è solo il Nord a lavorare e pagare le tasse e non tutti i cittadini del Nord che lavorano e pagano le tasse si sentono 'padani'".
BOSSI: 10 MILIONI PRONTI A BATTERSI PER PADANIA
"Ci sono grosso modo 10 milioni di persone disposte a battersi per la Padania, vuol dire che la Padania esiste. Non c'é uno Stato padano, ma la Padania esiste". Così il segretario della Lega Nord, Umberto Bossi, conversando con i giornalisti a Montecitorio, risponde al presidente della Camera Gianfranco Fini il quale ha sostenuto che la Padania non esiste.
BERLUSCONI: "PACE CON FINI? MAI LITIGATO CON NESSUNO" - "Fare la pace con Fini? Per fare la pace, prima ci deve essere una guerra. Io non sono mai stato in guerra con nessuno, e litigare è cosa estranea al mio Dna. Anzi, dico sempre che mi faccio concavo o convesso a seconda dell'interlocutore, pur di far sempre prevalere il dialogo, il confronto amichevole. Questo vale anche per i rapporti con il Presidente della Camera". Lo ha detto Silvio Berlusconi in una intervista che sarà pubblicata dal settimanale "Oggi" in edicola da domani. "In un grande partito - prosegue il premier - può anche accadere che vi siano opinioni diverse. Poi però si vota e alla fine la decisione che raccoglie il maggior numero di voti deve valere per tutti. Fini non ha mai contestato questa regola, che nel Pdl è in vigore fin dal primo giorno, tanto è vero che io stesso ho dovuto subirla in diverse occasioni. Se si stabilisce questo metodo democratico, senza strappi, senza inutili provocazioni quotidiane, senza uno stillicidio di polemiche continue, allora potremo portare a compimento con successo quella felice intuizione che oltre dieci anni fa discussi con l'indimenticabile Tatarella". Alla domanda se Fini resterà nel Pdl, Berlusconi ha risposto: "Credo che il traguardo del Pdl sia stato anche per lui un traguardo storico irreversibile, per il quale valeva e vale la pena spendere le nostre migliori energie politiche. Non posso perciò credere che si voglia mettere in discussione questo risultato. Sarebbe una enorme delusione innanzitutto per i nostri elettori. Il nostro popolo, il Popolo della libertà - conclude Berlusconi - non lo capirebbe".
"In un grande partito, dice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intervistato da 'Oggi' - può anche accadere che vi siano opinioni diverse. Poi però si vota e alla fine la decisione che raccoglie il maggior numero di voti deve valere per tutti. Fini non ha mai contestato questa regola, che nel Pdl è in vigore fin dal primo giorno, tanto è vero che io stesso ho dovuto subirla in diverse occasioni. Se si stabilisce questo metodo democratico, senza strappi, senza inutili provocazioni quotidiane, senza uno stillicidio di polemiche continue, allora potremo portare a compimento con successo quella felice intuizione che oltre dieci anni fa discussi con l'indimenticabile Tatarella".
FINI: BERLUSCONI FINGE DI NON CAPIRE,NODI SONO POLITICI
Berlusconi "finge di non capire" che le questioni che pongo sono politiche, non certo personali. Gianfranco Fini, con i più stretti collaboratori, commenta così l'intervista di Silvio Berlusconi al settimanale 'Oggi, in cui il premier ha chiesto, per il bene del Pdl, uno stop alle ''inutili provocazioni quotidiane" e allo "stillicidio di polemiche continue". Il presidente della Camera, ha appreso delle parole del premier solo all'arrivo in Israele, dove è atterrato per una visita ufficiale di tre giorni. Ma, come è sua consuetudine quando è in viaggio all'estero, la terza carica dello Stato ha preferito non parlare di questioni politiche evitando accuratamente di commentare le dichiarazioni del Cavaliere. Tuttavia, con i più stretti collaboratori, l'ex leader di An non ha lesinato commenti. "Berlusconi finge di non capire che non sono questioni personali, ma questioni politiche e che ogni giorno di più sono sotto gli occhi di tutti".







