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Briguglio: seguire i suggerimenti Usa

Sit-in del popolo viola a Roma. Usa: strumento necessario. Alfano: nessun limite contro reati

22 maggio, 19:35
Manifestazione in piazza Montecitorio a Roma
Manifestazione in piazza Montecitorio a Roma
Briguglio: seguire i suggerimenti Usa
ROMA - "E' tangibile il rischio dell'espatrio delle notizie dall'Italia su giornali e tv straniere. Cosa accadrebbe se ciò che dovesse essere vietato al Corriere della sera, a Repubblica o ai telegiornali Rai e Mediaset dovesse trovare ampia ospitalità su Le Monde, sul Times o sui grandi media internazionali a cominciare dal network di Mr. Murdoch? Che faremo dinanzi al fenomeno inedito dell'espatrio della notizia? Grideremo al complotto?". Lo scrive Carmelo Briguglio, vice Presidente dei Deputati del Pdl, su 'Generazione Italia'. "Secondo noi - continua Briguglio - va evitato un altro grave errore politico che si chiama voto di fiducia. Lo diciamo con chiarezza e per tempo. Si conceda al Parlamento, all'opposizione ma anche alla maggioranza, alle categorie interessate, ai cittadini tutto il tempo necessario per discutere e trovare mediazioni sul testo. Non è una settimana di dibattito in più che può vanificare l'esito finale".

Briguglio aggiunge una "terza istantanea considerazione. Siamo particolarmente esposti come Paese a particolari attenzioni da parte dell'alleato americano. Putin, Gheddafi e dintorni. Certe nostre relazioni non incontrano il massimo gradimento. La voce critica verso la nuova normativa di un esponente del governo americano in visita in Italia costituisca motivo di seria riflessione". "La legge sulle intercettazioni ha bisogno di altri correttivi. Basta un granello di buon senso. Il Pdl deve adoperarlo", conclude Briguglio.
 
Il governo porrà la fiducia sul provvedimento? "Non lo so, è una cosa di cui si parla in Consiglio dei ministri e fino adesso non è stata ventilata", fa sapere Umberto Bossi, ministro delle Riforme e segretario della Lega Nord.
"Mafia, 'ndrangheta e camorra hanno gia' lo champagne in fresco e sono pronti a brindare, il ddl sulle intercettazioni è il miglior regalo che il governo possa fargli", afferma il presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario."I vari Riina, Brusca e Provenzano sono stati tutti catturati anche grazie al contributo determinante delle intercettazioni. La stretta che il governo vuole imporre a questo fondamentale strumento d'indagine tornerebbe ad assicurare impunità alla criminalità organizzata".

"Non possiamo avallare la legge sulle intercettazioni che sia la risposta alle inchieste giudiziarie di questi giorni. Sarebbe una censura inammissibile", afferma Pier Ferdinando Casini. Il leader dell'Udc dice alla maggioranza di fermarsi "perché altrimenti sarebbe un grande errore. Tutti infatti ritengono che questa legge la facciate per tutelare il malaffare e non per tutelare la privacy".
 
"La battaglia che faremo sulle intercettazioni sarà durissima", ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, intervenendo all'Assemblea nazionale del partito. "La tutela della privacy - ha aggiunto - è un'altra cosa rispetto a questa legge che crea allarme internazionale per la lotta al crimine. Vediamo se c'é davvero in Italia una destra che ritiene che la libertà dei cittadini ad essere informati e la lotta al crimine sia superiore a qualsiasi altro interesse".
 
"La smentita e la successiva precisazione del sottosegretario di Stato Lenny Breuer confermano che non intendeva riferirsi ai nostri provvedimenti legislativi", sostiene il presidente del Senato Renato Schifani. "Sin dalla sua prima stesura - ha detto Schifani - il decreto sulle intercettazioni non contempla alcun intervento modificativo su reati di mafia o di terrorismo internazionale".
 
EDITORI E OPPOSIZIONE CONTRO IL DDL
di Alberto Mario Pagano
 Editori e opposizione, tutti contro il ddl sulle intercettazioni all'esame della commissione giustizia del Senato. Da Luca Cordero di Montezemolo al Pd, dalla Fieg all'Idv e alla Federazione della Sinistra. Nel giorno in cui interviene perfino il sottosegretario del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti Lanny A. Brauer, che invita l'Italia a non privarsi di ''uno strumento essenziale per le indagini'' contro la mafia, il 'popolo del web' organizza un sit-in di protesta ''contro il bavaglio'' a piazza Montecitorio. E fanno sentire le proprie opinioni anche esponenti delle forze dell'ordine. Preoccupati per le sanzioni previste dal disegno di legge sono gli editori: secondo la Fieg, le multe ''non hanno vera giustificazione, se non quella di esercitare pressione sugli editori che in molti casi rischiano la stessa sopravvivenza''. Il presidente Carlo Malinconico rileva che si tratta di ''un ulteriore intervento penalizzante per la categoria, gia' duramente colpita dalle recenti iniziative normative''. Contro il bavaglio si schiera anche Luca Cordero di Montezemolo: ''Io condivido la linea degli editori'', annuncia il presidente della Ferrari, che aggiunge: ''Ho visto anche come un editore serio, importante e innovativo come Sky segnali un'anomalia rispetto agli altri paesi europei''. L'opposizione si prepara a condurre una dura battaglia parlamentare. Secondo il Pd, di fronte a norme del genere, ''e' doverosa ogni pratica ostruzionistica''. Il segretario Pier Luigi Bersani, parlando del ddl del governo durante la relazione di apertura dell'assemblea dei Democratici, ha invitato il partito ad ''assumere pienamente'' la questione morale, ''combattendo innanzitutto perche' non diventi impossibile illuminare i fatti di malversazione e di corruzione''. Secondo Bersani ''la giusta esigenza di eliminare l'abuso delle intercettazioni e la loro conseguente diffusione'' si sta ''ribaltando in norme che danneggiano gravemente le indagini e mettono un bavaglio all'informazione sconosciuto ad ogni Paese democratico''. ''Una dittatura da terzo millennio'': cosi' Leoluca Orlando, dell'Idv, definisce il ''regime'' che potrebbe nascere dall' approvazione del provvedimento. Una dittatura che oggi, spiega, non si presenterebbe ''con passo militare e la camicia bruna di Hitler o con il saluto romano e camicia nera di Mussolini'', ma che porterebbe lo stesso alla fine della liberta' di informazione. Perplessita' e timori vengono anche dall'interno del Pdl. ''Serve una riflessione interna al Popolo delle liberta' e alla maggioranza - interviene il finiano Italo Bocchino - per evitare le multe salate nei confronti degli editori che non hanno responsabilita' di quello che i giornalisti scrivono''. Dubbi anche dal capo della Polizia Antonio Manganelli: ''Le intercettazioni - osserva - sono uno degli strumenti a disposizione degli investigatori; se si intende ridurle o regolarle diversamente deve esserci la possibilita' di far ricorso ad altri strumenti. E in Italia oggi non c'e' un complesso di altri strumenti a cui far ricorso, come per esempio negli Usa''.
 
 
USA AVVERTONO: ESSENZIALI PER LE INDAGINI
(di Michele Esposito)
 
ROMA - Gli Stati Uniti lodano lo strumento delle intercettazioni come ''essenziale'' e si augurano che nulla, in futuro, possa impedire l'ottimo lavoro condotto fino ad oggi dalla magistratura italiana. Suscitano scalpore le dichiarazioni del vice segretario al Dipartimento Penale Usa Lanny Breuer, pronunciate durante una conferenza stampa a Roma, fino a quando l'ambasciata di Via Veneto diffonde una precisazione, necessaria per evitare un incidente diplomatico. ''Non spetta a me entrare nel merito di decisioni politiche o giudiziarie riguardanti l'Italia. Non conosco i provvedimenti legislativi in discussione'', chiarisce Breuer. Immediata la reazione del ministro della Giustizia Angelino Alfano che, in una nota, sottolinea ''la piena intesa con Washington su modalita' e obiettivi della cooperazione contro il crimine organizzato''. Il titolare della Giustizia ci tiene a rimarcare che nel ddl in discussione al Senato ''non e' stata introdotta alcuna limitazione'' e che ''le intercettazioni potranno essere effettuate per le stesse tipologie di reato per le quali gia' oggi sono previste'' e, in particolare, ''non e' stata prevista alcuna restrizione'' per i reati di mafia e terrorismo. Anche Breuer - che a Washington ha la delega alla lotta alla criminalita' organizzata internazionale e che si trova in Italia per partecipare alle commemorazioni per il giudice Falcone - ha ricordato ''l'ottimo livello di cooperazione'' tra Roma e l'amministrazione Obama, sottolineando pero' di essere ''consapevole che insieme si puo' fare di piu'. In un mondo dove ''il crimine non conosce limiti, un'efficace collaborazione tra le forze dell'ordine e' essenziale per sventare e perseguire'' la criminalita' organizzata, ha spiegato Breuer. Nel corso della conferenza stampa, il procuratore ha piu' volte elogiato ''il lavoro svolto dalla legislazione e dai giudici italiani finora'', a partire da quello di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. ''Questi devoti funzionari pubblici hanno realmente cambiato il volto delle indagini sulla mafia'', ha evidenziato Breuer, che oggi ha incontrato il Procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso mentre domani si rechera' a Palermo per rappresentare il ministero della Giustizia americano alla cerimonia di commemorazione di Giovanni Falcone, assassinato il 23 maggio 1992. ''Sono due eroi'', ha ribadito, spiegando che i due magistrati ''hanno utilizzato un nuovo approccio per seguire la traccia del denaro'' illecito. La criminalita' organizzata, secondo Breuer, in un mondo sempre piu' globalizzato ''e' divenuta sempre piu' sofisticata'' e transnazionale. E la giustizia deve mantenere il passo. ''Dobbiamo sapere che il lungo braccio della legge puo' raggiungere tutti i luoghi dove questi criminali operano'', ha avvertito Breuer, ribadendo che gli Usa sanno, dalla trentennale collaborazione con la giustizia italiana, che ''la nostra azione e' piu' ampia, i nostri obiettivi piu' alti e la nostra determinazione piu' solida quando abbiamo partner come l'Italia''. E, nell'economia delle indagini, il sottosegretario ha messo in evidenza che ''pur non conoscendo i provvedimenti legislativi in discussione'', ''dal punto di vista di un procuratore non c'e' dubbio che le intercettazioni sono una parte essenziali delle indagini'' nella lotta alla mafia. Nel frattempo la Freedom House, associazione no profit americana che ha collocato l'Italia al 72/O posto nella classifica mondiale sulla liberta' di stampa, contesta il ddl sulle intercettazioni. ''Provvedimenti con sanzioni cosi' dure per i giornalisti sono fuori linea dalle norme predominanti che tendono a depenalizzare contro le pratiche illegali della stampa'', e' stato il suo commento.
 
 
ALFANO: PARI DIGNITA' PRIVACY E INDAGINI

ROMA - Nessuna restrizione per le indagini di mafia e terrorismo; ne' ci sono limitazioni per i reati ordinari per i quali sono oggi previste le intercettazioni. E non si puo' parlare nemmeno di un bavaglio alla stampa visto che il provvedimento ''restituisce pari dignita' al diritto di riservatezza, al diritto di cronaca e al diritto-dovere di indagare'' e dunque garantisce ''il diritto a un'informazione ufficiale e trasparente'', non certo quello''all'acquisizione e divulgazione illecita di atti riservati''. E' il tardo pomeriggio quando il ministro della Giustizia Alfano diffonde una lunga nota per ''ripristinare la verita''' sul contestato ddl sulle intercettazioni. Una precisazione che arriva al termine di una giornata difficile, con la discesa in campo dell'amministrazione Usa di Barack Obama (tramite il vice sottosegretario al Dipartimento Penale Lanny Brauer), a sostegno dell' ''essenzialita' dello strumento delle intercettazioni'' nella lotta alla mafia e alla criminalita' organizzata e l'auspicio che non venga impedito ai magistrati italiani di continuare ''l'ottimo lavoro svolto sinora''. Il tutto mentre crescono le contestazioni di opposizione, magistrati, giornalisti e editori contro il provvedimento all'esame del Senato e la protesta arriva sino a Montecitorio, con un sit in davanti alla Camera organizzato dal Popolo Viola e da altre associazioni. Alfano interviene quasi contestualmente alla precisazione di Breuer che spiega di non essere entrato ''nel merito di decisioni politiche o giudiziarie riguardanti l'Italia''. Una puntualizzazione che consente al Guardasigilli di parlare di una ''piena intesa con Washington su modalità e obiettivi della cooperazione contro il crimine organizzato''. Ma il ministro non si limita a questo: e nella lunga nota precisa che non ci sara' nessuna limitazione per le intercettazioni finalizzate alla ricerca dei latitanti" e che in particolare per le indagini di mafia e terrorismo "sarà possibile continuare ad utilizzare le intercettazioni, telefoniche visive ed ambientali, in ogni luogo sia pubblico che privato". Quanto all'informazione Alfano sottolinea che il diritto alla pubblicazione delle notizie di indagine ''resta garantito'' sia pure solo alla conclusione delle indagini preliminari. Un modo per assicurare ''il corretto svolgimento delle indagini'

 
VERSO MAXI-EMENDAMENTO E FIDUCIA
(di Anna Laura Bussa)
 
ROMA - Sul ddl intercettazioni novita' in vista. Oltre al passo indietro di ieri sul carcere per i giornalisti, la maggioranza punterebbe ora a un maxi-emendamento sul quale chiedere la fiducia nell'Aula di Palazzo Madama. Esattamente come previsto nei giorni scorsi dal presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro. A darne parziale conferma e' il relatore del ddl Roberto Centaro che, dopo aver avuto un lungo colloquio con il premier a Palazzo Grazioli, intervistato da Sky, non scarta il ricorso alla fiducia: ''E' nella facolta' del governo'', ammette. Berlusconi, intanto fa sapere che la versione 'soft' del provvedimento va bene purche' non se ne alterino natura e obiettivi. L'importante e' che il testo passi senza provocare ''pericolose spaccature'' nella maggioranza. Ma, si spiega nel Pdl, molto dipendera' da cio' che accadra' durante la seduta notturna della commissione Giustizia del Senato convocata per lunedi' prossimo. In pochi, per ora, conoscono bene il testo che uscira' dalla commissione visto che, tra l'altro, sono stati approvati ''molti emendamenti anche del Pd e dell'Idv'', come ricorda il leghista Sandro Mazzatorta. Pertanto, osservano i finiani, prima si dovra' capire bene di che testo si tratta, poi si decidera' il da farsi. Alla decisione di abbassare i toni avrebbero contribuito piu' fattori. Prima di tutto l'attenzione con la quale il Quirinale starebbe seguendo l'iter di un provvedimento cosi' delicato. Il Capo dello Stato, infatti, gia' l'anno scorso aveva espresso perplessita', anche al Guardasigilli Alfano, sul rischio di una formulazione che risultasse in contrasto con norme costituzionali a tutela del lavoro di indagine della magistratura, della riservatezza personale, della liberta' di stampa e del diritto ad essere informati. E questi dubbi avrebbero determinato uno stop di diversi mesi all'esame del testo. Comunque, se si dovessero indicare i punti deboli della normativa, questo sarebbe possibile nel passaggio tra Senato e Camera. Secondo punto: si vorrebbe evitare una pronuncia di incostituzionalita' visto che, come ribadisce il responsabile Giustizia Idv Luigi Li Gotti, verrebbe violato il diritto all'informazione contenuto nell'articolo 21 della Costituzione. Terzo fattore: le perplessita' dei finiani che, pur assicurando un 'si' al ddl come sostenuto da Italo Bocchino, non nascondono di preferire il testo licenziato dalla Camera il 10 giugno del 2009: definendo quello ''un compromesso equilibrato'' tra le due anime del Pdl. Ma a spingere la maggioranza ad abbandonare il muro contro muro avrebbe contribuito anche il 'crescendo' dell'inchiesta 'grandi appalti': piu' si lanciano allarmi sulla questione morale, piu' si allarga il numero degli uomini di governo coinvolti, meno si puo' fare la voce grossa su un tema cosi' 'delicato' senza dare davvero l'idea di voler mettere il bavaglio alla stampa su cio' che sta succedendo. Con tutti i fronti aperti poi, si osserva, quella delle intercettazioni ''non e' certo una priorita'''. Pertanto la gente non capirebbe. Berlusconi, dunque, sarebbe contrariato non solo per il passo indietro che e' stato costretto a fare, ma anche per le pressioni di queste ore. A cominciare dall'appello lanciato dal sottosegretario al Dipartimento di Giustizia Usa, Lanny A. Brauer, a non limitare le intercettazioni che ''sono uno strumento essenziale nella lotta alla mafia''. Mal avrebbe digerito anche il coro di proteste: da quelle del presidente Fieg Carlo Malinconico (''con le sanzioni si vuol fare pressione sugli editori'') a quelle di Luca Cordero di Montezemolo che dichiara di ''condividere la linea degli editori''. Martedi' intanto la conferenza dei capigruppo del Senato dovrebbe calendarizzare il ddl per l'Aula. E nell'attesa, il Capo della Polizia Antonio Manganelli si augura che ''si arrivi ad un punto di incontro'' sul testo. Mentre la Fnsi per lunedi' organizza una videoconferenza dei direttori delle principali testate per parlare di intercettazioni.

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