Fede attacca Saviano,'non e' un eroe': ed e' polemica
Direttore Tg4: tanti come lui piu' di lui, ma nessuno ne parla/ VIDEO
10 maggio, 20:19Correlati
di Nicoletta Tamberlich
ROMA - "Nessuno discute che sia giusto che Saviano abbia la scorta. E' ovvio che deve continuare ad essere protetto. Ma ci sono magistrati che hanno combattuto la camorra, e giornalisti minacciati ogni giorno di cui nessuno parla. Ho semplicemente detto non diviniziamolo come lui, più di lui in Italia centinaia di persone di cui nessuno parla e che rischiano, ogni minuto la loro vita per la verità e la giustizia". Così oggi il direttore del TG4 Emilio Fede, interpellato dall'Ansa chiarisce la sua posizione nei confronti dello scrittore, autore di Gomorra. Ieri durante l'edizione delle 19 del Tg4 aveva detto: "Basta di Saviano non se ne può più. "Non è lui che ha scoperto la camorra (...) non se ne può più di sentire che lui è l'eroe".
Oggi le parole del direttore del TG4 hanno alimentato la polemica politica e nell'opposizione sono arrivati gli attacchi da parte dell'Idv del Pd, del Pci e dei Verdi che le definiscono di una gravità inaudita. Ma Fede tiene a chiarire soprattutto che "non esiste nessun collegamento" tra quanto da lui affermato ieri durante la diretta del suo Tg e la tesi del presidente del Consiglio Berlusconi ("la mafia è più famosa che potente" anche per i film e le fiction che ne hanno parlato come "le serie della Piovra, la letteratura, Gomorra e tutto il resto"). Ma, ribatte Fede, "io già mesi fa avevo più o meno espresso il medesimo giudizio sullo scrittore. In occasione della sentenza d'appello nel processo contro il clan dei Casalesi".
Saviano, ricorda il direttore del Tg4 "arrivò per ascoltare in aula la lettura della sentenza. Sembrava di stare su un set: superprotetto, entrò nell' aula-bunker del carcere di Poggioreale come un eroe. Rilasciò dichiarazioni interviste dicendo che lo stato doveva ancora fare molto". Ecco, osserva il giornalista, mi chiesi "già in quell'occasione che senso avesse tutta questa esposizione mediatica. Lo trovai, francamente fuori luogo". Saviano, aggiunge ancora Fede, ha scritto dei libri contro la Camorra, ma lo ha fatto tanta altra gente, senza fare clamore". E conclude: "anch'io sono sotto scorta - in pochi lo sanno. Sono figlio di un carabiniere pluridecorato, che ha sempre servito lo stato in silenzio...". Per il portavoce dell'Idv, Leoluca Orlando, l'attacco di Fede é "di una gravità inaudita. Tanto quanto lo sono le minacce di morte allo scrittore". Per Orlando "Ed è grave che questo venga proprio da chi, essendo giornalista, dovrebbe avere rispetto per la libertà di informare o denunciare. L'ordine dei giornalisti esiste ancora? se c'é batta un colpo".Per Pina Picierno deputata Pd "gravissimo è definire 'rompiscatole' l'autore di un libro che ha permesso di conoscere il volto feroce della camorra in tutto il mondo, pagando un prezzo altissimo". E', al contrario "é proprio parlare delle mafie, rendere noto il fenomeno che può rafforzare la coscienza civile".
Il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli dice: "é ora di finirla con gli attacchi e con il gioco al massacro di chi è diventato un simbolo della lotta alla Camorra ed alla criminalita". A sposare la tesi di Fede è la senatrice Pdl Ombretta Colli: "Saviano è un ottimo modello da proporre ai giovani" ma osserva "mi sembra che lui non faccia nulla per tirarsi indietro e che, anzi, fomenti una sorta di auto-celebrazione come unico esempio che possa ergersi a paladino della legalità". Si chiede Daniele Capezzone Fede "non può esprimere un giudizio?". Questa polemica "mi pare surreale e censoria. Da un punto di vista liberale (esercizio sempre più difficile, nell'attuale sinistra italiana), Emilio Fede può e deve essere libero di dire ciò che pensa, così come i signori del Pd e dell'Idv possono e devono essere liberi di consentire o di dissentire".
Nei giorni scorsi, osserva il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti, "si è levato un coro contro le intemperanze verbali di D'Alema nei confronti di un giornalista. Molti degli indignati di ieri hanno invece scelto di tacere dopo il ben più grave vai a farti fottere simbolico scagliato da un direttore di una tv di Berlusconi nei confronti dello scrittore Roberto Saviano simbolo della lotta contro la camorra e costretto a vivere sotto scorta". E Manuela Palermi del Pdci rileva "se c'é un sistema che la criminalità organizzata utilizza da sempre è quello di isolare chi la combatte".








