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Bersani: uniti contro deriva premier

Crisi da esiti imprevedibili, serve responsabilità nuova. Pronti a patto con Fini

25 aprile, 21:38
Pierluigi Bersani
Pierluigi Bersani
Bersani: uniti contro deriva premier

di Cristina Ferrulli

ROMA - Le tensioni nella maggioranza sono forti, gli "esiti imprevedibili" e dunque per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani è ora che le opposizioni esercitino una "responsabilità nuova" e che si uniscano. Il leader dei Democratici, in un un'intervista all'ANSA, non esclude colpi di coda dello scontro che si sta consumando tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, a cui riconosce di aver posto temi "veri e assolutamente irrisolvibili nel Pdl" e al quale propone "un patto repubblicano". Che non vuol dire, precisa, "governare insieme" ma creare un argine alla "democrazia plebiscitaria" in cui oggi si è trasformata l'Italia attraverso un confronto nelle Aule parlamentari su riforme e economia.

Un confronto necessario, secondo Bersani, per dare al bipolarismo "una forma efficace, più moderna e saldamente costituzionale che blocchi i rischi di derive plebiscitarie" e altrettanto fondamentale per cambiare le priorità dell'agenda politica che deve tornare a occuparsi di "questioni sociali". Perché, spiega il leader dei Democratici, una democrazia che non decide "non è solo un problema delle opposizioni". Il primo banco di prova comunque arriverà presto quando "martedì alla Camera - ricorda lo stesso Bersani - si metterà ai voti una proposta per dare reddito" a chi rischia di restare a breve senza alcuna protezione sociale e di fronte alla quale "il governo si è messo di traverso". Ciò che è certo è che anche da parte delle opposizioni serve "un impegno più forte a discutere e concertare l'azione parlamentare", è la tesi del segretario, così come è necessario "un lavoro per stringere i contenuti dell'alternativa". Ed è proprio per "accelerare" il confronto con le opposizioni il leader del Pd ha in programma anche nei prossimi giorni "colloqui e verifiche" con le altre forze dentro e fuori il Parlamento.

Dopo la direzione infuocata del Pdl, osserva infatti, la "situazione si è fatta estremamente confusa. Il Paese assiste attonito a lacerazioni molto profonde nella maggioranza che in un colpo solo ha distrutto tutta la retorica berlusconiana dei cieli azzurri e dei mondi felici". Ergo, se è vero che Fini e i suoi uomini in questi anni hanno "votato tutte le decisioni di questo e degli altri governi di centrodestra", ora il presidente della Camera "propone con nettezza un'altra piattaforma" mettendo in rilievo temi "assolutamente veri e assolutamente irrisolvibili nella maggioranza in cui si trova", che rendono gli "esiti" dello scontro "imprevedibili". E che quindi di conseguenza obbligano a una accelerazione del confronto tra le opposizioni.

DA FINIANI NO A MANO TESA PD, ANCHE LEGA BOCCIA PATTO
di Paolo Cucchiarelli

ROMA - I Finiani respingono al mittente la mano tesa di Pierluigi Bersani sulle riforme definendola "fantapolitica" e "volgare provocazione", La Lega boccia l'ipotesi di un 'patto repubblicano', Silvio Berlusconi replica, senza polemizzare, che "serve il concorso di tutti". Non ci sono quindi spiragli dal centrodestra per la proposta lanciata, dopo lo strappo tra Fini-Berlusconi, dal leader del Pd Pierluigi Bersani affinché si arrivi ad un accordo con tutte le opposizioni per bloccare la deriva "plebiscitaria" del Cavaliere. E ad una intesa, anche con Gianfranco Fini, su temi decisivi come la crisi economica e soprattutto le riforme costituzionali.

Il "patto" viene respinto al mittente dalla maggioranza mentre l'appello all'unità delle opposizioni raccoglie le adesioni dell'Idv, che ne reclama la primogenitura, e dei verdi, pronti ad un "Cln con tutti" ma soprattutto dal Sel (Sinistra ecologia e libertà) e dalla Federazione della Sinistra ( Pdci e Prc). Silvio Berlusconi, con la sua notazione sulla condivisione, dà una risposta diretta a Bersani ma anche a Gianfranco Fini: "Quando si pensa a una riforma, soprattutto dell'architettura istituzionale del nostro Paese attraverso una legge costituzionale, dice durante le celebrazioni del 25 aprile al Teatro La Scala, l'auspicio che dobbiamo tutti avere è che ci sia il massimo della condivisione e della partecipazione ad una fase dialettica e poi a una fase di approvazione che se ci vedesse tutti concordi realizzerebbe quello che poi con le celebrazioni di oggi abbiamo voluto sottolineare" Il tono del ministro leghista Roberto Calderoli non lascia spazio a immaginazioni: "Le riforme si fanno con la maggioranza allargata e non con le opposizioni allargate".

"Quella di Bersani - dice il ministro - sembra la riproposizione di ciò che aveva fatto Casini a dicembre scorso e che non era durato nemmeno un mese. Una cosa destinata a fallire. Là fu una maionese impazzita e qui si sta cercando di aggiungere alla maionese una punta di aceto...". Un atteggiamento negativo che per primo ha espresso, a strettissimo giro, anche da Italo Bocchino. Si tratta di una "ipotesi lunare, che appartiene alla fantapolitica", ha detto pochi minuti dopo l'intervista di Bersani all'Ansa. "E' una proposta che va respinta al mittente senza se e senza ma. Bersani è un nostro avversario politico. La nostra casa è il Pdl che insieme alla Lega deve continuare a sconfiggere il centrosinistra". Anche Granata è sulla stessa linea."Seguiamo la nostra strada, leali al centrodestra ma fermi sui nostri principi e valori". Insomma nessuna possibilità di apertura di un confronto. Ancor più netto e duro il commento del ministero Ronchi che parla di una "volgare provocazione"."Le parole di Bersani sono una offesa all'intelligenza e una volgare provocazione rivolta a una intera comunità politica".

"Scaricare la debolezza politica e culturale del partito democratico su una questione che riguarda il dibattito interno al Pdl - attacca Ronchi - è ridicolo e fa capire la pochezza progettuale della sinistra italiana". Per il ministro Gianfranco Rotondi "si è nel campo della pura fantasia" mentre Margherita Boniver respinge l'affermazione sulla "deriva del Pdl". Dal centrosinistra arriva la risposta agrodolce di Antonio Di Pietro che rivendica come sua la proposta del "patto" lanciata oggi, "con la carta carbone" da Bersani. Ma poi chiede che entro l'anno si individui il candidato premier delle opposizioni, una "figura di sintesi". Montezemolo? " Non lo tirerei per la giacchetta. Occorre cercare tra quelli che vogliono partecipare attraverso un percorso trasparente". La proposta Bersani ha comunque due facce: l'appello all'unità delle opposizioni e la proposta del "patto".

Cladudio Fava (Sal) dice sì al richiamo all'unità delle opposizioni "Proprio oggi- dice - Nichi Vendola sollecitava il centrosinistra a partire dal vertice del Pd a darsi una scossa e a promuovere gli Stati Generali dell'alternativa aperti a movimenti ed associazioni: 'ma cos'altro deve succedere perché tutti i protagonisti dell'alternativa tornino a discutere in un luogo plurale ed aperto?".Sulla stessa linea Paolo Ferrero a nome della Federazione della Sinistra."L'appello di Bersani rappresenta un importante passo nella direzione giusta", dice. E subito fa una proposta :"Diamo subito vita agli stati generali dell'opposizione".

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