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Cassazione, Mills fu teste reticente

Lo sottolinea la Cassazione in motivazioni con cui dichiarò prescritto il reato di corruzione

21 aprile, 19:27
David Mills
David Mills
Cassazione, Mills fu teste reticente

 ROMA  - "Il fulcro della reticenza di David Mills, in ciascuna delle sue deposizioni, si incentra nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società offshore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti". Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni, appena depositate, con le quali lo scorso 25 febbraio ha dichiarato prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari nei confronti dell'avvocato inglese David Mills, negandogli, però, l'assoluzione.

Inoltre le sezioni unite penali della Cassazione - nella sentenza 15208 - spiegano che Mills, con le sue deposizioni ai processi 'Arces' e 'All Iberian', aveva favorito Berlusconi tacendo la riconducibilità a lui delle società del cosiddetto comparto B del gruppo Fininvest. Questo in quanto "si era reso necessario distanziare la persona di Silvio Berlusconi da tali società, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all'estero e la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Piersilvio Berlusconi".

FAVORI' ASSOLUZIONE BERLUSCONI IN 'ARCES' - La Cassazione - nella sentenza 15208 - depositata oggi con le motivazioni sul caso Mills sottolinea che lo stesso legale inglese, ideatore del sistema di società offshore del gruppo Fininvest, "non aveva comunicato, sentito come testimone il 20 novembre 1997 e il 12 e 19 gennaio 1998, i nomi dei soci da lui conosciuti, e così era stato reticente rispondendo alle domande concernenti la proprietà delle società offshore di Fininvest, costringendo il tribunale a procedere in via induttiva, con la conseguenza che proprio la carenza di prova certa sul punto aveva determinato, nel processo 'Arces', l'assoluzione di Silvio Berlusconi in secondo grado e, definitivamente, in sede di giudizio di Cassazione". Il processo 'Arces' è quello ad alcuni finanzieri, corrotti per non approfondire indagini sulle società del gruppo Fininvest.

"CORRETTO OPERATO GIUDICI MILANESI" - Per la Cassazione la sentenza con la quale la Corte d'Appello di Milano, lo scorso 27 ottobre, aveva confermato la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione nei confronti dell'avvocato inglese David Mills, accusato di corruzione in atti giudiziari per aver ricevuto 600 mila dollari in cambio di testimonianze reticenti in due procedimenti sul gruppo Fininvest, ha una "struttura razionale" sorretta da un "apparato argomentativo logico e coerente, esteso a tutti gli elementi offerti dal processo". Invece, i legali di Mills si sono limitati a "sollecitare la rilettura del quadro probatorio" senza dimostrare le "asserite carenze argomentative" e suggerendo una "diversa ricostruzione del fatto, non "proponibile" in sede di giudizio di legittimità.

"GIUSTA CONDANNA A RISARCIRE PALAZZO CHIGI"  - L'avvocato inglese David Mills, "con il suo comportamento configurante reato, ha cagionato alla pubblica amministrazione un danno di natura non patrimoniale" per la lesione "all'integrità della propria immagine" nei confronti della società e delle istituzioni. Lo sottolinea la Cassazione - nella sentenza 15208 - spiegando perché ha confermato la condanna a carico di Mills a risarcire con 250 mila euro Palazzo Chigi. Mills era imputato di corruzione in atti giudiziari, ma il reato è stato dichiarato prescritto.

Il danno provocato da Mills - afferma la Cassazione, convalidando quanto già stabilito dai giudici di Milano - "deriva dalla lesione degli interessi di imparzialità e di buon andamento nell'amministrazione della giustizia (rappresentata dalla presidenza del Consiglio dei ministri), risultando seriamente leso un diritto inviolabile riconosciuto dalla Costituzione". In pratica - secondo la suprema Corte - Mills, con le sue testimonianze reticenti nei processi 'Arces' e 'All Iberian', ha danneggiato il regolare corso della giustizia. "I parametri adottati ai fini della liquidazione in via equitativa non sono stati riferiti alla gravità della condotta del Mills" spiega la Cassazione disattendendo la tesi difensiva del legale inglese in base alla quale la condanna al risarcimento avrebbe avuto una "funzione punitiva" non consentita dalle leggi. In proposito, i supremi giudici spiegano che il fondamento della condanna a risarcire Palazzo Chigi con 250 mila euro sta "nell'importanza del processo, nel rilievo dei personaggi coinvolti e nel clamore mediatico che ha accompagnato tutta la vicenda (stante la rilevanza del ruolo sociale e pubblico dei protagonisti e l'entità del discredito proiettato verso l'esterno per effetto dei mezzi di informazione)", tutti "elementi idonei e sufficienti a giustificare il pregiudizio derivato all'Amministrazione senza necessità di ulteriore dimostrazione".

FININVEST FINANZIO' CRAXI - La Cassazione ricorda la reticenza dell'avvocato inglese David Mills sulla "identità delle proprietà delle società offshore del cosiddetto gruppo Fininvest B" anche a proposito del processo 'All Iberian' nel quale la suprema corte sottolinea che Silvio Berlusconi è stato prescritto ma non assolto. "I fatti relativi all'illecito finanziamento a favore di Bettino Craxi da parte di Fininvest, tramite 'All Iberian', erano stati, sulla base di plurime prove testimoniali e documentali, definitivamente dimostrati (visto che la sentenza di primo grado, di condanna dei vertici della società e fra di essi di Silvio Berlusconi, non è stata riformata nel merito ma per intervenuta prescrizione)". Così come è accertato - prosegue la Cassazione - "che 'All Iberian' e le società offshore collegate erano state costituite su iniziativa del gruppo Fininvest" e 'All Iberian' "era stata utilizzata quale tesoreria delle altre offshore inglesi costituite per conto del gruppo Fininvest e dallo stesso finanziate anche tramite 'Principal Finance', adoperata come ponte anche dalla 'Silvio Berlusconi Finanziaria', tesoreria estera del gruppo". Su 'All Iberian' transitarono i soldi arrivati al Psi di Bettino Craxi.

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