Mafia, chiesti 11 anni per Dell'Utri
Il senatore e' sotto processo a Palermo per concorso in associazione mafiosa
16 aprile, 19:51Correlati
PALERMO -Mentre il procuratore generale tentava di ricapitolare 15 anni di processo, l'imputato Marcello Dell'Utri, "in politica - come ripete lui stesso - per difendersi dai guai giudiziari", mangiava sfincione, tipica pizza palermitana, a Porta Carbone, bettola a due passi dal porticciolo della Cala. Uno spuntino veloce che non ha impedito al senatore del Pdl, accusato di concorso in associazione mafiosa, di tornare al palazzo di giustizia ad ascoltare la richiesta di condanna a 11 anni di carcere con cui il pg Nino Gatto ha chiuso la sua lunga requisitoria.
Una pena più aspra di quella decisa dai giudici di primo grado che condannarono il politico a 9 anni. "Perché nel frattempo - ha spiegato il magistrato - il quadro accusatorio si è aggravato". L'allusione è all'apparizione a sorpresa, a dibattimento d'appello quasi chiuso, del pentito Gaspare Spatuzza che ha raccontato dei presunti rapporti tra Dell'Utri e i capimafia di Brancaccio e delle confidenze ricevute dal boss Giuseppe Graviano che, al settimo cielo, gli avrebbe rivelato che grazie al senatore e a Silvio Berlusconi "finalmente la mafia aveva il Paese nelle mani".
Elementi ulteriori, quelli portati dal collaboratore di giustizia, a cui, secondo il pg, si aggiungerebbero intercettazioni nuove che proverebbero il piano ordito da Dell'Utri per screditare tre dei pentiti che l'avevano accusato in primo grado (piano costato al politico un processo per calunnia, conclusosi, però, con l'assoluzione). Per Gatto ce ne é abbastanza per parlare di "attitudine dell'imputato a inquinare le prove". "E poi - dice il pg alla corte d'appello - pubblici ufficiali accusati di collusione con la mafia sono stati condannati a pene esemplari". Undici anni per "un politico che per una vita ha avuto rapporti con Cosa nostra", dunque, sarebbero "una condanna giusta".
Il commento di Dell'Utri segue a ruota, mentre ancora gli avvocati di parte civile stanno concludendo associandosi alle richieste della pubblica accusa. Sorridendo, replica: "la Procura generale ci ha aggiunto gli interessi: due anni, visto quanto è durato il processo". "Ma - aggiunge - questa è soltanto la richiesta di una parte. Vedremo come deciderà la corte". E ai cronisti che gli chiedono come abbia preso le valutazioni di Gatto sui nuovi elementi comparsi in appello risponde: "veramente non li ho nemmeno sentiti. Mangiavo lo sfincione. Buonissimo". Certo di riuscire a digerire la pesantissima pizza a base di cipolla, nonostante l'aggravamento di pena sollecitato dal pg, l'imputato confida nella "serenità" del giudizio. Una serenità che, a suo dire, sarebbe mancata nel primo processo. Dove - commenta - "più che un fumus persecutionis c'era una vampa, un incendio". Sull'esito del dibattimento Dell'Utri non vuole fare pronostici. Un annuncio, però, il senatore lo fa: "se esco da questa cosa, posso pure lasciare l'incarico. Tanto l'ho già detto: ho scelto la politica solo per difendermi dai processi".







