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Riforme: Lega accelera. Napolitano, serve condivisione

07 aprile, 23:04

ROMA - La Lega accelera sulle riforme costituzionali. Dopo la cena di ieri ad Arcore, il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, va al Quirinale e consegna al presidente della Repubblica una prima bozza contenente i cardini della riforma della maggioranza. Linee guida condivise nel centrodestra ma sulle quali, spiega il premier Silvio Berlusconi, non è bene accelerare prima di un confronto con i partiti. Tanto più che il Capo dello Stato ribadisce la necessità di cercare "la più larga condivisione in Parlamento" su un argomento come questo, complesso e delicato.

Insomma il Carroccio morde il freno ma in ogni caso viene confermato da più parti nel centrodestra che alla cena di ieri, alla quale hanno partecipato non solo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il leader della Lega Umberto Bossi, ma anche i coordinatori del Pdl Sandro Bondi e Ignazio La Russa, la maggioranza avrebbe trovato una prima intesa, che vedrebbe favorevole anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, su almeno tre linee guida delle riforme: il semi-presidenzialismo, la riduzione del numero dei parlamentari e la fine del bicameralismo perfetto con il Senato federale. Punti contenuti nella bozza messa a punto dal ministro della Semplificazione Roberto Calderoli e consegnata a Napolitano con una iniziativa che, però, il premier definisce autonoma da parte del leghista. Tanto più che anche nel Pdl si sta lavorando a un testo di riforma. Una proposta che stanno mettendo a punto i senatori Maurizio Gasparri e Gaetano Quaglieriello che toccherebbe comunque anche la riforma fiscale e quella della giustizia. Inoltre anche il presidente della Camera dirà la propria sulla questione domani a un convegno della Fondazione 'FareFuturo' improntato sull'ipotesi che il modello francese sia una buona formula anche per il nostro Paese. La fuga in avanti del Carroccio, comunque, conferma la volontà del partito di giocare un ruolo da protagonista nella partita anche se dal Pdl si sottolinea come la regia sia e resti nelle mani di Berlusconi.

Nel colloquio di una ventina di minuti tra Calderoli e il presidente della Repubblica, tra l'altro, Napolitano è tornato ad auspicare cautela in un campo "di speciale complessità e delicatezza" come quello delle riforme. E a sottolineare "la necessità e le possibilità di ricerca della più larga condivisione in Parlamento sulle scelte da compiere" in questo settore. Va in questo senso l'appello del coordinatore del Pdl Sandro Bondi che nell'intervento all'ufficio di presidenza del suo partito ha sottolineato che "il Pdl auspica che l'opposizione non si defili dalle responsabilità di contribuire a scrivere le regole fondamentali delle istituzioni in un dibattito costruttivo con la maggioranza e il governo". Dibattito che però l'opposizione rivendica possa avvenire solo in Parlamento. Su questo insistono Pd, Idv e Udc che per il momento non chiudono del tutto la porta.

BERSANI A MAGGIORANZA, SUBITO SENATO FEDERALE - Varare subito il Senato federale e il taglio del numero dei parlamentari, unici due temi su cui "il centrodestra ha parole uniche" e su cui il Pd è d'accordo: il segretario dei Democrati, Pier Luigi Bersani, incalza così la maggioranza l'indomani del vertice tra Lega e Pdl ad Arcore. "Noi la nostra agenda ce l'abbiamo - spiega ai cronisti che lo attendono sotto la sede del Pd - nella maggioranza si chiariscano", fermo restando che il Paese ha "altre urgenze, e cioé quelle sociali". Il vertice di Arcore, ha detto Bersani ai giornalisti, "si è concluso nel modo che mi aspettavo, nel senso che questi incontri non si concludono mai con qualcosa di leggibile e significativo, ed io e il mio partito non vogliamo farci prendere in inutili chiacchiere". "Le nostre idee e le nostre proposte - ha proseguito Bersani - sono note da tempo, loro si chiariscano e avanzino le loro, e poi se ne discuterà nelle commissioni parlamentari, senza dimenticare che questo paese ha altre urgenze, e cioé quelle sociali". Bersani incalza poi la maggioranza con una proposta specifica: "Sul Senato federale e sul taglio del numero dei parlamentari - osserva - mi sembra di capire che il centrodestra ha parole univoche: bene, cominciamo subito da questi due punti". "Noi la nostra agenda ce l'abbiamo - ricorda infine Bersani - e riguarda la legge elettorale, una legge sui partiti, ed anche il tema dei costi della politica, parametrandoci ai principali paesi europei". MAGGIORANZA CHIARISCA SU LEGGE ELETTORALE - Il centrodestra deve chiarire se c'é la disponibilità a discutere sulla riforma elettorale, partendo dal principio che occorre ridare agli elettori la possibilità di scegliere il proprio deputato, ha detto ancora il segretario del Pd parlando con i cronisti che lo attendevano sotto la sede del partito. I giornalisti hanno chiesto a Bersani se il Pd ha già pronta una propria proposta in tema di riforma elettorale: "La domanda preliminare - ha replicato Bersani - è un'altra: il centrodestra accetta di discutere questa riforma, secondo il principio di ridare ai cittadini il diritto di scelta?". "Se si accetta di discuterne - ha proseguito il segretario del Pd - allora va bene, e noi ci attrezzeremo, altrimenti sono solo chiacchiere. Mi pare che Berlusconi abbia detto che l'attuale legge andava bene, cosa su cui non siamo affatto d'accordo". Bersani ha quindi ridimensionato il dibattito interno sulla riforma elettorale, tra quanti propongono un ritorno al proporzionale, e quanti temono che questo comporti l'abbandono del bipolarismo: "Il bipolarismo - ha detto Bersani - c'é, e noi possiamo anche discutere su come articolarlo meglio. Ma la domanda preliminare è: se ne può discutere?".

 

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