Papa: intransigenti con il peccato, anche il nostro
Ratzinger all'indomani della sua lettera sullo scandalo della pedofilia che ha travolto la Chiesa in Irlanda
21 marzo, 15:34Correlati
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CITTA' DEL VATICANO - "Invochiamo umilmente il perdono (di Dio) per le nostre mancanze e chiediamo la forza per crescere nella santità": è quanto ha auspicato oggi Benedetto XVI nel saluto ai pellegrini di lingua inglese durante l'Angelus domenicale di piazza San Pietro.
INTRANSIGENTI CON PECCATI MA INDULGENTI CON PERSONE - "Intransigenti con il peccato, anche il nostro", ma "indulgenti con le persone": è quanto ha indicato Papa Benedetto XVI oggi durante l'Angelus domenicale, all'indomani della lettera scritta sullo scandalo della pedofilia che ha travolto la Chiesa in Irlanda. Prendendo spunto dal brano evangelico dell'adultera, e della famosa frase di Cristo, 'chi e' senza peccato lanci la prima pietrà, Ratzinger ha esortato ad imparare "dal Signore Gesù a non giudicare e a non condannare il prossimo". "Impariamo - ha detto - ad essere intransigenti con il peccato, a partire dal nostro!, e indulgenti con le persone". "Ci aiuti in questo - ha invocato - la santa Madre di Dio che, esente da ogni colpa, è mediatrice di grazia per ogni peccatore pentito". Ratzinger non ha fatto alcun riferimento diretto alla lettera - pubblicata ieri - agli irlandesi, in cui, con accenti forti, afferma che chi ha peccato nella Chiesa dovrà risponderne davanti a Dio e ai tribunali umani. Tuttavia, il brano odierno del Vangelo di San Giovanni, gli ha dato lo spunto per tornare sull'argomento delle colpe umane, ma anche del perdono divino. "Mentre sta insegnando nel Tempio, gli scribi e i farisei - ha spiegato stamane Benedetto XVI alle migliaia di fedeli presenti a piazza San Pietro - - conducono a Gesù una donna sorpresa in adulterio, per la quale la legge mosaica prevedeva la lapidazione. Quegli uomini chiedono a Gesù di giudicare la peccatrice con lo scopo di 'metterlo alla prova' e di spingerlo a fare un passo falso". "La scena - ha proseguito - è carica di drammaticità: dalle parole di Gesù dipende la vita di quella persona, ma anche la sua stessa vita. Gli accusatori ipocriti, infatti, fingono di affidargli il giudizio, mentre in realtà è proprio Lui che vogliono accusare e giudicare. Gesù, invece, è 'pieno di grazia e di verita'': Egli sa che cosa c'é nel cuore di ogni uomo, vuole condannare il peccato, ma salvare il peccatore, e smascherare l'ipocrisia".







