Oggi Pdl in piazza premier: festa per 500 mila
Due i cortei che attraverseranno la Capitale. Berlusconi parlera' in piazza San Giovanni
20 marzo, 11:33Correlati
ROMA - Dare un segnale di compattezza attorno a Silvio Berlusconi e di fiducia nel Governo. Questo l'obiettivo della manifestazione di oggi indetta dal Popolo delle Libertà, pronto a radunarsi a Piazza San Giovanni. Il premier salirà sul palco alle 17,
insieme con 13 candidati del Pdl alle regionali e con alcuni membri dell'esecutivo. Tra loro dovrebbe esserci anche Umberto
Bossi, la cui presenza non era stata assicurata fino a ieri sera. Due i cortei nella Capitale, uno che partirà dal Circo
Massimo e un altro dalla metro di Colli Albani. Una festa del popolo, la definisce la maggioranza, che si aspetta in piazza
500mila persone.
IL PD NON TEME LA PIAZZA, E' CHIAMATA CONTRO ASTENSIONISMO - Ad una settimana di distanza da piazza del Popolo, il Pd non teme piazza San Giovanni. "Berlusconi è in difficoltà, teme l'astensionismo al sud ed il voto alla Lega al nord, alzerà ancora di più i toni come ultima chiamata alle armi", è la valutazione dei vertici del Pd
PDL IN PIAZZA: TUTTI I NUMERI DELLA MANIFESTAZIONE
- Ultimi ritocchi da parte della task force del Pdl per preparare la mega-manifestazione di domani a San Giovanni. I numeri dell'organizzazione sono esemplificativi dello sforzo in atto.
- MEZZO MILIONE DI PERSONE: E' l'obiettivo al quale, non ufficialmente, puntano gli organizzatori della manifestazione.
- TREMILA PULLMAN: Sono circa tremila i pullman messi a disposizione per portare a Roma i partecipanti alla manifestazione.
- TRE PUNTI DI RACCOLTA: I partecipanti alla manifestazione si raduneranno in 3 punti cardine della città di Roma. Le stazioni della metro Anagnina e Colli Albani e il Circo Massimo.
- DUE CORTEI: Attraverseranno tutta la città e convergeranno in piazza San Giovanni. A capo di quello che parte dalla stazione Colli Albani ci saranno i ragazzi di Giovane Italia
- 384 METRI QUADRI: Il palco sarà lungo 24 metri per 16 metri. E' più grande di quello allestito per la manifestazione della Casa delle Libertà il 2 dicembre 2006. Per realizzarlo sono stati impiegati 1500 quintali di tubi, 100 di alluminio. 1.200 i kw messi a disposizione dai generatori.
- DUE MEGA SCHERMI: Ai lati del palco saranno istallati due schermi giganti di 6 metri per 8. La regia prevede l'impiego di 12 telecamere, di cui due che potranno raggiungere i 40 metri d'altezza per le panoramiche.
- QUATTRO CHILOMETRI: L'area sarà interamente recintata. Le transenne messe in fila raggiungerebbero i 4 chilometri. 150 gli operai ed i tecnici al lavoro per allestire le strutture
- UN TRICOLORE DI 500 METRI: La piazza sarà in parte occupata da un mega tricolore lungo 500 metri e largo otto. L'iniziativa é del presidente della commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli. La bandiera sarà sollevata da 400 simpatizzanti e occuperà mezzo chilometro di strada.
- 14 GAZEBO: Ai piedi del palco saranno allestiti 13 spazi per le regioni nelle quali si vota ed uno a disposizione dei Promotori della Libertà. Due palchi minori saranno invece a disposizione di GIovane Italia e Club della Libertà.
- DUE SALE STAMPA: Due container alle spalle del palco saranno a disposizione dei giornalisti delle agenzie di stampa e delle radio. Nel prato allestito anche un ospedale da campo in supporto alle ambulanze.
BERLUSCONI, NUOVO ATTACCO A GIUDICI ED AUTHORITY - "Nell'autorità per le comunicazioni non vince il buon senso, ma l'appartenenza politica: esattamente come nei nostri tribunali in cui non si esaminano più meriti o demeriti di qualcuno, ma si danno dei giudizi in base all'appartenenza politica dei giudici e ciò che conviene alla sinistra politicizzata della magistratura". Nuovo affondo del premier Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa a palazzo Chigi, al termine della riunione del Consiglio dei ministri. "Questa è una cosa di cui ci occuperemo nei prossimi tre anni - ha detto il permier - con una grande e radicale riforma della giustizia", giustizia che attualmente "mette in questo pericolo la nostra democrazia".
"Noi continuiamo a lavorare nonostante i giornali e le televisioni siano stati riempiti da temi che la magistratura di sinistra ha abilmente messo in campo", ha ribadito ancora Berlusconi a proposito delle ultime inchieste avviate galla magistratura.
"Sono esterrefatto che continuino ad arrivare sentenze di giudici che di fronte al diritto dei cittadini guardino alla burocrazia", ha aggiunto il presidente del Consiglio, riferendosi in particolare all'esclusione della lista del Pdl della provincia di Roma per le elezioni regionali del Lazio. "Non c'é colpa o responsabilità alcuna dei nostri delegati - ha aggiunto il premier -. Lo ribadisco perché ormai si è diffusa questa opinione" anche da parte di "organi di stampa vicini a noi". "Il giudice avrebbe dovuto con forza richiamare il nostro delegato alla presentazione", ha concluso Berlusconi.
INTERVENTO AGCOM DOVEROSO MA UDC DISSE NO - "Io ho solo cercato, in maniera corretta, di provocare un intervento doveroso della Autorità delle Comunicazioni. Mi è stato risposto che non era possibile. Perché, al di là di ogni ipocrisia per cui queste sono autorità indipendenti, un membro nominato da un partito e che rispondeva all'Udc non faceva maggioranza con gli altri. Quindi in queste autorità non vince il buon senso ma l'appartenenza politica", ha detto Berlusconi parlando delle intercettazioni nell'inchiesta di Trani che hanno coinvolto l'Agcom.
BALDUCCI? SCELTO DA GOVERNO PRECEDENTE - "Ricordo che Balducci non l'abbiamo nominato noi, ma il precedente governo e dato che non facciamo piazza pulita degli uomini nominati lo abbiamo lasciato al suo posto", ha detto il premier a proposito dell'inchiesta sugli appalti per il G8.
DI PIETRO?EDUCAZIONE NON MI CONSENTE DI NOMINARLO - "Mi sembra di aver sentito dire da quel signore, che la mia personale educazione non mi consente di definire e che si chiama Di Pietro, che sono i magistrati che compiono queste operazioni e a loro va il merito della lotta alla criminalità organizzata". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, aggiungendo: "C'é da spiegare perché questi stessi magistrati non abbiamo fatto altrettanto con i precedenti governi: ricordo che Bertolaso era commissario in Campania anche prima. La differenza sta evidentemente nel manico: il manico di questo governo è un manico che si fa sentire giornalmente nella lotta alla criminalità organizzata".
BERSANI, SE RAPPORTO POLITICA-GIUSTIZIA PATOLOGICO,COLPA PREMIER - "Si è creato un rapporto patologico tra politica e giustizia derivante anche dal carattere del nostro premier che reagisce con frastuono alle inchieste e causa
una rissa tra istituzioni e Stato". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, in un'intervista a Studio Aperto, risponde alla domanda se l'alto numero di inchieste a ridosso del voto sia dovuto ad un corto circuito tra politica e magistratura. "L'unica cura a questa situazione - sostiene Bersani - sarebbe che il governo fa il suo lavoro...così si sistemerebbero tante cose".
CASINI,SU VIETATO VIETARE PREMIER HA CAMBIATO IDEA - "Ricordo che Berlusconi scese in campo con lo slogan vietato vietare: condividevo quello spirito, poi si vede che col tempo ha cambiato idea". Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini interviene da Napoli nel dibattito legato alle pressioni che il premier Silvio Berlusconi avrebbe esercitato sull'Agcom per far sospendere la messa in onda di Anno Zero, dopo che lo stesso Berlusconi oggi ha rivelato che l'Autorità per le comunicazioni non intervenne a causa del mancato appoggio da parte di un suo componente indicato dall'Udc. "Voglio - ha sottolineato Casini - continuare a vedere Santoro in tv dissentendo da lui. Con Berlusconi condividiamo il giudizio negativo su Santoro e sulle sue trasmissioni ma la differenza tra me e lui è che io ritengo che sia importante per la mia libertà continuare a vedere in tv anche le persone che dicono cose a me sgradite e che non condivido. La censura - ha concluso Casini - non è una soluzione".
'FURTO' DI ATTI, INDAGATI DUE CRONISTI DI REPUBBLICA - L'ipotesi di reato per i giornalisti di Repubblica Francesco Viviano e Giuliano Foschini, indagati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Trani Rai-Agcom, è furto pluriaggravato e pubblicazione arbitraria di atti segreti. Lo si èappreso stamani da fonti giudiziarie. Dalle stesse si è saputo che quanto prima saranno ascoltati altri giornalisti. Sulla vicenda del furto di atti dall'ufficio del gip Roberto Olivieri Del Castillo la scorsa notte sono stati ascoltati dalla polizia alcuni impiegati e dipendenti del Tribunale di Trani.








