Trani, Alfano: ispettori per punire le talpe dell'inchiesta
Santoro, pressioni su Annozero di dominio pubblico
16 marzo, 15:31
ROMA - "Gli ispettori da oggi hanno cominciato a lavorare senza interferire nell'inchiesta per contribuire all'accertamento di quanto accaduto principalmente in riferimento alla presenza di talpe, che ci auguriamo vengano immediatamente individuate e punite". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, uscendo da San Macuto e commentando la scelta di inviare degli ispettori alla Procura di Trani. Secondo il ministro "é un elemento di serenità e garanzia per tutti i cittadini essere consapevoli che quando vi è qualcuno che rivela i segreti d'ufficio e fa la talpa negli uffici giudiziari i magistrati stessi se ne occupano anche col sostegno di altri magistrati".
SANTORO, PRESSIONI SU ANNOZERO DI DOMINIO PUBBLICO - "Le pressioni che si sono svolte nei confronti di Annozero credo che siano pressioni di dominio pubblico che vanno avanti dall'Editto bulgaro in poi". Così Michele Santoro ha risposto alle domande dei cronisti subito dopo essere stato ascoltato, per circa due ore, in procura a Trani nell'ambito dell'inchiesta Rai-Agcom. Santoro non ha voluto fornire alcun particolare sul contenuto della sua deposizione testimoniale. Sulle presunte pressioni subite ha detto: "Basta leggere i giornali e le dichiarazioni del presidente del Consiglio, e non solo, per comprendere quale sia stata la pressione politica esercitata nei confronti della nostra trasmissione affinché non andasse in onda".
SACCONI, PREMIER INDAGATO E' CAMPAGNA ELETTORALE - "Sono espressioni della campagna elettorale e della lotta politica". Così il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, a Napoli, commenta l'inchiesta della Procura di Trani che vede indagato Silvio Berlusconi. A una domanda su come il ministro valuti il contenuto delle intercettazioni, Sacconi ha ripetuto: "Espressioni della campagna elettorale".
BERLUSCONI INDAGATO PER CONCUSSIONE E MINACCE
dell'inviato Roberto Buonavoglia
TRANI - Silvio Berlusconi è indagato. Non solo per concussione, come si ipotizzava nei giorni scorsi, ma anche per 'violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario', reati compiuti ai danni dell'ufficio del Garante per le Comunicazioni. Nel registro degli indagati c'é anche il nome del commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi, accusato di favoreggiamento personale in relazione alle dichiarazioni fatte nel corso di un'audizione dinanzi agli investigatori tranesi in cui avrebbe negato di aver ricevuto pressioni dal premier per chiudere Annozero. Ed è indagato anche il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per aver rivelato il contenuto dell'audizione a cui era stato sottoposto a Trani come testimone, violando l'obbligo alla riservatezza impostogli dal pm per la vicenda delle carte di credito American Express sulla quale la procura stavo svolgendo accertamenti.
La posizione più grave sembra quella del premier a cui vengono contestati reati gravi, ma tutti da verificare, puniti con pena compresa tra quattro e 12 anni la concussione, da uno a sette anni la violazione dell'articolo 338 del Codice penale, che riguarda le minacce. A Berlusconi la procura ha comunicato formalmente, quasi in tempo reale, i reati per i quali è indagato.
Lo ha fatto rispondendo ai legali del premier, Filiberto Palumbo e Niccolò Ghedini, che avevano chiesto notizie ufficiali sul coinvolgimento del capo del governo nell'indagine, dopo giorni di indiscrezioni pubblicate dai giornali. E in serata Ghedini è sceso in campo in difesa del premier: "Se davvero a Trani si prospetta nei confronti del Presidente Berlusconi la concussione e la violenza o minaccia a corpo politico, amministrativo o giudiziario - ha detto - si è fuori da ogni logica e in una situazione giuridicamente inconcepibile e intollerabile". Ed ha aggiunto: "La tesi non è soltanto destituita di ogni fondamento in fatto ma è contraria al buon senso e a ogni possibile ipotesi contenuta nel codice. Che una simile contestazione sortisca proprio a pochi giorni dalle elezioni e con continue fughe di notizie, che non possono che provenire dall'interno, non sorprende ma vi dovrebbe essere un limite alla fantasia giuridica della magistratura. E' evidente che la competenza territoriale non puòche essere della Procura di Roma ed è ovvio che tutti gli atti di indagini in corso sono in violazione di legge, così come è altrettanto evidente che se non si trattasse del Presidente Berlusconi si sarebbe già addivenuti ad una immediata archiviazione".
Le ipotesi di reato contestate a Berlusconi ai danni dell'Ufficio del Garante delle Comunicazioni sono legate alle pressioni esercitate dal premier per fermare Annozero. Proprio domani il presunto pressing esercitato per stoppare il programma della Rai sarà al centro dell'audizione di Michele Santoro, convocato in procura per essere ascoltato come testimone. Il conduttore consegnerà ai magistrati tranesi una serie di lettere aziendali e, probabilmente, annuncerà che intende costituirsi parte civile.
Sempre oggi comincia nella procura di Trani l'ispezione ordinata dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha denunciato "gravi patologie" nella conduzione dell'inchiesta Rai-Agcom: la competenza territoriale, l'abuso delle intercettazioni e la rilevazione del segreto istruttorio. I quattro pm del pool che indaga sulla vicenda ostentano serenità, così come il loro capo, Carlo Maria Capristo. Ai giornalisti il procuratore assicura che "l'arrivo degli ispettori non turba la nostra serenità", giura che nel pool "non c'é nessuna frattura" e promette che troverà la talpa che ha rivelato le notizie ai giornalisti.
Sembra così rispondere a distanza al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che prima, dalla vicina Bari, aveva assicurato che "gli ispettori non interferiranno" con l'inchiesta che, "deve andare avanti", avvertendo però che sulle fughe di notizie ci vuole maggiore "serietà" e che devono essere gli stessi magistrati a cercare le talpe responsabili della pubblicazione di notizie segrete.








