Rai-Agcom: Alfano invia gli ispettori, anche ministri nelle intercettazioni
Procura pugliese nel mirino del ministro Alfano
14 marzo, 13:19
(dell'inviato Roberto Buonavoglia)
Un'ispezione ministeriale nella procura di Trani: il guardasigilli, Angelino Alfano, annuncia la sua decisione dopo le rivelazioni sull'indagine nella quale il premier, Silvio Berlusconi, sarebbe indagato assieme al componente dell'Agcom Giancarlo Innocenzi, mentre non risulterebbe iscritto il nome del direttore del Tg1, Augusto Minzolini. ''Inizieremo lunedi''', ha detto il capo degli ispettori ministeriali, Arcibaldo Miller.
Nelle intercettazioni, intanto, compaiono anche altri nomi 'eccellenti'. Si tratta, secondo quanto si apprende da fonti vicine alle indagini, del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e di quello dei Beni Culturali, Sandro Bondi. I due esponenti di Governo sono stati ascoltati 'indirettamente' mentre parlavano al telefono con persone nei confronti delle quali la magistratura tranese aveva disposto le intercettazioni. Ma poiche' - viene sottolineato - il contenuto delle conversazioni non ha alcuna rilevanza penale, le intercettazioni non saranno trascritte e sara' disposta la loro distruzione. Tornando alla posizione del premier Berlusconi, il reato ipotizzato a suo carico sarebbe la concussione per le presunte pressioni esercitate per far chiudere Annozero. Piu' soft sarebbe invece la posizione di Innocenzi. Nei suoi confronti - secondo notizie non confermate ufficialmente - il pm Michele Ruggiero avrebbe inizialmente ipotizzato il favoreggiamento personale per la presunta reticenza dimostrata dal componente dell'Agcom nell'interrogatorio cui fu sottoposto a Trani il 17 dicembre scorso. A Innocenzi il pm chiese esplicitamente se avesse mai subito pressioni per 'addomesticare' o 'spegnere' programmi televisivi scomodi. Il teste escluse a verbale ogni forma di pressing, senza sapere che le sue conversazioni telefoniche erano state registrate dalla guardia di finanza di Bari. Da qui la presunta iscrizione nel registro degli indagati prima per favoreggiamento, poi per concorso in concussione assieme a Berlusconi. Ma se sull'esistenza dell'indagine a carico del premier e di Innocenzi manca solo l'ufficialita', fonti giudiziarie tranesi escludono che sia iscritto nel registro degli indagati il nome del direttore del Tg1 Minzolini. Sulla 'vicenda Minzolini' le fonti parlano esplicitamente di una ''fantasiosa ricostruzione giornalistica''. Non e' neppure vero, almeno fino ad oggi, che la procura abbia chiesto al gip di adottare misure interdittive nei confronti degli indagati. In procura si vocifera che il pm Ruggiero fosse in procinto di inviare al gip richieste di interdizioni dopo aver ricevuto il 5 marzo scorso dalla Guardia di finanza i verbali di trascrizioni di tutte le intercettazioni telefoniche. Dopo le rivelazioni pubblicate venerdi' da 'Il fatto quotidiano' non si sa se il pm e il procuratore abbiano ancora intenzione di inviare al giudice le richieste cautelari. ''L'inchiesta di Trani - si lamenta Alfano - evidenzia almeno tre gravissime patologie che sono chiare anche allo studente che affronta all'universita' l'esame di procedura penale. E cioe': un problema gravissimo di competenza territoriale, un secondo problema di abuso delle intercettazioni e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d'ufficio''. Problema, quello della competenza, che il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, si e' posto nelle riunioni avute con il pm inquirente, Michele Ruggiero, e con il procuratore aggiunto Francesco Giannella. Durante gli incontri i tre hanno concordato che, allo stato degli atti, la competenza e' della procura di Trani, anche se in futuro non si esclude l'invio degli atti ai pm romani. ''Oggi stesso - ha detto il Guardasigilli da Agrigento - inviero' gli ispettori a Trani per andare a verificare cosa e' successo. Ovviamente senza interferire nell'indagine, potere che non mi compete, ma solo per capire come possano verificarsi queste gravi patologie''. Assai piu' dura la reazione del premier Berlusconi: ''certa magistratura sta gettando fango su di noi dettando tempi e temi della campagna elettorale''. E ha liquidato la questione dicendo: ''Io mi occupo di cose serie e non di questioni ridicole e grottesche come questa''.
PROCURATORE TRANI, ISPETTORI NON CI FANNO PAURA - Non c'é nessun timore per gli ispettori che il Guardasigilli Angelino Alfano ha deciso di inviare alla Procura di Trani. A chiarirlo è il procuratore capo di Trani, Carlo Maria Capristo, in un'intervista a La Repubblica, nella quale ha detto "siamo a disposizione del Guardasigilli per tutti i chiarimenti che vorrà avere" e ha assicurato anche che "non c'é nessuna frattura all'interno dell'ufficio del pubblico ministero. Piuttosto armonia. Anzi, coesione".
Il procuratore ha precisato che i magistrati che seguiranno l'inchiesta saranno quattro, coordinati dal pm Michele Ruggiero. Capristo, poi, esclude che almeno per ora l'inchiesta possa essere trasferita in un'altra sede. "Al momento ci sono attività istruttorie che devono essere completate - afferma - credo quindi che le carte rimarranno dove sono". Infine, il procuratore ha annunciato di aver aperto un'inchiesta per individuare la fonte della fuga di notizie sull'inchiesta pugliese.







