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Legittimo impedimento Ok definitivo dal Senato

Il voto finale dopo la fiducia sui due articoli del testo che ora e' legge. Bagarre in aula

11 marzo, 13:36
Legittimo impedimento, il Senato vota la fiducia
Legittimo impedimento, il Senato vota la fiducia
Legittimo impedimento Ok definitivo dal Senato

 

di Anna Laura Bussa

ROMA - Il ddl sul legittimo impedimento incassa dal Senato ben due voti di fiducia che si concludono con un risultato 'fotocopia': 168 sì, 132 no e tre astenuti. E un via libera finale che ottiene 169 sì, 26 no e tre astensioni. Ora, la norma che 'trasforma' in legittimo impedimento ogni impegno istituzionale di presidente del Consiglio e ministri, è pronta a diventare legge: cosa che avverà dopo la firma dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. L'opposizione attacca e critica il testo che definisce in più occasioni "incostituzionalé, 'ennesima legge ad personam per il premier', 'vergogna per il Paese'. L'Idv passa anche ai fatti: in mattinata quasi tutti i dipietristi si siedono per terra, nel mezzo dell'emiciclo, con la Costituzione in mano.

La loro è una protesta silenziosa che non intralcia i lavori d'Aula. Pertanto il presidente del Senato Renato Schifani lascia correre e non li fa 'rimuovere' dai commessi, come chiedono a più riprese, invece, i colleghi alleati del Pd. Mauro Marino (Pd) cita addirittura "il bivacco" di mussoliniana memoria. Mentre Pietro Marcenaro minaccia di non cominciare il suo intervento "fino a quando l'Aula non verrà sgombrata". Schifani invita ad abbassare i toni e fa continuare il dibattito come nulla fosse. Alla ripresa dei lavori nel primo pomeriggio, però la protesta cambia: dopo essere "stati a digiuno per il pranzo", come assicura Elio Lannutti, tutti i senatori dell'Idv rispondono alle due chiame sulla fiducia indossando magliette con le scritte "Berlusconi fatti processare!" e "Basta con le leggi porcata!". E consegnando una copia della Costituzione al banco della presidenza. Ma il clima si infuoca durante le dichiarazioni di voto conclusive. Mentre interviene Nicola Latorre per i Democratici, tutti i senatori del Pd si alzano sventolando il fascicolo della Costituzione verso il centrodestra.

Ma è quando prende la parola il capogruppo del Pd Maurizio Gasparri che la situazione diventa incandescente. "Vergogna! Vergogna!" gridano gli esponenti dell'opposizione, mentre lui assicura che a queste regionali si confermerà "che il Pdl è il primo partito in Italia". E mentre ricorda che cinque anni fa venne eletto nel Lazio Piero Marrazzo, cosa per la quale il centrosinistra si dovrebbe "vergognare!", la risposta è un coro di: "Storace! Storace!". Gasparri se la prende anche con l'ex sottosegretario alla Giustizia Alberto Maritati: "Ricordati di quando facevi il magistrato in Puglia - gli dice - raccontaci come lo hai fatto e come sei venuto a Roma grazie a D'Alema!". L'opposizione va su tutte le furie. Gasparri, allora, con aria provocatoria, sorride e commenta: "Siete nervosi perché sapete che sappiamo approvare leggi giuste!". E il coro di protesta riparte. "Mentre il governo ha affrontato mille emergenze", insiste, "voi siete riusciti solo a coprire di rifiuti la Campania!". A questo punto in diversi nel Pd si alzano sfregando il pollice con indice e medio: il segno del denaro. Il riferimento è a quanto sta emergendo dall'inchiesta fiorentina.

La scena non è immortalata dalle telecamere: la maggioranza non ha voluto la diretta Tv. E il centrosinistra, si è diviso. Pd e Udc ci hanno ripensato. A chiederla era rimasta solo l'Idv. Di Pietro, però non si è perso d'animo e ha annunciato che sarebbe stato possibile assistere alla diretta dal suo blog. La tensione del dibattito non ha però fatto perdere ai senatori la voglia di ironizzare nei confronti degli avversari politici dando fondo a citazioni e molti parallelismi soprattutto con il mondo dei cartoon: da 'Alice nel Paese delle meraviglie' ai 'Promessi Sposi'. Per finire ai Puffi e a Willy il Coyote. Il presidente dei senatori dell'Udc Giampiero D'Alia paragona i legali del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo a Gargamella e Birba che "cercano di catturare i Puffi senza mai riuscirci". Mentre Berlusconi è come il coyote "che fa di tutto" per prendere lo struzzo 'Bip-pib, ma poi ''cade sempre nel canyon".

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