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Commissione Csm: premier denigra, democrazia a rischio

Pressante appello a istituzioni, domani vota plenum

10 marzo, 10:10
L'esterno di Palazzo dei Marescialli
L'esterno di Palazzo dei Marescialli
Commissione Csm: premier denigra, democrazia a rischio

ROMA - "Episodi di denigrazione e di condizionamento della magistratura e di singoli magistrati" sono "del tutto inaccettabili" perché cosi si mette "a rischio l'equilibrio stesso tra poteri e ordini dello Stato sul quale è fondato l'ordinamento democratico di questo Paese". E' quanto scrive la Prima Commissione del Csm nella pratica a tutela di diversi magistrati accusati da Silvio Berlusconi di agire per finalità politiche.

Il documento, approvato all'unanimità e che sarà discusso domani pomeriggio dal plenum, contiene anche un "un pressante appello a tutte le Istituzioni perché, sia ristabilito un clima di rispetto dei singoli magistrati e dell'intera magistratura, che è condizione imprescindibile di un'ordinata vita democratica".

"L'assunto di una magistratura requirente e giudicante che persegue finalità diverse da quelle sue proprie e, per di più, volte a sovvertire l'assetto istituzionale democraticamente voluto dai cittadini costituisce la più grave delle accuse - scrive la Commissione - ed integra, anche per il livello istituzionale da cui tali affermazioni provengono, una obiettiva e incisiva delegittimazione della funzione giudiziaria nel suo complesso e dei singoli magistrati". E il "discredito" gettato "sulla funzione giudiziaria nel suo complesso e sui singoli magistrati", può produrre, "oggettivamente, nell'opinione pubblica la convinzione che la magistratura non svolga la funzione di garanzia che le è propria, così determinando una grave lesione del prestigio e dell'indipendente esercizio della giurisdizione" Facendo proprie le preoccupazioni espresse in più occasioni dal Capo dello Stato, da ultimo nella sua lettera al vice presidente del Csm , i consiglieri affermano che per affrontare "serenamente le auspicate riforme in tema di giustizia è necessario il rispetto tra gli organi Istituzionali, che devono contribuire a garantire un clima sereno e costruttivo". "Non é ammissibile una delegittimazione di una Istituzione nei confronti dell'altra, pena - avverte la Commissione - la caduta di credibilità dell'intero assetto costituzionale". Ed "è indispensabile che non si ripetano episodi di denigrazione e di condizionamento della magistratura e di singoli magistrati", perché "lo spirito di leale collaborazione Istituzionale - implica necessariamente che nessun organo Istituzionale denigri liberamente altra funzione di rilevanza costituzionale".

ELOGI A COMPOSTEZZA TOGHE OGGETTO DI ACCUSE - C'é anche un elogio per i magistrati accusati da Silvio Berlusconi di agire per finalità politiche nel documento approvato all'unanimità dalla Prima Commissione del Csm e che domani sarà all'esame del plenum. I consiglieri sottolineano infatti "la compostezza del corpo giudiziario in generale e dei singoli magistrati attinti dalle dichiarazioni del premier"; giudici che "hanno continuato a svolgere in silenzio il proprio dovere - nota la Commissione - senza replicare alle generiche ed ingiuste accuse" nei loro confronti. La pratica era stata aperta nel novembre scorso, sulla base di una richiesta avanzata due mesi prima dei laici di centro-sinistra, a difesa dei magistrati milanesi che si sono occupati del processo Mills e che dopo la condanna in appello dell'avvocato inglese sono stati definiti dal presidente del Consiglio in una telefonata a Ballarò "comunisti" e la vera "anomalia" del Paese; e inoltre a tutela dei magistrati delle Procure di Palermo e di Milano che hanno riaperto le indagini sulle stragi mafiose, e che sono stati accusati da Berlusconi di cospirare contro di lui. Nel fascicolo erano poi state inserite via via altre dichiarazioni del premier:come il paragone tra l'"aggressione" giudiziaria nei suoi confronti e quella fisica subita a piazza del Duomo da parte di Massimo Tartaglia; la definizione di "plotone di esecuzione" riservata ai giudici di Milano; le accuse formulate in occasione del congresso del partito popolare europeo di Bonn, quando parlò di un partito dei giudici nella sinistra e attaccò la Corte costituzionale; e il giudizio negativo sui magistrati di Firenze che hanno messo sotto indagine Guido Bertolsao ("si vergognino"). Da ultimo nel fascicolo era finita anche l'uscita sui pm "banda di talebani che perseguono fini eversivi".

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