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Berlusconi: da sinistra solo insulti. Casini, serve partito riconciliazione

Il premier in collegamento telefonico a una manifestazione del Pdl campano

07 marzo, 15:20
Berlusconi e Casini
Berlusconi e Casini
Berlusconi: da sinistra solo insulti. Casini, serve partito riconciliazione

ROMA - "Anche questa volta gli elettori sono di fronte ad una scelta di campo tra un governo ed un Pdl che risolvono le emergenze ed una sinistra che sa solo insultare e criticare". Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è intervenuto in collegamento telefonico ad una manifestazione del Pdl campano a sostegno del candidato alla presidenza della Regione, Stefano Caldoro. "Questa sinistra sa dire solo dei no - ha proseguito il premier - mentre noi risolviamo le emergenze".

BERLUSCONI, GOVERNO SINISTRA SAREBBE STATO POLIZIA - "Se tornasse al governo la sinistra rimetterebbe l'Ici sulla prima casa, aumenterebbe dal 12.50% al 25% le tasse su Bot e Cct ed introdurrebbe la patrimoniale, perché è in questo modo che vuole ridurre il deficit pubblico". Il premier Silvio Berlusconi non fa differenza tra elezioni regionali e politiche e chiama alla mobilitazione gli elettori del Pdl sui rischi di un ritorno al potere del centrosinistra. Collegato telefonicamente con l'Hotel Tiberio a Napoli, dove era in corso la manifestazione del centrodestra a sostegno del candidato alla presidenza della Regione, Stefano Caldoro, il presidente del Consiglio ha rinnovato le accuse di oppressione fiscale e di "stato di polizia" a Pd ed alleati. "Dobbiamo spiegare a tutti che cosa sarebbe un governo della sinistra - ha detto - vogliono limitare a 100 euro i pagamenti in contanti, obbligando a pagare il resto in assegni o con carte di credito - ha detto - e questo sarebbe uno Stato di polizia tributaria". "Vogliono dare ai pubblici ministeri le intercettazioni su tutti, togliendo ogni spazio alla privacy, e questo sarebbe uno stato di polizia per tutti - ha proseguito - quanto all'immigrazione vogliono frontiere aperte, il che sarebbe un'invasione, con la speranza di ribaltare il dato elettorale e e far diventare minoranza noi moderati". CAMPANIA NON E' PIU FEUDO ROSSO - Il premier Silvio Berlusconi è fiducioso su una vittoria del Pdl in Campania. Salutato da una ovazione durante il collegamento telefonico, Berlusconi, rivolgendosi al coordinatore regionale Nicola Cosentino ha detto: "Credo che dobbiate essere veramente sereni perché i cittadini campani hanno già capito che c'é bisogno di un cambiamento. La Campania non è già più un feudo rosso. Qui governiamo 180 comuni e tre province, cioé l'80% dell'elettorato che ha compreso da che parte stare". "Adesso - ha concluso Berlusconi -la Campania attende solo il colpo finale e cioé la vittoria di Stefano Caldoro". SERVE SINTONIA CON GOVERNO NAZIONALE - Berlusconi chiede omogeneità tra le nuove giunte regionali ed il governo centrale e chiama alla mobilitazione gli elettori del centrodestra campani. Durante il collegamento telefonico il presidente del Consiglio ha detto: "Con noi al governo nelle giunte regionali ci sarebbe una sintonia con il governo nazionale ed un'ampia collaborazione. Sarebbe possibile quindi attuare quel Piano Casa che tutti attendono, snellire le procedere burocratiche, diminuire le tasse e riuscire ad ottenere l'apertura delle imprese in un solo giorno". Per Berlusconi governi di centrodestra omogenei al governo nazionale realizzerebbero la riforma della sanità con l'abolizione delle liste d'attesa. "Inoltre - ha detto il premier - le nostre regioni riprenderebbero a mettere a dimora gli alberi, creerebbero più verde e piste ciclabili per rifare dell'Italia il giardino d'Europa".

CASINI, SERVE PARTITO DI RICONCILIAZIONE - "Noi dobbiamo fare un partito che sappia parlare un linguaggio di riconciliazione nazionale". Lo ha detto oggi a Torino il leader dell'Udc Pierferdinando Casini partecipando ad un incontro elettorale per le regionali a sostegno della candidata del centro sinistra Mercedes Bresso. "Io penso - ha detto Casini - che questo è un Paese di cani rabbiosi. La Lega contro la sinistra, il centro contro la destra, gli extracomunitari contro gli italiani, il nord contro il sud, il sud contro il nord, i magistrati contro i politici, i politici contro i magistrati. Qui - ha concluso - c'é da ricongiungere un tessuto unitario di un Paese che si sta consumando nei suoi problemi". GOVERNO PENSA SOLO A SE STESSO - "Il governo pensa solo a certe cose", ha detto ancora il leader dell'Udc. "La cosa importante - ha aggiunto - è che tutti i cittadini siano importanti davanti alla legge. Siamo stati esclusi dalle elezioni di Trento, ma noi non abbiamo inneggiato al colpo di stato o ai magistrati comunisti". "Noi - ha ribadito - andiamo avanti parlando di problemi del Paese, perché un governo che per una settimana è paralizzato dalle liste, mentre i dati sulla Cassa integrazione registrano un aumento del 133%, si documenta da solo. E' un governo che pensa solo a se stesso". Casini ha poi ribadito che l'Udc "non scende in piazza per costume politico e istituzionale". "Non polemizziamo con il Capo dello Stato - ha concluso - ci inchiniamo come sempre al rispetto delle leggi anche quando ci sembra una pagina non bella della democrazia quella che si è disegnata".

CACCIA: 40% ELETTORI NON VOTA CHI E'PRO-DOPPIETTE - Il 40% degli elettori alle regionali cambierebbe il suo voto se il candidato inizialmente prescelto proponesse regole a favore della caccia. E' uno dei risultati di un sondaggio realizzato da Ipsos per Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia su 'Le opinioni degli italiani sulla caccia'. Dall'indagine emerge che il 79% dei cittadini considera la caccia una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente, mentre l'80% la vorrebbe vietare nei terreni privati senza l'autorizzazione del proprietario. L'84% degli italiani, inoltre, darebbe la licenza di caccia solo a 21 anni con ritiro ai 70, mentre il 71% chiede di limitare la stagione venatoria a ottobre, novembre e dicembre. Nettissimo anche il dato relativo all'articolo 43 della legge Comunitaria, approvato in Senato e ora in discussione alla Camera, che permetterebbe l'estensione della stagione venatoria oltre gli attuali limiti 1 settembre-31 gennaio. In questo caso la contrarietà è dell'81% degli italiani, che dunque si oppongono ad ogni ipotesi di allungamento della stagione di caccia. Molto importante il responso anche nelle tredici Regioni al voto: il 69% degli elettori, secondo il sondaggio Ipsos, si dichiara contrario o totalmente contrario ai candidati che proponessero regole a favore della caccia, e 4 elettori su 10 cambierebbero di conseguenza il loro voto.

DI PIETRO: CON VOTO MANDIAMO GOLPISTI A CASA - "Siamo di fronte ad un governo e una maggioranza che modificano le regole a proprio uso e consumo e il decreto 'salva Pdl' lo dimostra". Lo ha affermato Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, nel corso di un' iniziativa elettorale a Lodi. "La strada principale per mandare a casa questi golpisti - ha aggiunto Di Pietro - è il voto e credo che gli elettori si siano già resi conto che siamo di fronte ad un governo e una maggioranza che usano le istituzioni per farsi gli affari propri e per modificare le regole del gioco durante la partita: è stato superato il senso del limite. Mi spiace constatare che, di fronte ad uno sfregio così evidente alla democrazia, serpeggiano l'ipocrisia e il falso perbenismo di coloro che sostengono che la colpa sia solo di chi ha commesso questo fatto grave lasciando fuori le responsabilità di chi doveva fare il controllore. A me pare - conclude il leader dell'IdV - che sia una coperta troppo corta per giustificare il comportamento del Presidente della Repubblica".

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