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Par condicio: 'No censureRai', protesta a via Teulada

Manifestazione contro lo stop ai talk show fino al voto deciso dal Cda

03 marzo, 00:13
Giovanni Floris
Giovanni Floris
Par condicio: 'No censureRai', protesta a via Teulada

ROMA - Politici, tra i quali anche il leader del Pd Pierluigi Bersani, giornalisti e tanta gente comune stasera si sono dati appuntamento davanti alla sede Rai di via Teulada contro lo stop ai programmi di informazione in nome della par condicio. E Michele Santoro, il più applaudito della serata, annuncia "il 25 marzo sarà il Primo Maggio".

L'intenzione del conduttore di Anno Zero è quella di fare uno speciale e, chi lo vorrà trasmettere, anche a pezzi, lo farà. E, a sorpresa, sul palco è salito anche Bruno Vespa. Oltre 1.500 persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata dalla Fnsi e Usigrai che si è trasformata in una sorta di talk show in piazza. Tra la folla, anche Mario Segni, Sabina Guzzanti, Giovanni Floris, Andrea Vianello, Corradino Mineo, i consiglieri di amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, Roberto Natale Franco Siddi della Fnsi, Enrigo Ghezzi, Lucio Manisco, Piero Badaloni, Vauro, Beppe Giulietti. Francesco Rutelli ha telefonato a Floris e ad Antonio Di Bella per dare la sua solidarietà all'iniziativa, mentre Maurizio Crozza è intervenuto in collegamento telefonico. "Quello che sta succedendo non esiste in nessun Paese occidentale - ha detto Bersani - ma questa serata dimostra che una reazione è possibile". La decisione del Cda Rai, a suo avviso, dimostra "la debolezza e il nervosismo di Berlusconi, disturbato dalle indagini libere di giornalisti con la schiena dritta. Le trasmissioni cui è impedito di andare in onda sono viste da milioni di persone che oggi hanno un pezzo di libertà in più. Sarà un boomerang, Berlusconi ha sbagliato i suoi calcoli".

"Vogliono ridurre le persone a dei numeri" ha detto Santoro per il quale Ballarò ed Annozero "non avrebbero cambiato il risultato elettorale. Siamo di fronte a politici non solo arroganti ma anche ignoranti e incapaci. La par condicio esisteva già, ma la Vigilanza ha accolto un emendamento che i Radicali hanno presentato ogni anno. Stavolta, però, c'é stata una telefonata dalla centrale di comando per dire 'votatelo'. Vespa - ha aggiunto - dice che le altre trasmissioni sono state chiuse per colpa di Annozero, non si accorge che se è così, è ancora più grave". E, commentando i fischi levatisi contro il conduttore di Raiuno: "diamo una dimostrazione di libertà, lui non si farebbe ammazzare per noi, ma noi ci faremmo ammazzare per lui - ha detto tra gli applausi -. Sono qui per difendere il diritto di Vespa di andare in onda". Vespa, che aveva appena finito di registrare una puntata di Porta a Porta che andrà in onda tra un mese, dopo aver espresso la sua stima per Santoro, ha parlato di "bruttissima pagina di democrazia". Ma ha comunque sottolineato: "bisogna combattere perché le regole cambino, finche esistono bisogna rispettarle. La democrazia non è solo un diritto ma anche un dovere".

Per Vauro, "per fortuna non c'é solo la Rai di Masi", mentre Floris, di fronte ad alcuni striscioni con la scritta 'senza Ballaro' io non ci stò ", ha affermato: "la politica deve dimenticarsi l'idea di poter scegliere chi va in onda. Più in basso di così non si può ". La protesta continuerà. Giulietti di Art.21 ha annunciato una campagna dal titolo, 'Fai impazzire il censore': "chiederemo a tutte le radio, tv, siti, blog, di ospitare i conduttori e gli autori dei programmi soppressi per rompere l'oscuramento e dare via ad una serata congiunta dedicata alla Costituzione".

LITE TRA VESPA E SANTORO
Botta e risposta tra Bruno Vespa e Michele Santoro, entrambi conduttori di trasmissioni cancellate - come altre - fino al voto per le Regionali dalle decisioni di ieri del Cda Rai sui talk show. Il protagonista di 'Porta a Porta' oggi sul Corriere della Sera pur definendo "grave e ingiusta" la scelta dei vertici di Viale Mazzini, dice: "vogliamo essere onesti? la decisione della Rai, come quella della Vigilanza, ha un nome e cognome: Michele Santoro". E più avanti: "é passato sulla par condicio con il garbo di Attila. Con accenti diversi, l'ha massacrata nell'arco dei decenni. Vorrei che mi si dicesse in quale grande tv pubblica e anche privata al mondo esiste un programma di prima serata in cui la vittima è costantemente la stessa parte politica, che stia al governo o all'opposizione".

"Quindi non potendo sospendere solo Santoro in campagna elettorale, nonostante non rispetti (basti rivedere i programmi del 2001) hanno cancellato - spiega Vespa - anche le nostre trasmissioni". E conclude: "l'azienda ha una sola giustificazione: Santoro è lì per ordine del magistrato". Immediata la replica di Michele Santoro dai microfoni di Radio Città Futura: "Bruno vespa è il mio Gerovital: mi sta facendo tornare ragazzino, quando andavamo a scuola c'era sempre quel compagno di classe un po' birbantello che indicava l'altro come responsabile delle marachelle". "Ma noi - conclude il conduttore di Annozero - ci battiamo anche per lui perché quello che sta succedendo non ha precedenti nella storia della tv occidentale, è un atto censorio molto grave".

 

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