Cei: Paese esige politici seri e nuovi
Il vicepresidente della Conferenza manifesta allarme per l'avanzare della disoccupazione
26 febbraio, 20:58(di Domitilla Conte)
CITTA' DEL VATICANO - I vescovi italiani tornano ad auspicare una classe dirigente fatta di "politici seri e nuovi". Un "cambio generazionale", necessario anche per affrontare l'allarme povertà e consentire il risanamento di una democrazia segnata, e non solo al Mezzogiorno - aveva denunciato appena due giorni fa la Cei in un suo documento - da relazioni pericolose con la criminalità organizzata. Sulla questione intervengono due dei tre vicepresidenti della Conferenza episcopale all'indomani di una intervista alla Radio Vaticana del segretario generale della Cei, mons.Mariano Crociata, che aveva auspicato il superamento di una crisi della democrazia. Una crisi di crescita e di sviluppo che esige, secondo i vescovi, un colpo di reni da parte di tutti, dirigenti e singoli cittadini.
Prosegue così la riflessione, aperta dalla pubblicazione, due giorni fa, del documento Cei sul Mezzogiorno che mons.Crociata aveva subito esteso, nelle cause e negli effetti, all'intero Paese, mentre, tra scandali e colpi di scena, si avvicinano le elezioni regionali. L'auspicio di un rinnovamento della politica è giunto oggi dal vicepresidente della Cei per il Sud, il vescovo di Potenza mons.Agostino Superbo, sempre dalle onde della Radio Vaticana. Poco dopo, da Perugia, il vicepresidente per il Centro, mons. Gualtiero Bassetti, ha auspicato dalle colonne del settimanale cattolico umbro 'La Voce' "un rinnovamento generazionale" dei cattolici in politica "capace di ridare speranza" al Paese. Un richiamo, quello dei vescovi, legato anche alle preoccupazioni per la crescita della disoccupazione e della povertà. Aspetti evidenziati senza reticenze nel documento sul Mezzogiorno, su cui il dibattito appare più che mai aperto.
"Un documento pastorale" - sottolinea il vescovo di Potenza - ma che "non può non avere dei riflessi nel dialogo con il mondo che ci circonda e soprattutto con la realtà italiana e quindi con i politici, con gli economisti, con gli uomini di cultura e con la gente semplice, che qui da noi è la prima a soffrire le conseguenze negative di una situazione di difficoltà economica". Ma come creare questa "nuova classe politica"? Ci vuole - spiega mons.Superbo - un "impegno educativo" da parte della Chiesa. "I politici - ha detto - non si improvvisano dall'oggi al domani, ma si tratta di una coscienza profondamente cristiana, radicata nella comunità, che si affaccia sul mondo civile e sente come sua responsabilità la costruzione di una città terrena a misura d'uomo, che crea poi, secondo le vocazioni del Signore e le qualità di ognuno, uomini politici seri e nuovi nel modo di porsi, che è un modo di porsi unico: servizio umile al bene comune e senza altre prospettive né di gruppo né di parte né di interesse personale". "Tutti gli schieramenti sono alla ricerca dei cattolici - afferma mons.Bassetti - che poi, di fatto finiscono il più delle volte per doversi adattare a ruoli subalterni". E mentre aumenta la sfiducia generale, il "sogno" del card.Angelo Bagnasco - confessato dal porporato all'ultimo consiglio permanente della Cei - di una nuova generazione di politici cattolici si fa, agli occhi dei vescovi, impellente necessità.






