Inchiesta G8: pm Toro si e' dimesso
Procuratore aggiunto Roma lascia magistratura
18 febbraio, 09:18Correlati
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FIRENZE - Coinvolto nell'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi, insieme al figlio, per rivelazione di segreto d'ufficio, il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro si è dimesso dall'ordine giudiziario. Il magistrato ha motivato la sua decisione con l' "essere libero di difendere l'onorabilità mia e di mio figlio e, nel contempo desiderando eliminare ogni ragione di imbarazzo per l'ambiente di lavoro". L'atto di dimissioni è stato comunicato al procuratore della capitale Giovanni Ferrara e arriverà domani a Csm e al Guardasigilli. E' da considerarsi irrevocabile: Toro ha oltre 40 anni di servizio, le dimissioni non devono essere accettate dal Csm. Con le dimissioni, decade anche il procedimento disciplinare nei suoi confronti. Proprio il coinvolgimento di Toro aveva dirottato l'inchiesta su Perugia, dove sarà trasferita comunque. Tra l'altro elementi ritenuti interessanti per l'indagine su Toro sarebbero emersi dalla deposizione, resa ieri nel capoluogo umbro, dai pm romani Sergio Colaiocco ed Assunta Cocomello già titolari dell'inchiesta condotta nella capitale sugli appalti per i cosiddetti Grandi eventi. I due magistrati sono stati sentiti come persone informate dei fatti dai colleghi perugini e si sarebbero soffermati sul ruolo di Toro, confermando tra l'altro che il magistrato, a capo del pool impegnato a indagare sui reati contro la pubblica amministrazione, era a conoscenza di elementi relativi agli accertamenti svolti. Avrebbero inoltre accennato a un presunto suo atteggiamento volto a rallentare in qualche modo l'indagine in corso. Intanto la procura perugina ha chiesto al gip del capoluogo umbro di rinnovare la custodia cautelare per i quattro arrestati - Angelo Balducci, Fabio De Santis, Mauro della Giovampaola e Diego Anemone - disposta dalla magistratura fiorentina. Sempre oggi, il legale di Guido Bertolaso, l'avvocato Filippo Dinacci, ha espresso "grande perplessità" sulla competenza di Perugia a occuparsi della posizione del capo della Protezione civile. Per il legale "non esiste connessione" tra la posizione di Bertolaso, indagato per corruzione, e quella di Toro. Riguardo al fronte fiorentino, a una settimana dagli arresti e dalle perquisizioni dell'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi, prosegue il lavoro di procura e carabinieri del Ros. Nel capoluogo toscano si attendono le udienze del tribunale del riesame, fissate dalla prossima settimana, sulle istanze di scarcerazione presentate dai legali di Diego Anemone, Angelo Balducci, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola. Prime udienze martedì prossimo, mentre sono da stabilire le date di quelle contro i sequestri di documenti a Guido Bertolaso, Riccardo Fusi e Gaetano Ciotola. Gli inquirenti fiorentini lavorano in una specie di corsa contro il tempo, non solo per il riesame. Ci sono "urgenze" indifferibili, si apprende da ambienti investigativi, che pongono la necessità di stilare delle priorità. Intanto si è appreso che per la vicenda della nuova scuola marescialli dei carabinieri di Firenze, nel registro degli indagati comparirebbero i nomi di persone che la scorsa settimana non sono state perquisite ma che hanno ricevuto avvisi di garanzia. Poi c'é da capire quali "pezzi" di inchiesta rimarranno a Firenze e quali no. Riguardo le competenze, da quanto emerge risulterebbe che, fra l'altro, a Firenze potrebbe rimanere il filone legato ai funzionari statali Angelo Balducci e De Santis relativo ai loro rapporti con l'impresa di costruzioni Baldassini-Tognozzi-Pontello (Btp) di Riccardo Fusi, che coinvolge anche il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini. Ancora in forse, invece, quale procura continuerà ad occuparsi della vicenda dell'auditorium della musica.








