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Via libera dal Senato, passa alla Camera

A favore PdL e Lega, contrari Pd e Idv, astenuti Udc e Alleanza per l'Italia

09 febbraio, 21:08
Il governo Berlusconi
Il governo Berlusconi
Via libera dal Senato, passa alla Camera

ROMA - Via libera del Senato al decreto sulle emergenze che passa ora all'esame della Camera. A favore del provvedimento hanno votato PdL e Lega; contrari Pd e Italia dei Valori. Si sono astenuti l'Udc e l'Alleanza per l'Italia. I voti favorevoli sono stati 140, 116 i contrari e 11 gli astenuti.

GOVERNO POTRA' AVERE FINO A 65 MEMBRI - Il governo Berlusconi può crescere ancora e l'asticella sale da 63 a 65 membri. Lo stabilisce un emendamento della commissione Ambiente al decreto sulla fine delle emergenze in Abruzzo per il terremoto e in Campania per i rifiuti e sulla riorganizzazione della Protezione Civile. L'emendamento, la cui ammissibilità è stata contestata dall'opposizione considerando "una forzatura" la modifica del numero dei membri del governo con un decreto, passa con i voti della maggioranza: 131 sì, 122 no.

La modifica, aggiuntiva all'articolo 15 del decreto, stabilisce che "al fine di assicurare il migliore esercizio delle funzioni di governo, al comma 376 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, la parola 63 è sostituita dalla seguente: 65". Riguardo alla copertura degli oneri "pari a 1.023.550 euro annui a decorrere dall'anno 2010 si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del fondo per interventi strutturali di politica economica" stabilito da un decreto del 29 novembre 2004, convertito in legge. L'attuale governo all'inizio della legislatura, in base ad una legge del 2007 che fissava un limite, era composto da 12 ministeri e aveva 60 tra ministri, viceministri e sottosegretari. Compagine che poi è cresciuta nel 2009 con l'istituzione del ministero della Salute che ha fissato a 13 il numero dei ministeri e a 63 il numero dei totale dei componenti del governo.

DL EMERGENZE: VIA SANZIONI FUORI PISTA, BERTOLASO FURIBONDO - E' diventato un ordine del giorno l'emendamento al dl emergenze che prevedeva nuove sanzioni per coloro che, facendo un fuoripista sulla neve, causano valanghe o mettono in pericolo la propria incolumita' o quella degli altri (ammenda da 500 a 3000 euro). La decisione e' giunta un po' a sorpresa e ha irritato il sottosegretario Guido Bertolaso. ''Dopo che alcuni soccorritori hanno perso la vita - ha dichiarato il capo della Protezione Civile - tutti chiedevano misure restrittive rispetto al comportamento inadeguato in montagna. Una norma che cominciasse a limitare escursioni quando e' certificato un alto rischio valanghe poteva essere un buon modo per evitare ulteriori morti in futuro''. ''Prendo atto - ha concluso Bertolaso - che ci sono interessi economici e corporativi anteposti alla salute umana. Mi devo adeguare''. (ANSA).
PROTEZIONE CIVILE VIGILERA' SULLA CROCE ROSSA - La Croce Rossa passa sotto la vigilanza della Protezione civile: e' quanto stabilisce un emendamento del governo al decreto sulla fine dell'emergenze in Abruzzo per il terremoto e in Campania per i rifiuti e la riorganizzazione della Protezione Civile. L'emendamento e' stato approvato dall'Aula del Senato, per alzata di mano, con i voti della maggioranza e dell'Udc e l'astensone del Pd.
 
Si confermano i poteri al ministero della Salute, e il concerto fra presidenza del Consiglio, ministeri della Difesa, dell'Economia e della Pubblica amministrazione per quanto riguarda lo Statuto della Croce Rossa, ma si attribuisce a Palazzo Chigi e al dipartimento della Protezione compiti di vigilanza sulla Croce Rossa. L'attuale commissario della Cri resta in carica ventiquattro mesi, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Bertolaso, preoccupato dell'immagine di una Protezione civile ''onnivora'' sollevata dall'opposizione, in particolare dalla senatrice del Pd Maria Pia Garavaglia che teme una limitazione dell'indipendenza della Croce Rossa, ha spiegato che ''e' stata la stessa CRI a chiedere di esser messa sotto la vigilanza del dipartimento e non la Protezione Civile''. Bertolaso ha assicurato il suo impegno per la stesura di un nuovo statuto della Cri che garantisca la sua autonomia e ne confermi i suoi principi.

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