Alfano e Maroni bocciano il ddl salva-pentiti
Quella del sen. Valentino è una iniziativa personale
03 febbraio, 18:55
ROMA - Dopo lo stop di ieri arrivato dal ministro della Giustizia Alfano, oggi anche il ministro dell'Interno Maroni boccia senza appello il cosiddetto decreto "salva-pentiti ", messo a punto dal senatore del Pdl Giuseppe Valentino.
"Ovviamente è una norma che io non condivido come ho già detto: quindi se non la condivido io e non la condivide il ministro della Giustizia, non credo proprio che uscirà dalla commissione", ha detto il ministro dell'interno Roberto Maroni rispondendo a una domanda sul ddl, fermo alla commissione giustizia del Senato. Maroni ha risposto a una domanda specifica a margine della firma del patto sicurezza a Monza.
Per il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, quella del senatore Valentino, "e' una iniziativa personale che difficilmente andrà in Aula: io sono assolutamente contrario", aveva rimarcato ieri il Guardasigilli. Il cosiddetto decreto salva-pentiti "non fa parte del programma di governo, non fa parte dei progetti del governo, non è avvallata dal governo", ha ulteriormente precisato Alfano. Ieri il senatore del Pdl aveva presentato un disegno di legge che prevede che la chiamata in correità da parte di un imputato non potrà avere il valore di prova in assenza di riscontri oggettivi e che riscontri oggettivi dovranno esserci sempre anche per considerare prova le dichiarazioni rese da imputati in procedimenti connessi.
Sull'iniziativa del senatore Valentino da ieri era un susseguirsi di prese di posizioni. In particolare, l'accusa principale è quella che si tratti di un aiuto alla mafia. "La mafia ringrazia la maggioranza che per l'ennesima volta propone una norma che favorisce la criminalità organizzata", era stato il commento del presidente del gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario e del responsabile giustizia del partito, Luigi Li Gotti. "La linea della maggioranza dimostra condiscendenza verso i poteri mafiosi e criminali. Si è visto - sottolineavano i due esponenti IdV - con la limitazione delle intercettazioni; con il limite all'acquisizione delle sentenze definitive in altro processo; con il mancato scioglimento, in violazione della legge, del comune di Fondi; con la permanenza al Governo di un sottosegretario accusato di legami con la camorra, del quale è stato chiesto l'arresto, con conferma della Cassazione".
Il ddl Valentino "é pericolosissimo": un giudizio netto quello della presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro nel lanciare l'allarme per un provvedimento ritenuto "grave" per due possibili risultati. "Il primo è che mentre oggi - sulla base del codice e della giurisprudenza della Cassazione - le dichiarazioni dei pentiti, se ritenuti attendibili, vanno comunque riscontrate, con la riforma Valentino le dichiarazioni di uno o più pentiti, anche se attendibili, sono assolutamente inutilizzabili se non esistono, a prescindere, altre prove". "Altra conseguenza di questo pericolosissimo disegno di legge - ha continuato la Finocchiaro - è che le dichiarazioni ricevute, anche da un ufficiale di polizia giudiziaria, da un soggetto che con le sue ultime parole indica l'autore di un reato non potranno neanche essere riferite in giudizio, perché la testimonianza di quell'ufficiale di polizia giudiziaria non potrà essere ammessa".
"Invece di sostenere gli enormi sforzi che magistrati e forze dell'ordine stanno compiendo con grande successo contro le mafie militari, Governo e maggioranza ultimamente sono sempre più impegnati nella direzione opposta", è l'opinione del'ex segretario del Pd, Walter Veltroni. "Leggi come scudo fiscale e la previsione di vendita all'asta dei beni mafiosi o ancora disegni di legge come quello che riguarda la limitazione dell'utilizzo delle intercettazioni, il famigerato processo breve stanno già dando un colpo duro alla possibilità di indagare e colpire le cosche. Ora - sottolinea - si affaccia anche un progetto di legge che punta a sterilizzare uno degli strumenti più efficaci nella lotta alla mafia come le norme sui pentiti che la magistratura ha dimostrato di saper utilizzare con capacità di giudizio ed equilibrio".
VALENTINO SI DIFENDE , STUPIDAGGINE CHE LA MIA PROPOSTA AIUTI LA MAFIA
"Dicono stupidaggini. La lotta alla mafia è una cosa seria e queste sono considerazioni superficiali e demagogiche che vanno respinte". Si difende così il senatore Giuseppe Valentino replicando al Senato a chi gli chiede della sua proposta di modifica del Codice di procedura penale che per l'opposizione potrebbe essere una legge "salva pentiti". "La Stato - aggiunge Valentino - ha il dovere di combattere la mafia". Il senatore del Pdl sottolinea come invece a suo avviso il testo presentato sia "utile ad un processo più giusto". "Se è vero - spiega - che le condanne devono essere inflitte oltre ogni ragionevole dubbio, è indispensabile che i criteri di valutazione della prova rispondano a principi di tassatività. L'interpretazione che da qualche tempo viene data all'articolo 192 del Codice di procedura penale che addirittura consente l'assemblaggio di segmenti di dichiarazioni a volte finalizzate ad obiettivi completamente diversi e considera tale assemblaggio elemento utile per una decisione, impone a mio avviso una riconsiderazione dell'articolo in questione il cui originario spirito appare radicalmente snaturato dall'uso che se ne fa ormai da qualche tempo".







