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Napolitano in Calabria, trovata auto con armi

Vicino all'aeroporto, all'interno anche esplosivo

22 gennaio, 10:36
L'auto con armi ed esplosivo
L'auto con armi ed esplosivo
Napolitano in Calabria, trovata auto con armi

REGGIO CALABRIA - Attimi di tensione durante la visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Reggio Calabria. Un'auto contenente armi, esplosivo e alcuni passamontagna è stata trovata nella zona dell'aeroporto anche se, secondo i Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria l'episodio non avrebbe nessun collegamento con la visita del capo dello Stato. L'auto è stata individuata da una pattuglia intorno alle 12.30 in via Ravagnese, regolarmente parcheggiata, ma non chiusa e con un finestrino semi aperto. La vettura, una Fiat Marea nera, era stata rubata nei giorni scorsi a Reggio Calabria. All'interno i carabinieri hanno trovato due fucili semiautomatici da caccia calibro 12 con le canne tagliate. Poi, sotto il sedile del guidatore sono state trovate due pistole, una calibro 7.65 ed una 38 a tamburo, e due ordigni rudimentali, un composto da un tubo lungo una trentina di centimetri e largo 12 ed un altro di 15 centimetri per 12, collegati con una miccia a lenta combustione e tre passamontagna di colore verde. Nel bagagliaio, infine, è stata trovata una tanica da due litri con liquido infiammabile alla quale erano attaccati fiammiferi antivento. Secondo i carabinieri, gli ordigni e le armi, con ogni probabilità, dovevano servire a compiere attentati di intimidazione nei confronti di commercianti o imprenditori.

GLI INVESTIGATORI, NON ESCLUSO SEGNALE ALLO STATO
Non è da escludere che la macchina con esplosivo e armi "fatta trovare su segnalazione di una fonte confidenziale, proprio stamattina quando Reggio Calabria era presidiata dagli uomini delle forze dell'ordine per la visita del Presidente Napolitano, sia un segnale di minaccia e intimidazione nei confronti dello Stato". L'analisi arriva da fonti investigative dell'antimafia. Si tratterebbe - spiegano - di "una sorta di crisi di nervi della 'ndrangheta che, comunque, anche se non ha ancora deciso di alzare il tiro, manda un messaggio: 'non intendiamo fermarcì di fronte all'azione di contrasto messa in campo dal governo, dalla magistratura, dalle forze di polizia".

UNA TELEFONATA ANONIMA HA SEGNALATO LA PRESENZA DELL'AUTO
A sostegno di questa analisi ci sarebbero diversi elementi - proseguono le fonti dell'antimafia - come "il fatto che la macchina sia stata rubata proprio stamattina", una circostanza che "esclude l'ipotesi della rapina", e poi "il ritrovamento di una tanica di benzina con micce ed esplosivi fa chiaramente pensare all'intimidazione, e la telefonata della fonte confidenziale è il gesto di sfida di chi vuol far sapere 'vedete, riusciamo a piazzarvi sotto il naso una macchina con esplosivo nonostante tutta la citta' sia presidiata da poliziotti, carabinieri e finanzierì". "Forse in un primo momento si è voluto minimizzare questo 'ritrovamento' - concludono le fonti - per non ammettere che nel sistema di sicurezza qualche 'smagliatura' c'é stata".

IMMIGRAZIONE: NAPOLITANO, SERVONO ORDINE E LEGALITA'
Per governare il fenomeno dell'immigrazione ed evitare scoppi di violenza come quelli di Rosarno, occorrono "ordine e legalità", garantire i flussi di ingresso legale, lavorare per una effettiva integrazione degli immigrati, che è compito degli enti locali "ai quali lo Stato deve fornire risorse sufficienti", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano definendo "molto positivo" l'impegno dimostrato dal governo "in questi giorni" per fronteggiare questi fenomeni e quelli legai alla criminalità organizzata.

A Rosarno - ha aggiunto il Capo dello Stato - sono accadute cose brutte, pesanti. Uno scoppio di insofferenza che ha mostrato il peggio di cio' che si era accumulato nell'animo dei cittadini e degli immigrati. E' nostra responsabilita' collettiva di rapresentanti dello Stato non aver saputo prevenire cio' che avremmo dovuto prevenire. Ora dobbiamo evitare che si ripeta e respingere luoghi comuni e pregiudizi che indicano la Calabria come luogo di intolleranza e di razzismo''.

''Noi rappresentanti dello Stato non dobbiamo fare fugaci apparizioni in Calabria - ha continuato il Capo dello Stato - ma sviluppare un impegno sistematico contro la 'ndrangheta e per affermare la legalita'''.

La battaglia condotta "con intelligenza, tenacia e preofessionalità" dalla magistratura calabrese contro la 'ndrangheta ''segna una svolta che promette molto bene per il futuro della Calabria. Stiamo vivendo una pagina nuova nella storia di questa regione", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano esprimendo piena solidarietà al procuratore generale Salvatore Di Landro, e ai procuratori di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, e di Palmi,Giuseppe Creazzo per lo sventato attentato alla Procura Generale, che il capo dello stato ha definito "aggressione brutale".

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