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Rosarno, tensione tra Egitto e Italia Immigrati discriminati. Frattini, non e' vero

Bossi: noi razzisti? Ma se loro i cristiani li ammazzano!

13 gennaio, 08:08
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni
Rosarno, tensione tra Egitto e Italia Immigrati discriminati. Frattini, non e' vero

Il Governo continuera' a combattere senza tentennamenti l'immigrazione clandestina, dice il ministro dell'Interno Maroni riferendo al Senato sui fatti di Rosarno. Il ministro evidenzia che lo Stato c'e', come dimostrano le 17 ordinanze di custodia cautelare eseguite oggi contro la 'ndrangheta: "E' la miglior risposta che si poteva dare". Ma le vicende di Rosarno oggi hanno fatto registrare anche una tensione tra Egitto e Italia. Il ministero degli Esteri egiziano ha denunciato "la campagna di aggressione", stigmatizzando le "violenze subite dagli immigrati e le minoranze arabe e musulmane in Italia" e chiedendo al governo italiano di "prendere le misure necessarie per proteggere le minoranze e gli immigrati". Ha replicato il ministro Frattini: "nessuno sfondo religioso. Il problema delle minoranze arabe non e' mai stato evocato. Stiamo solo facendo rispettare la legge". Ma la Lega insorge con Bossi: noi razzisti? Guardate cosa fanno ai cristiani. Li fanno fuori tutti'. Da parte sua, il ministro Sacconi invoca tolleranza zero contro lo sfruttamento del lavoro irregolare in agricoltura.

Secondo Maroni, l'ingresso illegale nel territorio dello Stato 'costituisce il presupposto per l'emarginazione e lo sfruttamento di molti stranieri. E spesso e' il serbatoio per il reclutamento della manovalanza della criminalita'. Sul fronte del contrasto, il ministro ha ricordato che negli ultimi due anni sono stati effettivamente rimpatriati 42.000 clandestini, mentre sul fronte della prevenzione dell'immigrazione clandestina gli sbarchi sono diminuiti del 90%: 31.281 persone nel 2008, 3.185 nel 2009. Il ministro dell'Interno ha quindi sottolineato come 'il tempestivo intervento delle forze dell'ordine, fin dall'inizio dei disordini, ha permesso di porre fine alle violenze prima che degenerassero in fatti piu' gravi'. Maroni ha infine precisato che le operazioni di trasferimento degli stranieri da Rosarno 'sono avvenute su base volontaria e senza disordini sabato verso i Centri per immigrati di Crotone e Bari'. Complessivamente 748 persone sono state trasferite, mentre 330 si sono volontariamente allontanati con mezzi propri.

SACCONI, PIU' CONTROLLI A SUD, TOLLERANZA ZERO - Intensificare una "specifica, coordinata e capillare attività di contrasto dei fenomeni di illegalità e di sfruttamento del lavoro irregolare in agricoltura", improntata al "criterio-guida" della tolleranza zero. Questo il risultato di un incontro tenuto dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, che ha riunito oggi i presidenti degli Enti previdenziali, Inps e Inail, i Direttori generali dei Servizi ispettivi e della Tutela delle condizioni di lavoro del ministero, il Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela del lavoro.

"L'attività di controllo e repressione, in stretto raccordo con le iniziative del ministero dell'Interno - riferisce una nota - sarà concentrata soprattutto nelle Regioni del Mezzogiorno". Il comunicato del ministero non fa alcun riferimento esplicito agli scontri di Rosarno, ma è evidente che il tema affrontato - l'agricoltura a Sud - prende le mosse proprio dai recenti avvenimenti calabresi. "La tolleranza zero - prosegue - non può che essere il solo criterio-guida rispetto a tutte quelle situazioni nella quali sono emerse o dovessero emergere casi e contesti di illegalità totale e di sfruttamento della manodopera, con pericoli per la stessa salute e sicurezza delle persone. Il dialogo con le organizzazioni rappresentative dei lavoratori e degli imprenditori sarà strumento essenziale per accompagnare il controllo sociale al controllo amministrativo".

Nel corso della riunione, Sacconi ha tra l'altro sottolineato come anche l'introduzione del voucher, i cosiddetti buono lavoro, rappresenti "un efficace strumento di regolarizzazione e di emersione proprio per tutti quegli spezzoni lavorativi tipici delle attività di raccolta breve in agricoltura. E che, dunque, anche alla luce di questa significativa novità, ampiamente utilizzata nelle Regioni del Nord e di fatto non impiegata in quelle del Sud - ha sostenuto - non vi possano essere più alibi per i datori di lavoro. Gli stessi flussi di lavoro stagionale sono regolati da quote non del tutto utilizzate per cui l'impiego di lavoratori clandestini non trova giustificazione alcuna".

EGITTO PROTESTA, FRATTINI, RISPETTARE LEGGI - Tracimano sul terreno diplomatico le polemiche sulla guerriglia di Rosarno, con il ministero degli Esteri egiziano che ha usato oggi parole insolitamente ruvide contro l'Italia per condannare "le violenze" e "la campagna di aggressione" contro "le minoranze arabe e musulmane" e chiedere al governo di Roma di tutelare gli immigrati. Accuse alle quali il ministro degli Esteri Franco Frattini, in missione in Africa, ha scelto di replicare in maniera molto soft, ricordando che nel paesino calabrese ci si è limitati a far rispettare le leggi di fronte a "violenze inaccettabili", che nulla hanno a che fare con "motivazioni religiose" o etniche. Nessun razzismo quindi, ha assicurato il titolare della Farnesina. Mentre ad alzare i toni dello scontro è stato in serata il leader della Lega Umberto Bossi: le proteste egiziane? "Guardate come trattano i cristiani loro. Li fanno fuori tutti", ha detto il ministro delle Riforme, riferendosi alla strage di copti in Egitto del 6 gennaio scorso.

Al di là delle espressioni colorite come d'abitudine, Bossi evoca però una possibile chiave di lettura per la nota irritualmente dura fatta diramare in mattinata dalla moderatissima diplomazia egiziana. I rapporti tra Roma e Il Cairo - grazie anche all'amicizia personale tra i due leader, Silvio Berlusconi e Hosni Mubarak - segnano infatti da tempo 'sereno stabile'. E nel gruppo di immigrati di Rosarno - come ribadirà ancora nel pomeriggio la questura di Reggio Calabria - non c'era nessun egiziano. Perché dunque una presa di posizione così forte? Qualcuno ha voluto leggere nella protesta del Cairo una sorta di 'reazione' (in diplomazia la chiamano 'reciprocita'') alla condanna arrivata da più parti in Occidente - Italia compresa - proprio dell'eccidio di otto cristiani copti a Nagaa Hamadi nella notte del Natale ortodosso. Lettura tuttavia respinta dal titolare della Farnesina, secondo cui non c'é nessun legame tra le due cose. E se nella nota egiziana si stigmatizza anche il crescendo di episodi "razzisti" e la condizione di disagio in cui versano gli immigrati in Italia, Frattini ha cercato di gettare acqua sul fuoco: "Nessuno - ha sottolineato il ministro - può accusarci di razzismo, anzitutto gli egiziani che sono quelli che hanno un numero di quote di immigrazione regolare, che rispettano le leggi e che non danno nessun problema all'Italia". Insomma, ha smorzato le polemiche il ministro, con l'Egitto non c'é nessuna tensione. E il 16 gennaio, quando al loro incontro al Cairo il collega Aboul Gheit - come anticipato dalla nota di oggi - "solleverà la questione", il titolare della Farnesina spiegherà che "in Italia vogliamo che le leggi siano rispettate e che nessun tipo di violenza, come quelle che tutta Europa ha visto nelle strade di Rosarno, può essere accettata.

Questo, con le motivazioni religiose, non c'entra assolutamente niente". Se quindi parlare di caso diplomatico tra Roma e Il Cairo appare una forzatura, resta comunque la preoccupazione - anche in ambienti ecclesiali - dopo gli scontri in Calabria. Dopo il monito di ieri dell'Osservatore romano sugli italiani "ancora razzisti", oggi sono stati i vescovi - per bocca di mons. Bruno Schettino, presidente della Fondazione Migrantes e responsabile Cei per l'immigrazione - ad invitare a superare "le tentazioni di xenofobia" e a denunciare "la debolezza del sistema di accoglienza e integrazione". Mentre la notizia degli scontri a Rosarno rimbalza anche a Palazzo di Vetro. Per due esperti del Consiglio Onu sui diritti umani, la violenza scoppiata indica "seri e ben radicati problemi di razzismo". Le autorità italiane, è il loro appello, "plachino il crescente atteggiamento xenofobo nei confronti dei lavoratori migranti".

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