Percorso:ANSA.it > Politica > News

Pd apre su premier forte, ma strada in salita

Veti trasversali su convenzione e modifiche prima parte carte

03 gennaio, 23:01

di Federico Garimberti

ROMA - Prosegue fra qualche apertura e tante chiusure il dialogo sulle riforme. Un confronto che assomiglia sempre più ad un percorso ad ostacoli con veti e contro-veti anche trasversali. Pd e Pdl si trovano fianco a fianco nel respingere l'idea della Lega di convocare una "Convenzione" per discutere di riforme. I democratici si rifiutano anche di mettere in discussione la prima parte della Costituzione, come ipotizzato da Renato Brunetta prima e da Franco Frattini poi nonostante l'idea non convinca né il Carroccio, né tanto meno il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti.

Un veto complessivo al dialogo con una maggioranza "piratesca" che vuole solo fare delle leggi "ad-personam" arriva poi dall'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro che con l'occasione critica anche il presidente della Repubblica per il suo appello al confronto. Paletti e condizioni che rischiano di affossare il confronto ancor prima che cominci, facendo passare in secondo piano persino aperture importanti come quelle del Pd che si dice disponibile a discutere del rafforzamento dei poteri del premier così come chiesto dalla maggioranza. Il tema, comunque, continua a dominare il dibattito politico, come dimostrano le pagine dei giornali, piene di interviste sulle riforme. La Convenzione, assicura Umberto Bossi dalle colonne del 'Corriere della Sera', è "la soluzione migliore" anche per scongiurare l'azione dei tanti "sabotatori". Proposta che piace a Gianfranco Rotondi, leader della DcA, che rilancia chiedendo una vera e propria Assemblea Costituente. Ipotesi che però non piace ai berlusconiani, come spiega Fabrizio Cicchitto, secondo il quale si tratta di soluzioni da "evitare" non solo perché richiedono troppo tempo, ma anche per non "espropriare il Parlamento" del suo lavoro".

Le riforme, dice il capogruppo del Pdl, si facciano in Parlamento partendo dalla 'bozza Violante' che deve però - come conferma il 'finiano' Italo Bocchino - essere "rimpolpata con maggiori poteri al premier". Franco Frattini sceglie 'Libero' per dire che i principi della Costituzione da rivedere sono tanti e comprendono anche la prima parte della Carta, su temi come il diritto alla sicurezza, la tutela del paesaggio e la libertà religiosa. Ma dalle colonne dello stesso quotidiano arriva lo stop del Carroccio: per Roberto Calderoli, infatti, la prima parte non si tocca. Il ministro del Carroccio ne approfitta per attaccare l'Udc di Pier Ferdinando Casini, accusandolo di attuare una strategia da "mercenari" nonostante il Pdl stia faticosamente cercando un accordo per le regionali proprio con i centristi. A complicare un quadro già piuttosto confuso ci pensa Di Pietro che accusa il capo dello Stato Giorgio Napolitano di essere stato "'incauto'' nel fare un appello per le riforme visti gli interlocutori. Il capo dello Stato, è l'accusa del leader dell'Idv, "ha messo il vento in poppa alla barca dei pirati che utilizzerà" le sue parole "per distruggere e mortificare" le istituzioni.

Parole "eversive", attacca il ministro Sandro Bondi, secondo il quale i democratici devono rompere definitivamente con Di Pietro. In mezzo a tanti veti risalta ancor di più l'apertura del Pd. "Siamo disposti a discutere di tutto, ma in Parlamento, alla luce del sole", è la premessa di Anna Finocchiaro. Anche sull'ipotesi di rafforzare alcuni poteri del premier, precisa la capogruppo del Pd in Senato, purché ci siano "tre capisaldi": una legge sul conflitto di interessi, piena tutela della libertà di informazione e un rafforzamento del ruolo del Parlamento. Chiusura totale, invece, sull'ipotesi di modificare la prima parte della carta così come sul pacchetto giustizia.

Aperture che però al Pdl non bastano: "Non si vedono ancora molte risposte concrete dalla sinistra riformista", commenta infatti Paolo Bonaiuti. Uno scetticismo forse dettato dalla voglia di spronare i democratici ad esporsi di più. O almeno così sembra ascoltando Maurizio Gasparri che, nell'insolito ruolo di pontiere, cerca una mediazione: "Ad un premier più forte può certamente corrispondere un Parlamento più forte", é l'apertura del capogruppo del Pdl alla Camera che però invita il Pd ad andare "al di là delle pur importanti parole pronunciate dalla Finocchiaro".

Top News

    • 13:09
    • 09 apr
    • ROMA

    Fecondazione eterologa, cade il divieto

    La Corte Costituzionale lo hanno dichiarato illegittimo
    • 12:09
    • 09 apr
    • MILANO

    Intesa paga 294 mln 'tassa Bankitalia'

    Segue Unicredit (196), ma su parametri patrimoniali impatto soft
    • 11:40
    • 09 apr
    • VATICANO

    Papa: tacciano le armi in Siria

    Dolore per assassinio gesuita Van der Lugt e per vittime guerra
    • 10:43
    • 09 apr
    • MILANO

    Garlasco: mamma Rita, ho ancora fiducia

    E' cominciato il processo d'appello bis, Stasi è in aula
    • 09:03
    • 09 apr
    • MILANO

    Borsa: Milano apre in rialzo, +0,24%

    Identico aumento per l'indice Ftse All share
    • 09:00
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano,un morto su barcone

    Continuano sbarchi, 4.000 migranti soccorsi in ultime 48 ore
    • 07:01
    • 09 apr
    • ROMA

    Mafia, colpo a cosche in E-R

    Operazione cc regione e Crotone,13 ordinanze,sequestro da 13 mln
    • 06:36
    • 09 apr
    • ISLAMABAD

    Pakistan:bomba a mercato,almeno 15 morti

    Ordigno ad alto potenziale in zona controllata forze sicurezza
    • 01:05
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano, è allarme sbarchi

    Non bastano 80 mln Ue per Frontex. Def grazie a nostra azione
    • 00:23
    • 09 apr
    • NEW YORK

    Australia e Svezia, paradisi per giovani

    Secondo studio Usa. Italia fuori da classifica prime 30 nazioni