Il 'diavolo' e il Partito dell'amore
Duomo di Milano e San Pietro, si incrociano strade Berlusconi-Papa
26 dicembre, 18:57di Giuliana Palieri
ROMA - Un Natale carico di 'simboli' quello appena trascorso per il mondo politico che ha visto incrociarsi le strade del premier, Silvio Berlusconi, e di Papa Benedetto XVI, uniti dalle due incredibili aggressioni, rispettivamente del 13 dicembre e della notte della vigilia nella Basilica di San Pietro. A lasciare il segno, in questo ultimo scorcio del 2009, saranno i due episodi di violenza che hanno fatto il giro del mondo, con il volto insanguinato del presidente del Consiglio e la caduta del Pontefice, entrambi vittime di personaggi definiti squilibrati. Carica di significati simbolici l'aggressione di Milano, con Massimo Tartaglia che ha voluto colpire Silvio Berlusconi con una pesante miniatura da bancarella raffigurante il duomo di Milano.
Cosa che ha amareggiato ancora di più il Cavaliere, ferito al volto nella sua amatissima città e con il suo simbolo principe. Non è sfuggito, poi, che nel suo tentativo di cercare con lo sguardo smarrito chi lo avesse colpito, il premier è nuovamente salito su quel predellino dell'automobile, che è già passato alla storia per l'annuncio della nascita del Pdl il 18 novembre di due anni fa e che è divenuto, per il centrodestra, ma non solo, l'emblema del 'rinnovamento' politico.
Accade così che il predellino sia tornato a rappresentare 'simbolicamente' ancora una volta un 'cambiamento': quello che lo stesso premier ha sottolineato quando ha detto che dopo il dramma vissuto, il Paese, ma anche le forze politiche, hanno registrato un radicale cambio di rotta iscrivendosi idealmente al 'partito dell'amoré e lasciandosi alle spalle il fardello dell'odio. Si è così verificato un 'cortocircuito' politico, e simbolico, con quel 'demonio' evocato da Antonio Di Pietro che ha augurato il buon Natale al Paese con una improbabile letterina a Santa Claus nella quale bollava il premier come 'diavolo' mettendo in guardia il mondo politico dalla tentazione di avere con lui un qualsiasi dialogo o confronto.
Ma il diavolo ci ha comunque messo la coda, e dal Duomo di Milano si è trasferito nella Basilica di San Pietro dove, nelle sembianze di una giovane italo-svizzera, ha strattonato il Papa, fino a farlo cadere (senza conseguenze, però, per la salute del Pontefice). E nel delirio di Facebook il 'gioco' dei simboli e delle violenze è stato portato alle estreme conseguenze, fino al punto di associare la miniatura del Duomo ad un'altra raffigurante la Basilica di S. Pietro. Resta ora lo strascico polemico relativo alle maglie troppo larghe della sicurezza che non è riuscita a impedire le due aggressioni. Mentre sullo sfondo si staglia inquietante un nuovo fenomeno, quello dei fan ultrà della rete che hanno innalzato i due aggressori a 'eroi' .






