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Papa: Gesù era uno di loro, rispetto diritti

No a rimpatrio minori rifugiati, scuola e integrazione per tutti

28 novembre, 10:18

di Domitilla Conte

CITTA' DEL VATICANO - L'immigrato è una persona "con diritti fondamentali inalienabili da rispettare sempre e da tutti", specialmente se bambino, o comunque minorenne. Pari diritti e pari opportunità rispetto ai residenti, nella scuola e nel lavoro. Il monito del Papa giunge quasi in contemporanea con la proposta della Lega di porre un tetto alla cassa integrazione per i lavoratori extracomunitari, proposta preceduta da molti altri segnali di chiusura, in Italia e fuori, ricordati anche questa mattina anche dal presidente del Pontificio consiglio per i migranti, mons.Antonio Maria Vegliò. I respingimenti praticati anche dall'Italia, ma anche la proposta di scuole separate in Germania, il referendum anti-minareti in Svizzera, l'operazione "White Christmas" di Coccaglio, nel Bresciano.

Il villaggio globale chiude sempre più porte e la Chiesa non sta a guardare, specialmente - afferma il Papa nel suo messaggio per la 96/a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, pubblicato questa mattina - di fronte alla sofferenza dei minori migranti, che vanno accolti e difesi perché due volte più vulnerabili, e perché anche Gesù, da bambino, fu un migrante e sarebbe oggi un rifugiato, essendo scappato con Giuseppe e Maria in Egitto dalla furia di Erode. Vegliò ricorda che i minori non accompagnati non possono essere mai rimpatriati, secondo le norme internazionali, anche se "tale diritto, come molti altri, non è sempre rispettato". Pronta la risposta del ministro dell'Interno, Roberto Maroni: "L'Italia non rimpatria i minori non accompagnati, questa non é la realtà italiana". Il fenomeno emigrazione - ammette papa Ratzinger - "impressiona per il numero di persone coinvolte, per le problematiche sociali, politiche, culturali e religiose che solleva, per le sfide drammatiche che pone alle comunità nazionali e a quella internazionale". Il migrante, però - ha affermato con forza il Papa citando la sua enciclica sociale Caritas in Veritate - "é una persona umana con diritti fondamentali inalienabili da rispettare sempre e da tutti", soprattutto se minore. Sarà quest'ultimo aspetto il tema della Giornata e il pontefice ne approfondisce ogni risvolto ricordando che la Convenzione dei Diritti del bambino "afferma con chiarezza che va sempre salvaguardato l'interesse del minore", ma che "purtroppo nella realtà questo non sempre avviene". Abbandono e sfruttamento colpiscono sempre più bambini e ragazzi in ogni continente, per questo occorre proteggerli e accoglierli quando cercano rifugio, favorendo "il loro sviluppo fisico, culturale, spirituale e morale".

La parola d'ordine è integrazione e prevenzione del disagio, che può colpire anche le seconde generazioni di immigrati. A tutti - dice il Papa - "e importante che sia data la possibilità della frequenza scolastica e del successivo inserimento nel mondo del lavoro". Deve poi essere "facilitata l'integrazione sociale grazie a opportune strutture formative e sociali". Il Papa fa appello ai cristiani che attraverso parrocchie e associazioni "compiono grandi sforzi" per aiutare i migranti, ma soprattutto a quelli che non lo fanno, affinché prendano "consapevolezza della sfida sociale" che pone la condizione dei minori migranti e rifugiati. L'ultimo appello è per i governi e le istituzioni internazionali, perché promuovano iniziative di sostegno. Una "voce nel deserto" destinata a rimanere inascoltata, ha detto qualcuno a mons.Vegliò che commentava il messaggio del Papa. "Il Vangelo va annunciato anche se molti non lo accettano - ha risposto Vegliò, che ha anche negato che vi siano "controversie" con la Lega. Ed è giusto, gli ha fatto eco il neosottosegretario del Pontificio consiglio, il tanzaniano mons.Novadus Rugambwa, "alzare la voce anche nel deserto, affinché migranti e rifugiati siano considerati un giorno persone con diritti e accesso alla promozione sociale".

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