Alfano: no a riforme sotto dettatura Anm
Il ministro della Giustizia pensa a una riforma nella quale i pubblici ministeri devono diventare "avvocati dell'accusa"
20 novembre, 22:41
ROMA - "La riforma della giustizia non la faremo sotto la dettatura dell'Anm, anche perché abbiamo il vago e leggero sospetto che il foglio resterebbe bianco perché i magistrati non vogliono il cambiamento".
Lo ha detto il ministro, Angelino Alfano, intervenendo alla Sesta conferenza nazionale dell'Avvocatura in corso a Roma. Questo passaggio del discorso del Guadarsigilli ha riscosso un fortissimo applauso della platea stracolma di avvocati, circa 1.500.
Il ministro della Giustizia Angelo Alfano pensa a una riforma nella quale i pubblici ministeri devono diventare "avvocati dell'accusa" perché solo così "i piatti della bilancia della giustizia saranno in posizione equilibrata, saranno allo stesso livello l'avvocato del cittadino e l'avvocato dell'accusa". Affinché ci sia effettiva "equidistanza - ha proseguito Alfano nel suo intervento alla VI Conferenza dell'avvocatura in corso nella sala congressi dell'Hotel Cavalieri Hilton - è necessario "che il giudice e il pubblico ministero non si diano del tu, non vadano a prendere insieme il caffé e magari non si fidanzino: solo se ci sarà la giusta distanza tra tutti i soggetti del processo sarà possibile realizzare un processo con le giuste garanzie".
"Non intendiamo mettere il pubblico ministero sotto controllo dell'Esecutivo, e questo è l'orientamento del governo: non lo riteniamo giusto e poi non ci consideriamo eterni. Oggi c'é un governo liberale e garantista ma domani potrebbero essere altri a governare...". Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelo Alfano intervenendo alla VI Conferenza dell'avvocatura promossa dall'Oua in corso nella sala congressi dell'Hotel Cavalieri Hilton. "Siamo convinti - ha proseguito Alfano - che la magistratura deve essere autonoma e indipendente,, soggetta soltanto alla legge. Ma alla legge si!".






