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Napolitano, in parlamento vedo grosse difficolta'

Il Presidente da Smirne, 'rispetto l'autonomia'

20 novembre, 11:08
Giorgio Napolitano
Giorgio Napolitano
Napolitano, in parlamento vedo grosse difficolta'

SMIRNE (TURCHIA) - "E' chiaro che oggi ci sono in Parlamento grosse difficoltà ", ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispondendo ad alcune domande dei giornalisti prima di ripartire per il Quirinale. Lo ha detto riaffermando la centralità del Parlamento e premettendo che una valutazione sul lavoro parlamentare spetta a osservatori, commentatori "e anche al presidente della Repubblica, con le cautele dovute".

''Io rispetto - ha precisato Napolitano - l'autonomia del Parlamento, le difficolta' che incontrano i presidenti delle assemblee parlamentari per farle funzionare e per rendere il lavoro piu' efficace e spedito, ma con la massima attenzione per tutti i diritti della minoranza e per tutte le proposte delle opposizioni. E' chiaro che oggi ci sono grosse difficolta' in questo senso''. Le difficolta', ha aggiunto Napolitano, riguardano anche ''l'operosita', la densita' e la bonta' dei prodotti legislativi. Mi riservo di intervenire ancora su questo tema'', ha concluso.

Sulle riforme "non so se ci siano novità, mi sembra che qualcosa si muova", ha aggiunto il Presidente della Repubblica, rispondendo alle domande dei giornalisti che gli hanno chiesto di fare un bilancio di metà settennato, un traguardo toccato proprio in questi giorni. "La democrazia dell'alternanza - ha detto - resta la mia linea guida".

Presidente, lei ha detto qualche giorno fa che "il tempo passa veloce" e infatti siamo oltre il giro di boa del Settennato cominciato con un discorso in cui la frase chiave era: è venuto il tempo che anche in Italia si affermi la maturità della democrazia dell'alternanza e al reciproco riconoscimento degli avversari. Che bilancio fa a tre anni e mezzo da quell'appello? "E' sempre meglio - si è schermito Napolitano - fare i bilanci complessivi alla fine. Dunque, vi do appuntamento a maggio 2013 augurando buona sorte a tutti compreso me stesso. Quando si lavora non c'é molto tempo per fare bilanci. Il mio mandato è in pieno svolgimento e quelle linee guida non cambiano. Le interpreto a seconda dei problemi che vengono sul tappeto. Sono più che mai convinto che si deve tenere fermo il traguardo della democrazia dell'alternanza che si basa sul reciproco riconoscimento tra forze e schieramenti diversi e sulla condivisione dei principi fondamentali e dei valori fondanti della Costituzione repubblicana che nessuno mette in discussione. Altra cosa è la seconda parte della Costituzione che è modificabile. Se ne discute da molto tempo". Napolitano ha risposto anche a una domanda sulla riforma della giustizia civile della cui necessità aveva parlato l'anno scorso al vertice dei capi di Stato dell'Europa centrale. Ripropone anche oggi quella priorità? "Non indico piani di riforma della giustizia né priorità. Questo non è mio compito. In quella occasione feci solo un esempio delle cose da cambiare per attirare più investimenti in Italia, non indicai una priorità ".

Cosa succede al governo se una forza di governo che se va per i fatti suoi? Questo non bisogna chiederlo a me ma al presidente del Consiglio", ha detto Giorgio Napolitano rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto di commentare il dissenso della Lega Nord rispetto alla linea del governo favorevole all'ingresso della Turchia nell'Unione Europea e in materia di accoglienza degli immiqrati regolari. Non è forse una manifestazione di paura irragionevole per chi è diverso? "Credo - ha risposto Napolitano - che si tratti di paure indotte. Ricordate in Francia quando fu agitato lo spauracchio dell'idraulico polacco che avrebbe tolto il lavoro ai francesi? Ora non se ne parla più. E' facile sollevare polveroni. Sta accadendo con la Turchia descrivendola, per ottenere qualche seguito, come se fosse secoli indietro, riproponendo immagini che sono un'eredità del passato, raffigurazioni più o meno terrificanti dei turchi, antiche fobie. A me interessa l'impegno delle forze che possono indirizzare bene l'opinione pubblica e di quelle che guidano il governo". Ma della compattezza del governo ha concluso, non è a me che dovete chiedere conto

Prima di lasciare la Turchia, Giorgio Napolitano ha bonariamente rimproverato i giornalisti di aver raccontato i suoi stati d'animo, l'altro ieri, dopo le dichiarazioni del presidente del Senato, Renato Schifani, a proposito di un rischio di elezioni anticipate. ''Alcuni di voi - ha detto - hanno scandagliato i miei stati d'animo con strumenti misteriosi. Mi hanno definito sorpreso, stupito, irritato e non ricordo cos'altro. Qualcun altro ha immaginato che io fossi ossessionato dai flash di agenzia che arrivavano da Roma. Qualcuno ha immaginato colloqui notturni con qualcuno di noi. Non so se la vittima predestinata fosse il segretario generale del Quirinale. A me pare - ha aggiunto guardando il dottor Donato Marra, accanto a lui - che invece abbia dormito sonni tranquilli''. Ma al di la' di tutto cio', hanno insistito i giornalisti, puo' dirci qual e' stato veramente il suo commento a quelle dichiarazioni? ''Ripeto cio' che ho detto altre volte: quando sono in missione di Stato fuori Italia - ha risposto Napolitano - non faccio da lontano commenti sulla politica italiana. Tornero' in Italia, ascoltero', puo' darsi che vedro' il presidente del Senato e successivamente saro' a vostra disposizione''.

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