Bersani proclamato segretario del Pd
La proclamazione all'Assemblea nazionale
07 novembre, 22:12
Correlati
di Cristina Ferrulli
ROMA - Gli ex rivali, Dario Franceschini e Ignazio Marino, promettono lealtà e si dicono pronti a condividere vittorie ma anche sconfitte. E il vincitore Pier Luigi Bersani, incoronato segretario, sprona tutti a costruire insieme "un nuovo partito e preparare l'alternativa". In un clima di sostanziale pax interna, che elegge Rosy Bindi presidente ed Enrico Letta vicesegretario, l'assemblea del Pd dà il via al nuovo corso, nel quale c'é poco rimpianto per chi ha abbandonato la ditta, come Francesco Rutelli.
"Le defezioni non fanno mai piacere ma non abbiamo fronti scoperti", assicura il neoleader che fa delle parole 'riforme' e 'nuovo' i leit motiv della sua prima relazione. Il 'senso' di Vasco Rossi e la 'Canzone Popolare' di Romano Prodi è il mix sonoro scelto dal neosegretario a simboleggiare la volontà di unire presente e passato, di "rinverdire gli ideali per una sfida nuova". Ma pluralismo interno non vuol dire per il neoleader annacquare le idee che gli hanno fatto vincere le primarie: "Il congresso ci ha consentito di metterci a lavorare su una linea nuova, portando correzioni rispetto al passato". Correzioni nella costruzione del partito, a partire dall'immediata apertura di 500 circoli in luoghi di lavoro e di studio, ma anche rispetto alla linea politica di Veltroni e di Franceschini, aprendo, sin dalle regionali, il cantiere di "coalizioni democratiche e di progresso" e il dialogo anche con chi, come Rifondazione, non sarà un interlocutore per le alleanze alle politiche. Bersani cita la parola bipolarismo e questo rassicura chi, veltroniani in primis, teme grandi coalizioni o il ritorno a alleanze eterogenee. Nella relazione, l'ex ministro punta a demolire le accuse di chi se ne è andato. E insiste sul volto riformista del suo nuovo Pd. "Ci chiamiamo riformisti perché vogliamo le riforme", ripete il neosegretario annunciando la disponibilità ad aprire il canale del confronto con la maggioranza "a partire dai temi del lavoro" e delle riforme istituzionali, riduzione del numero dei parlamentari e nuova legge elettorale in primis.
Sulla giustizia il Pd è "d'accordo" sulla necessità di riforme ma il confronto può partire "senza le ipoteche" delle questioni personali del premier e dell'attacco ai magistrati. E se rispetto alla maggioranza, Bersani chiarisce che confronto per "riforme vere" non è inciucio, sul fronte interno assicura che non ci sarà spazio per le nostalgie di vecchie identità. "Il nostro problema è che nessuno rimanga fermo su quello che è già stato e che ognuno faccia un patto e dia una disponibilità generosa al cambiamento. Avremo un partito plurale ma non nel senso di attribuire ad ognuno una stanza della casa comune". Allusione, neanche tanto velata, a chi, come Franco Marini, oggi dal palco ha reclamato ruoli. I primi puzzle del nuovo Pd dimostrano che tutti saranno coinvolti: i due vicepresidenti Marina Sereni e Ivan Scalfarotto sono espressione delle minoranze così come Dario Franceschini sarà capogruppo alla Camera. Ma Bersani dice di "avere le spalle larghe" e di non temere le discussioni che "sono tutta salute mentre le amicizie si rompono quando non si discute". Chissà se il pensiero del neoleader corre a Walter Veltroni, anche oggi assente. Certo non si riferisce a Romano Prodi, anche lui lontano dalla Fiera di Roma ma più volte omaggiato anche da Rosy Bindi che, neoeletta presidente, rivolge un saluto all'ex premier "l'unico e vero presidente dell'assemblea". A chi, invece, ha detto addio al Pd, Francesco Rutelli in primis, va una considerazione nella replica finale: "Qualcuno dice che così si lascia un fronte scoperto. No, non è così, abbiamo la ricchezza di culture per coprire tutto il centrosinistra".
PRODI: E' MIGLIORE PARTENZA PER FUTURO PARTITO - "Sono commosso e ringrazio". Così il presidente Romano Prodi risponde ai riconoscimenti che gli sono stati rivolti da Bersani, Bindi, Migliavacca e dall'Assemblea del Partito Democratico. "Allo stesso tempo sono molto contento che i lavori di oggi si siano svolti all'insegna dell'unità e della collaborazione. E' questa - conclude Prodi - la migliore partenza per il futuro del Partito Democratico".
SUBITO SCONTRO CON LA LEGA
Scontro a distanza tra il neo segretario del Pd e la Lega sul Federalismo. ‘’Denunceremo quello delle chiacchere’’, ha detto Bersani nel suo discorso di insediamento davanti all’Assemblea nazionale del partito. Il segretario del Pd ha proposto, come prima iniziativa di mobilitazione, un'assemblea di mille amministratori del Pd, aperta anche a quelli degli altri schieramenti politici, ‘’per affermare il federalismo dei fatti’’ su quello, appunto, delle chiacchere. ‘’Perché non si pensi, a cominciare dalla Lega – ha avvertito il neo segretario del Pd - di poter raccontare qualsiasi favola con noi che stiamo zitti". Pronta la replica di Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione Normativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord: ‘’Bersani - controbatte Calderoni - parla di favole, noi invece facciamo i fatti e prima della fine dell'anno ci sarà il primo decreto attuativo del federalismo. Ma come in ogni buona favola, il Pd e il suo segretario continuano a fare la parte di Alice nel Paese delle meraviglie’’. Secondo Calderoni, ‘’se il buongiorno si vede dal mattino, allora siamo in piena tempesta!’’. ‘’Il segretario del Pd - aggunge – invece di concorrere con la maggioranza alla costruzione dei decreti attuativi del federalismo fiscale, della madre di tutte le riforme, dell'unico strumento in grado di salvare il Paese, parla di mobilitazione e di castronerie varie. Sinceramente ci si aspettava qualcosa di più in termini di proposta e invece Bersani non sa fare altro che ricorrere alla strumentale protesta demagogica’’.
"Bersani parte male. Non ha capito che al di sopra del Po chi è contro la Lega é morto". Lo ha affermato il ministro delle Riforme Umberto Bossi commentando le affermazioni del segretario del Pd Pier Luigi Bersani: "Chi è con la Lega vince le elezioni. E' così difficile da capirlo? Quello di Bersani è un errore".







