Pd, Bersani: faremo un bambino nuovo
Traccia la rotta alla vigilia dell'esordio da segretario del partito
06 novembre, 21:19
di Cristina Ferrulli
ROMA - Nessuna nostalgia per il passato, nessun ritorno alla socialdemocrazia, ma l'impegno a "fare un bambino nuovo", a costruire il Pd e preparare l'alternativa per il governo. Sarà anche una risposta a chi, come Francesco Rutelli e Massimo Calearo, ha abbandonato la nave ancora prima che salpasse, il discorso con cui domani, davanti ai mille dell'assemblea, Pier Luigi Bersani farà il suo esordio da segretario.
Un discorso che andrà di pari passo ai primi tasselli dell'architettura del partito, che domani eleggerà Rosy Bindi presidente, la direzione di 120 membri e nei prossimi giorni i nuovi capigruppo in nome di una pax interna tra vincitori e vinti. Oggi Bersani è rimasto alla sede del partito per definire, anche con un confronto con Massimo D'Alema, la rotta del suo Pd che partirà ufficialmente domani. Un partito, ribadirà il leader, che non guarda indietro, riformatore, pronto al confronto con il governo solo in Parlamento in primi sui temi della crisi ma anche sulle riforme, giustizia inclusa, se però "affrontano i problemi dei cittadini". Un partito di opposizione ma che, come dimostrano gli incontri dell'ultima settimana, dall'Udc alla sinistra radicale, è impegnato a tornare al governo costruendo alleanze, sì, ma prima radicandosi nel Paese. I mille neodelegati domani ascolteranno Bersani, ma misureranno anche le sue intenzioni di tenere unito il partito dalle scelte che farà per gestire il partito. La presidenza a Rosy Bindi sembra ormai assodata così come i due vicepresidenti, la cui scelta è stata lasciata agli ex rivali Dario Franceschini e Ignazio Marino. Oggi il senatore chirurgo ha riunito i 134 delegati eletti alle primarie e ha chiarito: "Per me non voglio cariche, resto a fare il presidente della commissione d'inchiesta sui servizi sanitari, ma mi impegnerò perché le idee della nostra mozione camminino nel Pd". Ma se Marino si limiterà ad entrare in direzione o nel comitato politico, l'organismo che riunirà i big del partito, Rosa Calipari sarà vicecapogruppo alla Camera e Felice Casson numero due al Senato. Anche l'area democratica di Franceschini si è disposta ad una collaborazione con Bersani e vedrà esponenti di spicco, come Piero Fassino, alla guida dei dipartimenti così come per la vicepresidenza del partito sarebbe in corsa Marina Sereni. Espressione della maggioranza sarà il tesoriere, il deputato Antonio Misiani, che prenderà il posto del veltroniano Mauro Agostini. Ma nonostante l'avvio all'insegna dell'unità, non mancano i maldipancia. Oggi Giuseppe Fioroni ha riunito i suoi dopo i malumori tra gli ex Ppi dopo l'uscita di Francesco Rutelli e, a quanto si apprende, l'ex ministro aspirerebbe al ruolo di vicesegretario del partito. E' noto che Bersani ha una certa allergia per i ticket di veltroniana memoria, ma è probabile che alla fine dovrà riconoscere il ruolo di vice ad un altro suo grande elettore Enrico Letta. Resterà fuori dalla vita attiva del partito Romano Prodi (domani assente all'assemblea perché impegnato a Parigi), anche se da giorni è partito un tam tam in rete perché gli sia riconosciuto il ruolo di presidente onorario.





