L'aula della Camera dei deputati
ROMA - Spazi in radio e in tv divisi in base al 'peso' del partito e cioè alla rappresentanza parlamentare; possibilità di spot elettorali a pagamento; diritto di tribuna pari al 10% dello spazio in campagna elettorale; possibilità per i candidati di partecipare anche alle trasmissioni di intrattenimento o di qualsiasi altro genere in campagna elettorale. Sono questi i punti principali della proposta di legge del Pdl, a firma Ignazio Abrignani, di riforma della legge sulla par condicio, depositata il 14 ottobre scorso a Montecitorio e oggi formalizzata in un fascicolo.
La proposta di legge 2805 è composta di un solo articolo e ora dovrà essere assegnata alle commissioni di merito per l'esame. Riprende una proposta alla quale lavorarono i tecnici di Forza Italia e An nel 2005 e se approvata, potrebbe essere applicata già alle regionali di marzo. Il testo, in primo luogo, modifica l'articolo 2 dell'attuale legge sulla par condicio che prevede che in campagna elettorale le emittenti radio e tv debbano "assicurare a tutti i soggetti politici con imparzialità ed equità l'accesso all'informazione e alla comunicazione politica".
La proposta di legge Abrignani, aggiunge, infatti, la dizione "sulla base della rappresentanza parlamentare" prevedendo, quindi, la ripartizione degli spazi in base al 'peso' della forza politica. Viene comunque stabilito che sia prima dell'indizione dei comizi che per tutta la campagna elettorale, gli spazi radio e tv siano ripartiti, come si legge nel testo, "per il 10 per cento secondo il principio della pari opportunità tra le coalizioni e tra le liste in competizione che hanno presentato candidature in collegi o in circoscrizioni che interessano almeno un quarto degli elettori (escluse le minoranze linguistiche ndr.)". Viene inoltre abrogata la previsione di messaggi elettorali "esclusivamente autogestiti gratuti", aprendo così alla possibilità di spot elettorali a pagamento. Infine, viene soppresso il divieto per candidati, esponenti di partito o del governo di partecipare a trasmissioni diverse da quelle informative o dalle tribune a decorrere dal trentesimo giorno precedente alla data delle votazioni per l'elezione di Camera e Senato. I politici potranno dunque prendere parte anche a programmi di diverso genere, come quelli di intrattenimento.