Casini: Rutelli? notizia positiva, minimo e' raddoppiare voti
Il fondatore della Margherita lascia il Pd
01 novembre, 19:18
ROMA - "Accolgo positivamente la notizia. Si può realizzare un percorso comune. Non è un problema di destra, di sinistra o di centro perché bisogna parlare agli italiani un linguaggio di senso che vada nella direzione di modernizzare il Paese in modo da ancorarlo a valori seri in un momento di degrado". Lo afferma Pier Ferdinando Casini , a margine di un convegno della fondazione Liberal, commentando l'addio di Francesco Rutelli al Pd. A chi gli chiede se con l'ipotesi di avviare un percorso comune con l'ex leader della Margherità ci sia la possibilità di raddoppiare i consensi, l'ex presidente della Camera risponde: "E'il minimo sennò sarebbe un insuccesso".
"Rutelli sta facendo un lavoro positivo che va nella stessa nostra direzione. Gli faccio i miei auguri. Speriamo di ritrovarci entro breve". Lo ha detto il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa. "Questo bipolarismo - ha aggiunto - sta mostrando ancora una volta tutti i suoi limiti. Rutelli ha avuto il coraggio di denunciare la crisi del progetto Pd, così come stanno emergendo molte contraddizioni all'interno del Pdl. Noi siamo l'alternativa vera a questo continuo scontro che non dà risposte ai cittadini".
Francesco Rutelli, dopo aver annunciato dalle colonne del Corsera il divorzio immediato dal Pd, è già al lavoro per organizzare i suoi in vista di un'intesa con l'Udc. A quanto si apprende Rutelli si è riunito nel pomeriggio con i promotori del manifesto "Cambiamento e buon governo", una iniziativa lanciata nei giorni scorsi a Palazzo Ruspoli dove si erano dati appuntamento il presidente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, l'esponente dell'Udc Bruno Tabacci, l'ex ministro Linda Lanzillotta e il presidente di Unioncamere Andrea Mondello. La riunione, sempre secondo quanto si apprende, riguarda l'organizzazione del nuovo movimento e le prime iniziative da mettere in campo.
Nessun commento da parte di Massimo D'Alema sulla decisione di Francesco Rutelli di lasciare il Pd. "Nella uscita di Rutelli dal Pd c'é una nettezza e una nitidezza che va riconosciuta e apprezzata. Se la scelta è netta e nitide sono le spiegazioni, lo stesso non si puòcerto dire per la prospettiva", afferma invece Arturo Parisi (Pd). "Non è a sinistra che la forza di gravità tende a spostare Pd, ma indietro. Non è quindi - rileva Parisi - con una iniziativa di centro e inevitabilmente centrista che si può mettere riparo al danno fatto da tanti e innanzitutto dallo stesso Rutelli, ma riproponendo con forza la domanda di un partito nuovo". "Di questa novità - conclude l'ex ministro della difesa - non c'é nel foglietto che Rutelli chiama Manifesto alcuna traccia. Il braccio alzato di Rutelli ci dice certo della sua esistenza e della sua scontentezza, ma niente sulla luna che vorrebbe indicare".






