Percorso:ANSA.it > Politica > News

Bersani, rebus alleanze 'Rutelli accetti la sfida'

Leader Pd: persone competenti, non simboli

27 ottobre, 11:32

Pier Luigi Bersani

Pier Luigi Bersani

di Giovanni Innamorati

ROMA - Delusione nella mozione Franceschini; grande soddisfazione in quella Marino; euforia tra i bersaninani, ma anche la consapevolezza che al neo segretario spetta l'onere difficile di mantenere il clima unitario dell'immediato dopo-voto. Questi gli atteggiamenti dei tre fronti nel day-after delle prime vere primarie del Pd; visto che quelle del 2007 erano una ratifica popolare senza grandi scontri interni. L'unica nota stonata: una frase, subito smentita dall'interessato, che attribuiva a Francesco Rutelli l'intenzione di uscire dal partito. Dopo che nella serata di domenica erano affluiti nella sede centrale del Pd i dati ufficiosi, trasmessi via sms dai seggi, da stamani sono iniziati ad affluire i risultati ufficiali, quelli basati sui verbali cartacei redatti nei vari gazebo. Le cifre non cambiano, nel senso che col 73% dei voti scrutinati Pierluigi Bersani ha il 53,3% dei consensi popolari, contro il 34,4% di Dario Franceschini e il 12,3% di Ignazio Marino. Il neo segretario ha dunque la maggioranza assoluta dei voti, che però è inferiore al quel 60% che il Comitato Bersani sperava e che era stato fatto trapelare alla vigilia del voto.

Ciò significa che le istanze delle mozioni Franceschini e Marino, e in particolare quella del rinnovamento dei dirigenti e dei meccanismi di partecipazione, nonché quella del partito aperto e plurale, pesano quasi quanto quelle dei vincitori. Di qui i molteplici appelli a Bersani a una gestione unitaria da parte degli sconfitti (Marina Sereni, Pierluigi Castagnetti, Enzo Bianco) e la rassicurazione da parte dei vincitori (Enrico Letta, Umberto Ranieri, Mercedes Bresso, Vasco Errani). Significativa la telefonata a Franceschini, per ringraziarlo del lavoro svolto in otto mesi da segretario, da parte di Romano Prodi. Il "grande freddo" tra il Professore e il Pd, che tanto ha fatto soffrire il partito è capitolo chiuso.

E Bersani ha rilanciato il suo messaggio unitario auspicando che "nessuno voglia sottrarsi" dalla "sfida affascinante" di costruire "un partito davvero nuovo" come "hanno chiesto i tre milioni di italiani mettendosi in fila ai seggi". Ma la sconfitta brucia e tra i sostenitori di Franceschini, é il momento della delusione e dei primi mal di pancia, specie tra gli ex popolari vicini a Beppe Fioroni. Si sapeva che la sfida era difficile ma ci si aspettava un divario inferiore rispetto a Bersani. Alcuni ex popolari addossano la sconfitta allo scarso apporto dei volti nuovi (la lista "semplicemente democratici" di David Sassoli, Debora Serracchiani, Sergio Cofferati e Rita Borsellino è andata male) e dei Veltroniani. Lo stile aggressivo verso i vecchi dirigenti, poi, avrebbe spaventato il militante medio, timoroso delle spaccature. Castagnetti, ultimo segretario Ppi, contesta questa lettura: "i numeri rispecchiano la stratigrafia del nostro elettorato che, diversamente dal ceto dirigente, non si è ancora amalgamato. Tra i nostri ha prevalso il richiamo dell'appartenenze".

"I nostri elettori - commenta Marina Sereni, ex Ds - hanno optato per una scelta meno innovativa ma più rassicurante". Il problema di Franceschini è di non far prevalere il "richiamo della foresta" delle varie componenti della sua mozione, e di tenerle invece unite. Unico modo per far valere le istanze portate avanti durante le primarie. "Indietro non torniamo - ha detto ai suoi - altrimenti smentiamo quello che abbiamo detto in campagna elettorale". Nel giorno in cui tutti parlano del successo delle primarie per la partecipazione, Francesco Rutelli ha smentito una sua frase contenuta in un libro di Bruno Vespa in imminente uscita, secondo il quale è orientato ad andare con Casini, "ma non ora e non da solo". Una frase, ha detto Rutelli, pronunciata svariati giorni fa ed extrapolata dal contesto. Ai suoi il presidente del Copasir ha detto: "non capisco questo insistere su una mia uscita. Forse c'é qualcuno che vorrebbe che lo facessi davvero". "Le riflessioni di Rutelli, fondatore del Pd con Fassino - ha esortato Gianni Vernetti - vanno ascoltate e non liquidate come quelle di un leader sconfitto che ha fatto la sua stagione".

 

 

Top News

    • 22:46
    • 21 nov
    • FIRENZE

    Serie A: Fiorentina-Parma 2-3

    Doppietta Gilardino, Amoruso, Bojinov, Lanzafame. Emiliani terzi
    • 22:24
    • 21 nov
    • ROMA

    Cadbury,ora mosse Ferrero o Kraft

    Dopo affondo Hershey Alba pensa alleanza. Unicredit, disponibili
    • 22:20
    • 21 nov
    • ROMA

    Sacconi,ci son fondi scuole private

    Ministro Welfare assicura, private in lista spese importanti
    • 21:48
    • 21 nov
    • BOLOGNA

    Zecchino d'oro: vince bambina sarda

    Francesca Melis ha interpretato 'La doccia col cappotto'
    • 21:46
    • 21 nov
    • IL CAIRO

    Egitto: molesta ragazza, violenze

    Fermato cristiano, musulmani assaltano stazione polizia
    • 21:16
    • 21 nov
    • NEW YORK

    Usa: sanita', si' ultimo senatore

    Via libera a dibattito, democratici con 60 voti su 100
    • 21:11
    • 21 nov
    • ROMA

    Sesso con barista, e' scandalo

    Governatore Australia meridionale rischia il mandato
    • 21:05
    • 21 nov
    • PARIGI

    Societe' Generale teme nuova crisi

    Per lettera suggerisce beni rifugio a clienti,oro e derrate
    • 21:03
    • 21 nov
    • L'AQUILA

    Anas, 70 mld lavori per colmare gap

    Ciucci,40mld di cui meta'al sud e 30 da concessionari autostrade
    • 21:00
    • 21 nov
    • BAZZANO (BOLOGNA)

    Casini: piu' poteri a premier

    Ma no a derive peroniste, servono pesi e contrappesi