Bagnasco: rischio anticlericalismo nei media
"Si vorrebbe una Chiesa allineata o muta"
03 ottobre, 16:32
ROMA - Di alcuni interventi del Papa, i media hanno preferito riportare "una lettura parziale e non di rado francamente scorretta" che "induce a domandarsi se in alcune componenti della cultura e dei mezzi di informazione non si stia facendo strada un anticlericalismo interessato a nascondere il vero volto della Chiesa e a distorcere il significato del suo messaggio, così che questo risuoni come incoerente o anacronistico". E' la denuncia del presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, nel suo intervento all'Assemblea plenaria dell'episcopato europeo in corso a Parigi.
I media svolgono "un ruolo essenziale per la conoscenza e la diffusione" dei valori fondamentali della Chiesa richiamati da Benedetto XVI, ma è auspicabile che "nell'esercizio di un compito così delicato prevalgano sempre le ragioni e i criteri di una responsabilità deontologica". Lo sostiene il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, concludendo il suo intervento dal titolo 'I media e il papa: un anno difficile', davanti all'assemblea plenaria dell'episcopato europeo a Parigi. Una responsabilità, aggiunge il presidente dei vescovi italiani, "che se non esclude la possibilità di critiche fondate e costruttive, tuttavia trova la propria ultima verifica nella capacità di contribuire alla conoscenza e alla ricerca della verità ".
Il card. Bagnasco fa rientrare "in questa tipo di deriva mediatica alcuni recenti polemiche, come ad esempio quelle conseguenti al celebre discorso di Ratisbona, al Motu proprio che consente l'uso della liturgia preconciliare, o alla remissione della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani, o ai chiarimenti circa la natura del dialogo interreligioso, o alle considerazioni sui limiti dell'uso dei preservativi svolte nel corso del viaggio in Africa". "In tutti questi casi - spiega il cardinale - una rappresentazione corretta avrebbe consentito di superare i fraintendimenti e di chiarire l'effettiva portata di interventi che, lungi dal giustificare talune aspre critiche che si sono registrate, in realtà sviluppano coerentemente alcune linee guida del pontificato".
"E' stata invece preferita una lettura parziale e non di rado francamente scorretta, che induce a domandarsi se in alcune componenti della cultura e dei mezzi di informazione non si stia facendo strada un anticlericalismo interessato a nascondere il vero volto della Chiesa e a distorcere il significato del suo messaggio, così che questo risuoni come incoerente o anacronistico e la Chiesa appaia animata solo dalla volontà di 'alzare muri e scavare fossati', soprattutto in materia di etica. Sarebbe questa la Chiesa - osserva ancora il porporato - dei 'no', nemica dell'uomo e indifferente ai suoi bisogni, oscurantista e contraria alla razionalità scientifica". "In realtà - sottolinea il presidente dei vescovi italiani - segnalare i rischi che la mancanza del rispetto incondizionato per l'essere umano può comportare per la dignità dell'uomo non é certamente segno né di ostilità verso la scienza né di ottusa resistenza verso il moderno; è compito della Chiesa segnalarli, la loro segnalazione è piuttosto un sintomo di sollecitudine e di amicizia: l'amico non può non segnalare un pericolo".
"Si vorrebbe forse da parte di taluni ambienti una Chiesa o supinamente allineata sull'opinione che si autoproclama prevalente e progressista, o semplicemente muta". Lo sostiene il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, nel suo intervento sul rapporto tra 'Media e papa' davanti all'Assemblea plenaria dell'Episcopato europeo a Parigi. Ma "la Chiesa non può venire meno alla propria missione - sottolinea Bagnasco -. Partecipare in nome del Vangelo al dibattito pubblico, non può essere scambiato per una minaccia alla laicità dello Stato".







