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FOCUS/ Eutanasia: Vincent, tetraplegico. Decidono i giudici

38 anni, in stato vegetativo. Spaccatura tra medici e famiglia

13 febbraio, 21:06

di Luana De Micco

Saranno i giudici a decidere della vita o della morte di Vincent Lambert. L'uomo, 38 anni, ex infermiere in psichiatria, vive da cinque anni inchiodato ad un letto dell'ospedale di Reims in uno stato vegetativo cronico, dopo essere stato vittima di un grave incidente stradale. Sono le macchine a tenerlo in vita. Il Consiglio di Stato, la più alta giurisdizione amministrativa in Francia, renderà nota domani la sua decisione.

Dirà cioè se i medici hanno o no il diritto di smettere di alimentare ed idratare artificialmente il loro paziente. Sul caso di Vincent Lambert medici e famiglia sono spaccati. I primi, con l'accordo della moglie, Rachel, sono favorevoli ad applicare l'eutanasia passiva. Per i medici Vincent non ha nessuna speranza di guarire: "Vincent soffre di lesioni cerebrali irreversibili e nessuna comunicazione, neanche sommaria, è stata mai stabilita con lui", ha spiegato il dottor Eric Kariger, dell'ospedale di Reims.

Per la moglie "lasciarlo andare è un atto d'amore". Non sono d'accordo i genitori di Vincent, cattolici praticanti. Per loro il figlio è "disabile", ma non sta morendo, e si oppongono all'idea di staccare le macchine. Il 16 gennaio il tribunale amministrativo di Chalon-en-Champagne aveva dato ragione ai genitori. Il caso di Vincent Lambert, avevano spiegato i giudici, non rientra nella legge Leonetti in vigore. Il testo, votato nel 2005, prevede il rispetto del fine vita, contro ogni forma di accanimento terapeutico. La legge autorizza i medici, e se il paziente lo chiede, di alleviare il dolore, anche a rischio di accelerare la morte. Prevede inoltre che il paziente scriva le proprie volontà. Nel caso di Vincent Lambert, la moglie sostiene che la sua volontà era di essere lasciato morire in pace, ma non c'è nessun documento scritto.

"I giudici hanno infilato il camice bianco e fatto ingerenza nella competenza medica", aveva allora osservato il dottor Kariger. Per il medico continuare ad alimentare Vincent è accanimento terapeutico, proprio ciò che la legge vieta. Dopo di che era stato l'ospedale, sempre con il consenso della moglie, a fare appello al Consiglio di Stato. L'udienza di oggi ha permesso ai 17 membri del consiglio di riascoltare le parti. Una nuova perizia medica è stata richiesta. Se fosse accettata, la decisione finale del collegio potrebbe slittare di alcune settimane. Ma qualunque sia, sarà una decisione destinata a fare giurisprudenza. 

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