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Obama divide Iran, Rohani a Teheran tra festa e proteste

Lancio di scarpe e critiche, ma appoggio Khamenei gli fa scudo

30 settembre, 18:54

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Hassan Rohani Hassan Rohani
Obama divide Iran, Rohani a Teheran tra festa e proteste

Dopo la storica telefonata con Barack Obama che ha rotto l'ultratrentennale tabù dell'anti-americanismo assoluto, il presidente iraniano Hassan Rohani è stato accolto in patria da centinaia di vocianti sostenitori e titoli di giornale altisonanti. Ci sono state però anche contestazioni violente e critiche di esponenti conservatori, per ora attutite dall'avallo della Guida suprema Ali Khamenei, di cui può farsi scudo il capo del governo di Teheran.

Nonostante la sordina di tv di Stato e giornali conservatori, la chiamata del capo della Casa Bianca ha spinto 200-300 sostenitori del presidente iraniano ad andarlo ad accogliere ad un aeroporto di Teheran inneggiando "Grazie Rohani", "Viva Rohani", "pace, non guerra" e dando voce ad un filo-americanismo assai diffuso negli strati più evoluti della società iraniana. A raccolta li aveva chiamati anche un sms circolato in maniera virale che esaltava il "coraggioso presidente". A questo gruppo si è contrapposto un altro di meno di cento persone che invece ha riproposto lo slogan "Morte all'America", il più urlato in Iran dalla nascita della Repubblica islamica nel 1979.

Fra altri slogan come "Nessun compromesso, nessun inchino, ma lotta contro gli Usa", sono partiti calci a una guardia del corpo e giornalisti, e sono volate uova e scarpe, segno di grande disprezzo nella cultura islamica: almeno una calzatura ha colpito l'auto presidenziale, intralciata anche da un'improvvisata preghiera in strada. Del resto il "contatto storico" che "ha rotto un tabù vecchio 35 anni" di cui parla anche la stampa iraniana più riformista o moderata non poteva avvenire senza scosse: la stessa agenzia ufficiale Irna cita un diplomatico per ricordare che ci sono "molti gruppi" contrari a un riavvicinamento fra Iran e Usa perchè la pace lede i loro interessi (come risulta all'ANSA, notevoli fortune sono alimentate dalle sanzioni anti-nucleari e dalle loro alterazioni del mercato). Con almeno due dichiarazioni, Rohani ha sottolineato di muoversi seguendo le indicazioni della Guida suprema e la Commissione esteri del parlamento ha assicurato attraverso un portavoce che il presidente "aveva l'autorizzazione" di Khamenei "per dialogare con Obama".

Una telefonata storica - Quella tra Barack Obama e Hassan Rohani e' stato il primo contatto diretto tra un presidente Usa e uno iraniano dal lontano 1979. A chiamare e' stato l'inquilino della Casa Bianca, nel giorno in cui il nuovo leader di Teheran - al suo ultimo giorno newyorkese - ha impresso un'ulteriore accelerazione al dialogo. Nella conferenza stampa che ha concluso la sua missione 'trionfale' per l'Assemblea generale dell'Onu, Rohani ha infatti pronunciato una promessa: "Presenteremo un primo piano sul nucleare già a Ginevra''. L'appuntamento e' fissato per il 15 e 16 ottobre, quando nella città svizzera si ritroveranno seduti attorno allo stesso tavolo i Paesi del cosiddetto '5+1' (Usa, Francia, Gb, Russia, Cina e Germania) e i rappresentanti di Teheran.

Un tavolo al quale, ha assicurato il presidente iraniano, "parteciperemo senza porre alcuna precondizione". Obama ci crede: ''La strada che porta all'accordo e' irta di ostacoli, ma penso che superare le differenze per una soluzione complessiva sul nucleare iraniano sia possibile'', ha affermato, rendendo noto oggi il suo colloquio di 15 minuti con Rohani durante una dichiarazione Tv dalla Casa Bianca. Ma Obama si spinge oltre, fino a ipotizzare ''un alleggerimento delle sanzioni'' verso l'Iran, in cambio di ''azioni significative, verificabili e trasparenti'' proprio sul nucleare. Davvero impensabile fino a poche settimane fa. Il disgelo e' nelle stesse parole che i due leader si sono scambiati da un capo all'altro del telefono: ''Have a Nice Day'', e stato il saluto in inglese di Rohani, che l'ha poi rilanciato su Twitter. 'Grazie, Dio sia il tuo Custode'' ('Khodahfez'), la risposta, in farsi, del capo della Casa Bianca. La chiamata, a quanto si e' appreso da fonti americane, e' stata di Obama, ma dopo che dal presidente iraniano era giunto ''un segnale'' di disponibilità.

Davanti alla stampa internazionale Rohani era apparso poco prima sciolto, disponibile a rispondere a ogni domanda. E ha trovato il modo anche per una battuta a proposito del suo predecessore: "Davvero sono diverso da Ahmadinejad?". Poi, più serio: "Ogni differenza che vedete in me rispetto a chi mi ha preceduto è quella che ha voluto il popolo iraniano". Il nuovo leader di Teheran ha quindi ribadito con forza le sue aperture verso la comunità internazionale, e la volontà di fare sul serio. "Sentendo il discorso del presidente Obama all'Onu ho notato che l'atteggiamento dell'Occidente nei confronti dell'Iran e' cambiato". E un segno che il clima non sia più quello teso del passato è anche l'albergo dove Rohani ha tenuto l'incontro con i giornalisti: il Millennium, a due passi dal Palazzo di Vetro, che lo scorso anno rifiutò di concedere la sala per la conferenza stampa a Mahmoud Ahmadinejad. I paletti che pone Teheran sulla strada del dialogo sono chiari: al tavolo dei colloqui "dovremo innanzitutto essere d'accordo sugli stessi principi. E solo allora potremo sviluppare una vera e propria road map", sottolinea Rohani.

L'obiettivo - come ha detto il capo della diplomazia di Teheran Javad Zarif dopo l'inedito incontro col segretario di Stato Usa John Kerry - è quello di un accordo entro un anno. E in questi giorni, ha aggiunto, "sono stati fatti passi in avanti concreti". Ma per far sì che l'operazione abbia successo, Zarif non ha mancato di evidenziare come le sanzioni verso l'Iran siano un ostacolo: "Sono controproducenti - ha detto - e, nel momento in cui si guarda avanti, devono essere rimosse". Anche a questo ha puntato l'offensiva diplomatica che le delegazione iraniana ha portato avanti in occasione dell'Assemblea dell'Onu, con un presenzialismo esasperato di Rohani - incluso sui media Usa - e una girandola di incontri ad altissimo livello. Non ultimo quello col il presidente del consiglio Enrico Letta, definito "molto utile", da Rohani, il quale ha sottolineato come "l'Italia ha un ruolo chiave tra i Paesi dell'Unione europea". Quanto al mancato incontro con Obama a margine dell'Assemblea dell'Onu, il presidente iraniano era stato rassicurante ancor prima della telefonata: "Non c'è alcun problema, è solo che vogliamo un incontro di sicuro successo". Del resto "dobbiamo ricostruire le relazioni tra Iran e Usa passo dopo passo". Intanto a Vienna è ripartito il negoziato sul nucleare anche all'Aiea, con l'organizzazione che ha definito i colloqui avuti con i responsabili di Teheran "costruttivi".

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