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Macchinista non fu distratto da collega

Telefonata finì 11 secondi prima, velocità era di 199 km/h

02 agosto, 22:06
Il luogo dell'incidente Il luogo dell'incidente
Macchinista non fu distratto da collega

Il macchinista del treno deragliato a Santiago di Compostela in Spagna, il 24 luglio scorso, causando 79 morti e 178 feriti, non fu distratto dal collega della Renfe che lo chiamò per dargli istruzioni. Infatti, al momento dell'impatto aveva chiuso la telefonata da 11 secondi. E' quanto emerge dalla dichiarazione del tecnico della Renfe, Antonio Martin Marugn, ascoltato oggi come teste dal giudice Luis Alez che conduce l'inchiesta. "Al momento dell'incidente - ha detto - avevo già il telefono in tasca". La sua deposizione conferma quanto contenuto nelle risultanze delle scatole nere, consegnate ieri dai tecnici al magistrato. I nuovi dati, forniti oggi, forniscono particolari più precisi sulla velocità: il treno viaggiava a 199 chilometri orari e quando deragliò la velocità era scesa a 179 km/h mentre il limite era di 80. Lunedì, in un comunicato, il tribunale aveva parlato di 192 e 153 km/h.

Alla luce delle risultanze e della testimonianza, il giudice ha confermato che non fu la chiamata di servizio a distrarre Garzon Amo. Questi fu chiamato alle 20:39:06, appena due minuti prima del deragliamento. La risposta arriva nove secondi dopo e la comunicazione dura in tutto 40 secondi. Pertanto, quando il treno deragliò la comunicazione era stata conclusa da 11 secondi. Durante la conversazione si sente un primo avviso acustico di allarme che allerta - secondo quanto spiegato da Renfe - dell'approssimarsi della curva "A Gradeira", che ha il limite di 80 km/k mentre il treno procedeva a 199. Negli 11 secondi di intervallo dalla fine della chiamata all'impatto fatale Garzon Amo si è accorto che andava troppo veloce e azionò il sistema di frenata, ma il rallentamento non fu sufficiente a evitare la strage. Il macchinista disse al giudice di essersi distratto e di aver capito in ritardo che la velocità era troppo alta.

Prima dell'incidente vi furono tre segnalazioni acustiche e una visiva che indicavano anomalie al macchinista del treno deragliato a Santiago de Compostela. Tutti negli undici secondo nei quali Garzon Amo non era più al telefono con il collega della Renfe. Il primo, acustico, alle 20:40:55, segnala l'approssimarsi della curva "A Gradeira", a circa 500 metri; alle 20:40:56, uno visivo e l'altro acustico;; alle 20:40:59 il conducente aziona il freno di emergenza, e alle 20:41:02 l'ultimo segnale acustico, poco prima dell'impatto mortale.

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